STELLANTIS POMIGLIANO, LAVORARE SENZA MANGIARE PER OTTO ORE

Tutto “legale”, c’è un accordo firmato dai sindacati di comodo. Ma i contratti pirata, fuorilegge non dovevano essere aboliti?
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Tutto “legale”, c’è un accordo firmato dai sindacati di comodo. Ma i contratti pirata, fuorilegge non dovevano essere aboliti?

A Pomigliano l’azienda costringe con un “accordo” con i firmatutto a lavorare nel tempo dedicato alla mensa e così recupera altri 30 minuti di produzione.
Dal montaggio Panda esce un’auto ogni minuto scarso. Se i trenta minuti di mancato mensa fossero concentrati tutti sulla produzione della Panda, invece che in Lastratura, Verniciatura, Plastica e Stampaggio, l’azienda farebbe oltre 30 auto in più al giorno. Almeno 300.000 euro di ricavi in più. In un mese di 22 giorni lavorativi, 6.600.000 euro.
La spesa per l’azienda? 224 euro netti per lo straordinario. A questa va però sottratto il risparmio per l’azienda per la corresponsione del ticket, 3,76 euro effettivi, al posto del servizio, o del cestino che ammontava a 7,40 euro. Se fossero impegnati 1000 operai, lo straordinario produrrebbe un costo di euro minore ai 224.000 al mese.
Niente male per i proprietari di Stellantis: 6.600.000 di ricavi rispetto a meno di 224.000 per i salari.
Calcoli approssimativi, ma che ci fanno capire quanto Stellantis sia interessata a farci lavorare il più possibile quando c’è da guadagnare. Fermo restando il tenerci a casa con l’elemosina della cassa integrazione, a carico dell’Inps, quando non serviamo allo scopo.
Per gli operai, per avere quattro soldi in più al mese, che con questi “chiari di luna” comunque fanno comodo e su questo Stellantis punta per farci accettare quest’ennesimo sopruso, devono lavorare senza mangiare per otto ore, oltre il viaggio per andare e tornare dal lavoro.
Un’aperta illegalità perché viola il diritto stabilito per legge ad una pausa pranzo per chi lavora per 6 ore e più al giorno.
Ma a queste illegalità ci stiamo abituando perché la legge diventa rigida solo quando deve essere utilizzata contro di noi. È estremamente elastica e malleabile quando si tratta del padrone. Perché dobbiamo chiederci, oltre alla aperta illegalità del mancato mensa:
È legale costringere allo straordinario, o utilizzare centinaia di trasfertisti da altri stabilimenti, quando a Pomigliano ci sono ancora circa 500 operai in cassa?
È legale costringere a lavorare senza una sosta di almeno 11 ore fra un turno e l’altro?
È legale farsi oltre 200 chilometri per venire a Pomigliano come succede ai “trasfertisti”? E, più ancora, è legale imporre la trasferta a centinaia di chilometri dalla propria sede di lavoro? Per giunta, dopo mesi non si sa ancora quanto ci verrà pagata la trasferta e quando! Molti operai aspettano da mesi i famosi 111 euro sbandierati dai firmatutto in un comunicato ufficiale. Dove sono? Da buoni venditori di sapone scadente, i firmatutto, ad ora, ci hanno solo riempito di chiacchiere, ma dei soldi niente!
Se si tratta di smobilitare un picchetto operaio giudici e poliziotti sono immediatamente in azione perché è “illegale” per la Legge. Sulle “illegalità” del padrone diventano tutti teneri e comprensivi.
Le Leggi “imparziali” sono una farsa. La Legge sta dalla parte del padrone, solo la lotta costringe il padrone ad abbassare la cresta.
F. R.

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