Archive for Maggio 22nd, 2013

  • Gurgaon in Haryana è presentato come l’India splendente, un simbolo di successo capitalista promettendo una vita migliore per tutti dietro la porta d’ingresso di sviluppo. A prima vista le torri di uffici e centri commerciali riflettono questa chimera e anche le facciate del capo fabbriche sembrano tre stelle. Dietro la facciata, dietro le mura della fabbrica e nelle strade laterali delle aree industriali migliaia di lavoratori mantengono il ratto-gara in corso, la produzione di auto e scooter per le classi medie che finiscono nel traffico sulla nuova autostrada tra Delhi e Gurgaon. Migliaia di giovani proletarizzati persone di mezza […] 0

    GurgaonWorkersNews no.9/57

    Gurgaon in Haryana è presentato come l’India splendente, un simbolo di successo capitalista promettendo una vita migliore per tutti dietro la porta d’ingresso di sviluppo. A prima vista le torri di uffici e centri commerciali riflettono questa chimera e anche le facciate del capo fabbriche sembrano tre stelle. Dietro la facciata, dietro le mura della fabbrica e nelle strade laterali delle aree industriali migliaia di lavoratori mantengono il ratto-gara in corso, la produzione di auto e scooter per le classi medie che finiscono nel traffico sulla nuova autostrada tra Delhi e Gurgaon. Migliaia di giovani proletarizzati persone di mezza […]

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  • In coro sindacati e istituzioni hanno dato parere positivo in merito all’accordo sul futuro dei lavoratori del san Raffaele. Ma è veramente così? Noi come delegati S.I. Cobas diciamo di no. Grazie alla volontà e alla determinazione a non cedere di lavoratrici e lavoratori è stato possibile portare a casa il ritiro dei licenziamenti. Inoltre, per una volta, il sindacalismo di base ha avuto un ruolo determinante, non limitandosi a denunciare la politica di resa di CGIL, CISL e UIL, ma ha preso in mano la direzione della lotta. Ma questo non è sufficiente per una valutazione positiva sull’accordo! […] 1

    ACCORDO SAN RAFFAELE: NEGATIVO LO SCAMBIO POSTI DI LAVORO – STIPENDI

    In coro sindacati e istituzioni hanno dato parere positivo in merito all’accordo sul futuro dei lavoratori del san Raffaele. Ma è veramente così? Noi come delegati S.I. Cobas diciamo di no. Grazie alla volontà e alla determinazione a non cedere di lavoratrici e lavoratori è stato possibile portare a casa il ritiro dei licenziamenti. Inoltre, per una volta, il sindacalismo di base ha avuto un ruolo determinante, non limitandosi a denunciare la politica di resa di CGIL, CISL e UIL, ma ha preso in mano la direzione della lotta. Ma questo non è sufficiente per una valutazione positiva sull’accordo! […]

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  • Redazione di Operai Contro, La magistratura italiana è grande. I padroni non finiscono mai in galera. Il difensore del barone belga Louis De Cartier, deceduto oggi, che era stato condannato in primo grado a 16 anni di carcere per la strage dell’amianto provocata dallo stabilimento Eternit di Casale Monferrato, in provincia di Alessandria afferma che morto l’imputato la sentenza non è più valida. Nel processo simbolo sulla morte di 2.191persone uccise da tumori provocati dalla polvere d’amianto, in qualità di ex amministratore delegato del gruppo De Cartier era stato condannato anche a versare circa 80 milioni di euro di provvisionale alle parti civili (ma una quota […] 0

    PROCESSO ETERNIT: DE CARTIER RINGRAZIA LA MAGISTRATURA ITALIANA

    Redazione di Operai Contro, La magistratura italiana è grande. I padroni non finiscono mai in galera. Il difensore del barone belga Louis De Cartier, deceduto oggi, che era stato condannato in primo grado a 16 anni di carcere per la strage dell’amianto provocata dallo stabilimento Eternit di Casale Monferrato, in provincia di Alessandria afferma che morto l’imputato la sentenza non è più valida. Nel processo simbolo sulla morte di 2.191persone uccise da tumori provocati dalla polvere d’amianto, in qualità di ex amministratore delegato del gruppo De Cartier era stato condannato anche a versare circa 80 milioni di euro di provvisionale alle parti civili (ma una quota […]

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  • Redazione di Operai Contro, Varese sta diventando un cimitero di fabbriche. Domani, mercoledì 22 maggio, presso la sede del ministero dello Sviluppo economico a Roma, si terrà la solita riunione decisiva per il futuro della fabbrica, cui parteciperanno governo, Rsu, sindacati, e rappresentanti della nuova proprietà. Il rischio, più che concreto, è che dal primo giugno ben 200 operai dei 240 totali entreranno in cassa integrazione straordinaria. I sindacalisti della FIOM giocano a fare i nazionalisti Un operaio   Facebook Comments 0

    Anche Husqvarna se ne va: 200 operai in mezzo alla strada

    Redazione di Operai Contro, Varese sta diventando un cimitero di fabbriche. Domani, mercoledì 22 maggio, presso la sede del ministero dello Sviluppo economico a Roma, si terrà la solita riunione decisiva per il futuro della fabbrica, cui parteciperanno governo, Rsu, sindacati, e rappresentanti della nuova proprietà. Il rischio, più che concreto, è che dal primo giugno ben 200 operai dei 240 totali entreranno in cassa integrazione straordinaria. I sindacalisti della FIOM giocano a fare i nazionalisti Un operaio   Facebook Comments

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  • Gli operai hanno impedito la fuoriuscita dei macchinari Il picchetto degli operai dell’OM Carrelli elevatori di Bari e di altri operai della zona industriale ha impedito ai tir di entrare in fabbrica e portare via i macchinari. La forza e la solidarietà degli operai ha avuto ragione sui piani della dirigenza aziendale che aveva chiamato poliziotti e carabinieri antisommossa per buttare all’aria il presidio operaio e far uscire i macchinari. Altro esempio di come le cosiddette forze dell’ordine siano non altro che mercenari al servizio dei padroni. La multinazionale tedesca Kion, proprietaria dello stabilimento barese, non si darà per […] 0

    OM BARI: IL PICCHETTO FERMA POLIZIOTTI E CARABINIERI

    Gli operai hanno impedito la fuoriuscita dei macchinari Il picchetto degli operai dell’OM Carrelli elevatori di Bari e di altri operai della zona industriale ha impedito ai tir di entrare in fabbrica e portare via i macchinari. La forza e la solidarietà degli operai ha avuto ragione sui piani della dirigenza aziendale che aveva chiamato poliziotti e carabinieri antisommossa per buttare all’aria il presidio operaio e far uscire i macchinari. Altro esempio di come le cosiddette forze dell’ordine siano non altro che mercenari al servizio dei padroni. La multinazionale tedesca Kion, proprietaria dello stabilimento barese, non si darà per […]

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