Con l’acqua alla gola, non sapendo cosa fare, raccontano balle e invocano la repressione … In margine al Primo Maggio 2013

Gli italici politicanti l’avevano sfangata il 25 aprile. Una ricorrenza quanto mai ambigua che, in nome di un ambiguo antifascismo, riesce sempre a portare in piazza il parco buoi di una democrazia sempre più anemica. Di cui anche i grilli se ne sono resi conto, provocando la caduta di stile di Laura Boldrini. Altrettanto non è avvenuto il Primo Maggio, ricorrenza ancor oggi troppo densa di significati proletari per esser presa sottogamba. Soprattutto con l’aria che tira. E lo si è visto a Istanbul, Madrid, Dacca, Atene, Berlino … perfino in Italia gli animi si sono un po’ scaldati. […]
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Gli italici politicanti l’avevano sfangata il 25 aprile. Una ricorrenza quanto mai ambigua che, in nome di un ambiguo antifascismo, riesce sempre a portare in piazza il parco buoi di una democrazia sempre più anemica. Di cui anche i grilli se ne sono resi conto, provocando la caduta di stile di Laura Boldrini. Altrettanto non è avvenuto il Primo Maggio, ricorrenza ancor oggi troppo densa di significati proletari per esser presa sottogamba. Soprattutto con l’aria che tira. E lo si è visto a Istanbul, Madrid, Dacca, Atene, Berlino … perfino in Italia gli animi si sono un po’ scaldati.

Piccole cose, di fronte a quanto ci sta cadendo sulla testa con il bel governo Berlusca-Bersani … ma sufficienti a provocare le reazioni scomposte di tutti gli zombi democratici ancora in circolazione. Queste reazioni sono un piccolo test sull’attuale livello di putrescenza sociale della borghesia italiana, di destra e, soprattutto, di sinistra. Stesse merde.

Neppure il Duce, con tutte le veline del MinCulPop, era riuscito a ottenere l’attuale plebiscitario allineamento degli organi di informazione. Ciònonostante, oggi, i risultati sono ben più modesti. Come ieri, anche oggi, nei bar si sussurra, ma a voce molto più alta. E certe balle non vengono digerite, malgrado l’apparato propagandistico dispiegato.

Non abbiamo bisogno di essere fisicamente presenti ai fatti incriminati da stampa e televisione. Ogni giorno tocchiamo con mano le porcherie che padroni e politicanti fanno a nostre spese, con la connivenza mafiosa di giornalisti e intellettuali prezzolati. Le balle hanno le gambe corte, servono solo a confondere le acque, per preparare interventi repressivi. Preparandoci al peggio, facciamoci almeno quattro risate sulle meschine balle di questi sussiegosi moralisti.

Piccola rassegna delle balle in libera circolazione

Milano. Come gli scorsi anni, il Primo Maggio ha visto alla mattina la manifestazione «ufficiale» delle istituzioni sindacal-politiche, accompagnate criticamente da alcune migliaia di «soldatini» di Lotta Comunista. Quest’anno, più che gli scorsi anni, la partecipazione «istituzionale» era assai modesta e triste: poche centinaia e quasi esclusivamente pensionati, pochi i giovani che, invece, con molti extracomunitari, avevano preferito i «soldatini» di Lotta Comunista, ai quali hanno donato un tocco di vivacità. Come da «tacita» consegna, Corrierone e media milanesi hanno ignorato la manifestazione di Lotta Comunista.

I giovani erano molti al pomeriggio, alla sfilata del May Day-San Precario. Lunghissima ed estenuante, per i vecchietti, che pure sgambettavano. Ci mancherebbe! All’ordine del giorno c’erano temi assai scottanti, tra cui lo sporco affare dell’Expo, una colossale mazzetta a favore di affaristi e faccendieri. Mentre milioni di giovani e meno giovani si barcamenano tra lavoro nero e disoccupazione. E altrettanti pensionati non sanno come arrivare a fine mese. Molti senza un tetto sulla testa. Aspetti su cui i media hanno sorvolato bellamente, soffermandosi sugli aspetti folkloristici. Solo qualche accenno alla presenza della Cub e di altri sindacati di base.

Napoli. Su quanto è avvenuto al concerto di Bagnoli, i soliti pennivendoli in servizio permanente effettivo hanno sollevato un gran polverone, condito di calunnie, per coprire il ruolo mafioso dei bonzi di Cgil-Cisl-Uil. Che hanno molti misfatti da nascondere, tra cui la mancata bonifica dell’area di Bagnoli, ex Italsider. Non ci vuol molto per capire ciò che realmente è avvenuto, basta vedere un video «diverso» da quelli girati per televisioni compiacenti. Un video in cui c’è l’eloquente dichiarazione di Pina Tommasielli, Assessore al Comune di Napoli allo Sport, Giovani, Pari opportunità:

htp//youmedia.fanpage.it/video/aa/UYH-8uSwJiZ—htK/

C’è poi il comunicato delle compagne e dei compagni che erano presenti, tra cui militanti del Laboratorio Iskra. Sempre in prima linea nella lotta contro disoccupazione, precarietà e contro le varie porcherie della gestione capitalistico-mafiosa di Napoli. Nonostante De Magistris, disoccupazione e disastri ambientali la fanno sempre da padrone.

htp//www.laboratoriopoliticoiskra.org/comunicati/lavoro/item/307-abbiamo-rovinato-la-festa-confederali.html/

Torino. L’inciucio Fassino-Cota è maturato all’ombra del Tav, in cui cooperative rosse (di vergona) e i faccendieri leghisti della «piccola» imprenditoria hanno molti affari in comune. Grazie anche a giudici compiacenti, che fanno di tutto per stroncare le proteste. Fassino&Cota non avevano certo bisogno del governo Berlusca-Bersani per santificare le loro tresche. Ma qualche goccia è traboccata da un vaso pronto ad accoglier ogni tipo di liquame, suscitando sdegno anche tra fedeli diessini, quelli del servizio d’ordine, che si sono defilati di fronte al malumore della piazza. Peraltro prevedibile.

A Torino e in Piemonte la situazione va peggiorando a vista d’occhio. I residui della Fiat sopravvivono tra ricatti, sovvenzioni e diktat antioperai, sottoscritti da Cisl-Uil e Cgil. Mascherando speculazioni varie. Mentre tante altre attività vanno a gambe all’aria. E crescono le proteste, ancora costellate dai troppi gesti autolesionistici di molti lavoratori senza domani. Ma prima o poi anche il vento doveva cambiare direzione. Ci ha pensato Luigi Preiti, al quale i proletari di Torino hanno voluto rendere onore. Apriti cielo! Si è scatenata una reazione tanto scomposta che solo la paura può spiegare.

http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/05/01/primo-maggio-a-torino-contestato-pd/230543/

Il livore dei pennivendoli, di solito direttori e columnist ben retribuiti, è tanto più deprecabile quanto più molti dei loro «colleghi», di solito reporter mal retribuiti, ogni giorno rischiano la vita, perché in altre faccende affaccendati.

Dino Erba, Milano, 3 maggio 2013

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