COMUNICATO ESITO SCIOPERO FACCHINI DEI TRE MAGAZZINI SDA DI ROMA

I lavoratori SDA dei magazzini dell’Hub, di Roma 1 e Roma 2 sono scesi in sciopero alle 13 di giovedì, 2 maggio 2013, dopo circa un mese di stato d’agitazione. La cooperativa Orbea, infatti, nonostante l’accordo firmato il 25 febbraio, ne ha disatteso i termini, avendo rispettato alcuni punti ma non altri, oppure avendone rispettati alcuni solo parzialmente, col chiaro obiettivo di rimangiarsi una parte del risultato e di dividere i lavoratori tra chi ne avrebbe beneficiato maggiormente e chi in minor misura. I passaggi di livello non sono avvenuti come da accordo: quelli che dovevano essere collocati ai […]
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I lavoratori SDA dei magazzini dell’Hub, di Roma 1 e Roma 2 sono scesi in sciopero alle 13 di giovedì, 2 maggio 2013, dopo circa un mese di stato d’agitazione.

La cooperativa Orbea, infatti, nonostante l’accordo firmato il 25 febbraio, ne ha disatteso i termini, avendo rispettato alcuni punti ma non altri, oppure avendone rispettati alcuni solo parzialmente, col chiaro obiettivo di rimangiarsi una parte del risultato e di dividere i lavoratori tra chi ne avrebbe beneficiato maggiormente e chi in minor misura.

I passaggi di livello non sono avvenuti come da accordo: quelli che dovevano essere collocati ai quinti hanno avuto inizio, ma in larga maggioranza applicati ai lavoratori tuttora iscritti alla CGIL (i pochi rimasti con loro), e il 6°J (il livello più basso di apprendistato, applicato per anni a lavoratori espertissimi) non è scomparso, in quanto la cooperativa ha continuato ad applicarlo a circa 50 lavoratori, 45 dei quali impiegati nei magazzini minori.

 

Seppur migliorate, le buste paga hanno continuato a contenere “incongruenze” e non sono state redatte nella forma chiara che l’accordo prevedeva.

 

Nel frattempo la cooperativa Orbea ha invece deciso di elargire i quinti livelli, con lo stesso meccanismo previsto dal nostro accordo, anche ai lavoratori del magazzino di Roma 4 (Fiumicino) dove non siamo presenti e dove non c’è stata alcuna rivendicazione; questo, evidentemente, allo scopo di evitare la nostra penetrazione in quel magazzino e tentando di dare un ulteriore puntello in extremis alla credibilità della CGIL, ormai ridotta ai minimi termini presso i facchini SDA di Roma. Inutile dire che, a Roma 4, tutti gli altri punti dell’accordo non sono stati estesi.

 

La cooperativa Orbea non ha voluto rispettare l’accordo su un altro punto fondamentale: la trasformazione a tempo indeterminato per i lavoratori che hanno prestato almeno 12 mesi di lavoro a tempo determinato in appalti SDA e che peraltro, malgrado la loro precarietà, si sono coraggiosamente iscritti al nostro sindacato e, coraggiosamente, hanno partecipato agli scioperi di dicembre e gennaio.

 

Detto questo, a dispetto dello stato d’agitazione, credendo di aver riconquistato terreno operando con il pugno di ferro nei confronti dei lavoratori, negli ultimi giorni la cooperativa ha assunto atteggiamenti aggressivi e provocatori, in particolare nel magazzino di Roma 1: a un nostro compagno delegato sono stati lanciati pacchi sul nastro, a rischio della sua incolumità fisica e, quando questi ha protestato, è stato allontanato senza  ascoltare le sue ragioni. Lasciato a casa per due giorni, solo la minaccia dello sciopero da parte dei lavoratori dell’Hub ha costretto la cooperativa a fargli riprendere il lavoro; lavoro che sarà pagato, altroché, anche per i due giorni che ha perso.

 

Dobbiamo infine rimarcare il recente attivismo della CGIL di Roma e del Lazio che spesso, con la piena complicità delle cooperative (tra le quali si iscrive a pieno titolo Orbea, che opera sui 3 magazzini SDA in cui siamo presenti), cerca di accreditarsi presso le cooperative di altre aziende e appalti come garante dell’ordine, nel tentativo di porre un argine all’estendersi di ogni possibile generalizzazione delle lotte.

I lavoratori dei tre magazzini SDA ne hanno avuto abbastanza e sono scesi finalmente in sciopero, con l’assoluta determinazione nel pretendere ad ogni costo il rispetto integrale dell’accordo siglato il 25 febbraio.

Con un’adesione del 100% degli iscritti SI COBAS, seguiti anche da alcuni lavoratori che nei mesi precedenti avevano mostrato qualche esitazione, alle 13 del 2 maggio i lavoratori di Roma 2, i primi ad attaccare il turno pomeridiano, sono rimasti ai cancelli, e gli scaglioni successivi dei 3 magazzini così hanno fatto. Poi, si sono incontrati tutti presso la sede centrale di Corcolle, dove sono ubicati l’Hub e il magazzino di Roma 1: erano tutti lì, incazzati neri, a pretendere una risposta. I delegati romani in comunicazione diretta con quelli di Carpiano (MI), di Bologna e di Padova, hanno scioperato duramente, avendo il sostegno dei compagni delle altre città, che avevano apertamente dichiarato che non avrebbero lavorato tutte le merci fossero loro arrivate da Roma e così è stato.

Inizialmente, da parte della dirigenza Orbea e di quella SDA, la risposta è stata data positivamente  sui 6J e sui quinti livelli, non sui punti delle ferie retribuite nel mese in cui si dovevano godere né sulla riassunzione dei tempi determinati. I lavoratori hanno, quindi, tenuto duro, chiedendo con determinazione “tutto e non solo una parte delle richieste” e assumendo appieno il carico e la consapevolezza che quei due lavoratori andassero riassunti e che fosse loro stesso interesse combattere per questo. Davvero, sarebbero stati disposti a tutto, a dispetto di qualsiasi mediazione. L’elemento di resistenza maggiore di resistenza da parte della committenza e del Consorzio è stato, non a caso, proprio questo ma la determinazione dei lavoratori ha fatto sì che le riassunzioni siano avvenute nei tempi (il lunedì successivo) e nei luoghi (Hub e Roma 4) da loro decisi.

Tutto hanno ottenuto, almeno a parole e per iscritto. I lavoratori sanno bene che spetterà a loro, nei prossimi mesi, continuare a far sì che tutte le rivendicazioni per le quali hanno combattuto siano rispettate fino in fondo.

La lotta e la determinazione espressa, ancora una volta paga

SI COBAS di Roma

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