SIRIA E IRAN

RASSEGNA STAMPA Foreign Policy         150527 Assad contrattacca Il regime siriano sta preparando una controffensiva contro IS, con finanziamenti iraniani e guerriglieri sciiti stranieri, provenienti anche dal Centro Asia, Afghanistan e Pakistan. –         IS  avanza in Siria, nel Sud presso Daraa e nel Nord a Idlib; la scorsa settimana ha conquistato la città di Palmira –        Il regime siriano spera in aiuti finanziari da parte dell’Iran per $1MD; intanto è in forte crescita il reclutamento di guerriglieri e il loro dispiegamento. –        A inizio 2014 le forze a favore di Assad sono diminuite fortemente quando migliaia di guerriglieri sciiti iracheni […]
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RASSEGNA STAMPA

Foreign Policy         150527

Assad contrattacca

Il regime siriano sta preparando una controffensiva contro IS, con finanziamenti iraniani e guerriglieri sciiti stranieri, provenienti anche dal Centro Asia, Afghanistan e Pakistan.

–         IS  avanza in Siria, nel Sud presso Daraa e nel Nord a Idlib; la scorsa settimana ha conquistato la città di Palmira

–        Il regime siriano spera in aiuti finanziari da parte dell’Iran per $1MD; intanto è in forte crescita il reclutamento di guerriglieri e il loro dispiegamento.

–        A inizio 2014 le forze a favore di Assad sono diminuite fortemente quando migliaia di guerriglieri sciiti iracheni hanno cominciato a tornare in Irak per contrastare l’avanzata di IS.

–        È però presto intervenuto il gruppo paramilitare libanese Hezbollah,  che ha aumentato il reclutamento di forze sia all’interno del Libano che tramite i suoi affiliati in Siria.

–        Hezbollah non si è rivolto solo ai musulmani sciiti ma anche ad altre minoranze, a gruppi di Drusi e cristiani che ha organizzato militarmente secondo il proprio modello.

–        In Siria Hezbollah continua ad avere un ruolo di consigliere militare per le milizie filo-Assad, e ha una significativa presenza in aree strategiche,

–        nel Sud nei pressi di Daraa e nella regione del Golan; riportate sue perdite nella regione costiera di Latakia.

–        La regione di Qalamoun è il suo fronte più attivo e strategicamente vitale, dato che collega gli altipiani costieri settentrionali a Damasco e confluisce direttamente nella valle della Bekaa, area centrale libanese di Hezbollah, che a fine inverno ha da qui lanciato una grande offensiva.

–        Per il reclutamento di guerriglieri anche l’Iran si è rivolto a nuove comunità, dal 2013 sono giunte notizie di funerali di sciiti afghani, per la maggior parte rifugiati afghani delle tribù Hazara in Iran. Alcuni rapporti riferiscono che l’Iran utilizza i soldati afghani sciiti come semplice carne da cannone, utilizza criminali e paga pochissimo.

–        Dal 2014 queste nuove reclute hanno operato in tutta la Siria, nella regione di Qalamoun, a Damasco, Latakia, Daraa nel Sud, e nella città di Aleppo.

–        Si dice che dal 2013 siano stati coinvolti nella guerra siriana anche sciiti pachistani.

–        Anche i gruppi sciiti iracheni sostenuti dall’Iran hanno aumentato il reclutamento mirando agli sciiti pakistani.

–        Da settembre 2014, il gruppo sciita iracheno Harakat Hezbollah al-Nujaba legato alle milizie Asaib Ahl al-Haq, ha lanciato un programma di reclutamento in lingua urdu, appelli ripetuti nel gennaio 2015.

–         Questi combattenti non sono solo carne da macello  ma rivelano la crescente influenza geopolitica di Teheran;

–        l’Iran sta cercando di proiettare la propria influenza nelle comunità del Centro Asia.

–        Rilevante soprattutto la sua influenza in Pakistan, dato che il paese è uno stretto alleato e potenziale partner nucleare dell’Arabia Saudita, l’avversario regionale dell’Iran.

–        Molti guerriglieri sciiti iracheni stanno ancora combattendo in Irak, ma nuove organizzazioni hanno iniziato a reclutare per il fronte siriano:

–        Kataib Sayyid al-Shuhada (KSS), ha lanciato una campagna di reclutamento su internet, a un mese dalla conquista di Mosul da parte di IS; da fine 2014 KSS ha postato foto e video dei suoi guerriglieri a Daraa, e ha rilasciato dichiarazioni di pubblicizzazione della sua difesa del santuario di Sayyidah Zaynab, a Sud di Damasco.

–        La difesa di questo santuario ha avuto un ruolo centrale nel reclutamento di forze sciite a guida iraniana afghane, irachene, libanesi e pachistane,

–        forze che ora si sono sparse nella maggior parte delle aree strategiche della Siria,

–        ad es. nell’area a maggioranza alawita lungo la costa siriana, minacciata dall’avanzata dei ribelli dal Nord.

–        le Forze di Reazione Rapida e Liwa al-Imam al-Husayn, milizie con base a Damasco fatte da sciiti iracheni, hanno inviato combattenti nel villaggio della famiglia di Assad, Qardaha.

–        Il regime di Assad ha cercato di accrescere le proprie forze sia con una serie di punizioni che con incentivi; a fine 2014 ha cominciato a reprimere i renitenti al servizio militare;

–        ha anche tagliato alcuni sussidi concentrando gli sforzi finanziari a favore di chi protegge il regime:

–        una legge varata nel dicembre 2014  riserva la metà dei posti di lavoro del pubblico impiego saranno assegnati alle famiglie di combattenti caduti e feriti;

–        nell’aprile 2015  il regime ha distribuito “care di onore”, cioè l’accesso gratuito per assistenza medica e tariffe dimezzate per i trasporti pubblici alle famiglie suddette;

–        ha erogato risarcimenti per i villaggi di Latakia attaccati dalle forze ribelli e jihadiste.

–        I dipendenti e pensionati statali filo-Assad hanno ricevuto un bonus mensile pari a circa $20 (4000 pound siriani)

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