Napolitano: fermare violenza anche verbale

ROMA – «Bisogna fermare la violenza prima che si trasformi in eversione. In questo momento non possiamo essere tranquilli davanti a esternazioni anche solo sul piano verbale o sul piano della propaganda politica». PAROLE PERICOLOSE – Le parole, secondo Napolitano, sono oggi pericolose come lo sono state in passato. «Il ricordo del sacrificio delle vittime del terrorismo ci ha dato un’occasione, quella di imparare mole cose, dobbiamo imparare a farlo», aggiunge tagliente, «Ad esempio che la violenza va combattuta, fermata, scongiurata prima che si tramuti in eversione. Non possiamo essere tranquilli di fronte a certe esternazioni, anche solo sul piano […]
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Il ritrovamento del cadavere di Aldo Moro, il 9 maggio del 1978 (Ansa)

ROMA – «Bisogna fermare la violenza prima che si trasformi in eversione. In questo momento non possiamo essere tranquilli davanti a esternazioni anche solo sul piano verbale o sul piano della propaganda politica».

PAROLE PERICOLOSE – Le parole, secondo Napolitano, sono oggi pericolose come lo sono state in passato. «Il ricordo del sacrificio delle vittime del terrorismo ci ha dato un’occasione, quella di imparare mole cose, dobbiamo imparare a farlo», aggiunge tagliente, «Ad esempio che la violenza va combattuta, fermata, scongiurata prima che si tramuti in eversione. Non possiamo essere tranquilli di fronte a certe esternazioni, anche solo sul piano verbale». Comunque, «l’Italia ha superato non solo momenti di tensione,ma periodi tragici che l’hanno esposta a rischi estremi. Se abbiamo superato quei momenti, sapremo superare le prove che abbiamo davanti».

 

Il discorso di Napolitano al Senato (Ansa)Il discorso di Napolitano al Senato (Ansa)

DIFESA DELLE ISTITUZIONI – Ma non è questo l’unico punto su cui il Presidente, parlando a braccio, interviene sulla necessità, quanto mai attuale, di difendere le istituzioni democratiche da ogni tipo di attacco, a cominciare da quello verbale. «Ho voluto che a partire da quest’anno questa cerimonia si dislocasse in altri luoghi istituzionali, oltre al Qurinale», torna a ricordare, «e vorrei che la si smettesse di identificarli come i Palazzi del Potere, come un’oscura definizione». Basta con un frasario ingiusto quanto inesatto: «Se il Quirinale è la casa degli italiani, come lo ha definito già il mio predecessore, i palazzi del Parlamento non sono i luoghi di un’oscuro potere, ma i luoghi della sovranità popolare e della sua rappresentanza democratica. Basta identificarli come i luoghi dell’oscuro potere». In Aula scoppia l’applauso.

 

Napolitano con Boldrini e Grasso in via Caetani (foto Jpeg)Napolitano con Boldrini e Grasso in via Caetani (foto Jpeg)

CORONA DI FIORI – Prima di andare in Senato, Napolitano, ha deposto una corona di fiori davanti alla targa che ricorda il sacrificio di Aldo Moro e della sua scorsa, trucidati dalle Brigate rosse 35 anni fa. Il Capo dello Stato si è soffermato qualche minuto in raccoglimento in via Caetani, nel luogo dove è stata rinvenuta il 9 maggio del 1978 . Dopo la cerimonia, Napolitano si è intrattenuto a colloquio con il presidente del Senato Pietro Grasso, la presidente della Camera, Laura Boldrini e il premier Enrico Letta, anche loro in via Caetani, insieme al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e al sindaco di Roma Gianni Alemanno.

 

Napolitano depone la corona di fiori (Ansa)Napolitano depone la corona di fiori (Ansa)

GRASSO – «La commemorazione è poi proseguita in Senato con un minuto di silenzio alla presenza del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. La scelta della data per »il Giorno della memoria« è caduta sull’anniversario dell’assassinio di Aldo Moro perchè quella decisione spietata, che portò dopo 54 giorni di prigionia all’uccisione del Presidente della Dc ha rappresentato un momento di condivisa presa di coscienza da parte dello Stato. Quello Stato che, purtroppo, solo allora, capì che la reazione non poteva più tardare» ha detto, commosso, il presidente del Senato, Pietro Grasso. Da siciliano, su Twitter Grasso ha voluto ricordare l’anniversario di un’altra scomparsa. «Peppino Impastato aveva 30 anni, un coraggio da leone, e lo ammazzarono». Il giovane è stato ucciso dalla mafia lo stesso giorno di Aldo Moro.

 

La corona di fiori sotto la lapide  in ricordo di Moro in via Caetani (Jpeg)La corona di fiori sotto la lapide in ricordo di Moro in via Caetani (Jpeg)

L’IMPORTANZA DELLA DEMOCRAZIA- «La storia d’Italia e’ fatta di pagine insieme gloriose e drammatiche come quella che abbiamo ricordato oggi – ha detto il governatore Zingaretti – Il sequestro Moro fu un’aggressione allo Stato che pero’ seppe reagire. E’ importante ricordare perchè la democrazia è una conquista quotidiana da difendere sempre». «Qui si e’ consumato il fatto piu’ grave degli anni di piombo – ha detto Alemanno in via Caetani – in questo momento in cui dobbiamo superare la crisi economica,è necessario comprendere che gli odi contrapposti e lo scontro totale non devono ritornare. La politica deve essere costruttiva con tolleranza e rispetto reciproco».

Medidate, meditate, meditate

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1 Comment

  1. Ercole2

    Il curriculum di Napolitano:uno di loro.Deputato dal 53 al 96 ,membro del C. C. P.C.I. stalinista di Togliatti ,senatore a vita dal 2005 ,pres. della camera nel 92, ministro dell’interno con il governo Prodi ,promotore legge” Turco- Napolitano “quela che ha istituito i C.P.T.,eurodeputato dal 99 al 2004 con i D.S.,dal 2006 presidente della repubblica,ha firmato tutte le leggi di questi anni,vive grazie ad un numero indicibile di pensioni.Non ha mai lavorato eppure è pieno di soldi . Una vita totalmente al servizio degli interessi del capitalismo , e dei padroni ,CONTRO GLI OPERAI.Nessuna lezione di morale, da un servo del capitale.