OM BARI: IL PICCHETTO FERMA POLIZIOTTI E CARABINIERI

Gli operai hanno impedito la fuoriuscita dei macchinari Il picchetto degli operai dell’OM Carrelli elevatori di Bari e di altri operai della zona industriale ha impedito ai tir di entrare in fabbrica e portare via i macchinari. La forza e la solidarietà degli operai ha avuto ragione sui piani della dirigenza aziendale che aveva chiamato poliziotti e carabinieri antisommossa per buttare all’aria il presidio operaio e far uscire i macchinari. Altro esempio di come le cosiddette forze dell’ordine siano non altro che mercenari al servizio dei padroni. La multinazionale tedesca Kion, proprietaria dello stabilimento barese, non si darà per […]
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Gli operai hanno impedito la fuoriuscita dei macchinari

Il picchetto degli operai dell’OM Carrelli elevatori di Bari e di altri operai della zona industriale ha impedito ai tir di entrare in fabbrica e portare via i macchinari. La forza e la solidarietà degli operai ha avuto ragione sui piani della dirigenza aziendale che aveva chiamato poliziotti e carabinieri antisommossa per buttare all’aria il presidio operaio e far uscire i macchinari. Altro esempio di come le cosiddette forze dell’ordine siano non altro che mercenari al servizio dei padroni. La multinazionale tedesca Kion, proprietaria dello stabilimento barese, non si darà per vinta, ma gli operai non sono più disposti a cedere.

Sembrava tutto risolto, a gennaio, nella vertenza OM grazie a un fantomatico accordo e invece si è arrivati all’esplicito invito dell’azienda a polizia e carabinieri a sgomberare il presidio! Sembrava, solo perché i sindacati, il sindaco di Bari Emiliano e il presidente della Regione Puglia Vendola cantavano vittoria. In realtà gli operai Om erano stati illusi.

 

Come scrivevamo su OC del 27 gennaio u.s., mentre gli olè e gli evviva si sprecavano, qual era la realtà effettiva per gli operai OM? Dopo la decisione unilaterale della Kion di chiudere la fabbrica di Bari, per gli operai si aprì, a luglio del 2011, una via crucis di tavoli di trattative per mendicare il mantenimento del posto di lavoro. Una catena di illusorie proposte: la Qbell che voleva produrre televisori, dopo la Calvi Holding, poi il progetto di Marco Saltalamacchia, ex amministratore delegato di Bmw Italia, di produrre taxi ecologici ibridi. Infine l’ultima promessa: l’inglese Frazer-Nash Industry doveva produrre i taxi londinesi elettrici, secondo un’ipotesi d’intesa che prevedeva l’inizio della produzione nel 2015, fino ad arrivare a pieno regime nella metà del 2016, e il passaggio dello stabilimento con l’obbligo di assunzione in tre anni di tutte le unità lavorative in forza all’OM. Un accordo a perdere per gli operai, perché secondo l’accordo si doveva lavorare su tre turni a scorrimento e non dovevano essere conservati né scatti né livelli maturati finora dagli operai!

Un accordo fasullo, benché osannato da Vendola ed Emiliano, un accordo portato da sindacati e politici a esempio per gli operai della vicina Bridgestone, anch’essi in presidio per la minacciata chiusura della fabbrica! Ora che la Frazer-Nash Industry si sta tirando indietro sindacati e politici non sanno che pesci prendere. Invece la Kion lo sa: portare via i macchinari, che valgono 12,5 milioni di euro. Lo sanno anche gli operai: trattenere i macchinari in fabbrica, impedire con la forza che vengano portati via. Il presidio continua, più forte di prima.

 

SALUTI OPERAI DALLA PUGLIA

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