AMAZON CONSEGNA ORTOFRUTTA IN UN’ORA. SI PARTE A MILANO

Redazione, Spasmi strutturali di un sistema al collasso, che vive il momento acuto della sua fase ciclica di crisi di sovrapproduzione. Miliardi di merci destinate a rimanere invendute, un’offerta che ormai ha di molto superato la domanda. La produzione nei Paesi più industrializzati non paga più a causa di un mercato tendenzialmente saturo; per sopravvivere puntano così sulla distribuzione, facendone bastione della macro-economia. L’Italia non fa certo eccezione, e ciò che rimane dell’impero economico nostrano, quella famosa quanto falsa ripresa di cui ogni anno sentiamo parlare dal 2009 si basa sulle esportazioni. Per tenere in piedi il carozzone interno […]
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Redazione,

Spasmi strutturali di un sistema al collasso, che vive il momento acuto della sua fase ciclica di crisi di sovrapproduzione. Miliardi di merci destinate a rimanere invendute, un’offerta che ormai ha di molto superato la domanda. La produzione nei Paesi più industrializzati non paga più a causa di un mercato tendenzialmente saturo; per sopravvivere puntano così sulla distribuzione, facendone bastione della macro-economia.

L’Italia non fa certo eccezione, e ciò che rimane dell’impero economico nostrano, quella famosa quanto falsa ripresa di cui ogni anno sentiamo parlare dal 2009 si basa sulle esportazioni. Per tenere in piedi il carozzone interno l’unica via è quella della massima libertà nel disporre dell’esercito industriale e dell’abbassamento brutale del costo della forza-lavoro. La prima parte con l’entrata in vigore del jobs act è compiuta; ai padroni italiani resta da realizzare nella sua interezza la seconda parte. Il salario minimo e la contestuale abolizione dei contratti nazionali (almeno per quel che riguarda la parte economica, il nocciolo del discorso) sono una minaccia solamente rimandata. Ciò non significa che non si stia scrivendo nell’ombra, per poi balzare fuori nel momento per loro più opportuno. La vicenda del rinnovo del ccnl dei metalmeccanici va perciò sorvegliata a vista avendo inserito due concetti che vanno in questa direzione: la presentazione di una propria piattaforma da parte padronale e l’eliminazione degli aumenti economici (compresi gli istituti aggiuntivi come l’elemento perequativo ed il premio di produzione) in funzione dell’andamento dell’impresa.

Contemporaneamente, ecco spuntare soluzioni che se non fossero drammatiche per gli operai e che allargano la voragine sotto i nostri piedi, farebbero solo ridere per quanto ridicole: verze ed arance lanciate a tutta velocità su camion per essere consegnate a domicilio dal gigante del commercio online a cui mancava solamente il mercato dell’ortofrutta “grazie a una piattaforma logistica dedicata di 1400 metri quadrati situata nella periferia di Milano, denominato UIT1, che gestisce con sessanta persone la distribuzione di oltre 20mila articoli. Il sistema di scaffali, simile a quello di un supermercato, conserte agli addetti di evadere ogni ordine tra cinque e dieci minuti e di usare i rimanenti 45 minuti per la consegna. Questo impianto è rifornito dalla grande piattaforma logistica Amazon di Piacenza”.

A noi resta la guerra ai padroni, prima che inizino la loro con gli operai a fare carne da cannone.

Saluti, M-L

Amazon consegna ortofrutta in un’ora

Da lunedì 15 febbraio 2016, il colosso del commercio elettronico avvia anche in Italia il servizio Prime Now per la vendita online e consegna entro un’ora di frutta e verdura. Inizia a Milano.
A ottobre 2015, Amazon introdusse in Italia il servizio Prime Now, ossia la consegna entro un’ora dall’ordine online di alcuni prodotti alimentari, tra cui surgelati, freschi, pane, pasta, caffè e bevande. Oggi introduce nel paniere anche trenta tipologie di frutta e verdura che hanno gli stessi tempi di consegna degli altri prodotti Prime Now, ossia in un’ora o in finestre di due ore dalle 8:00 alle 24:00, sette giorni la settimana. In questa prima fase, Amazon Prime Now è disponibile solo a Milano e in 34 Comuni del suo hinterland.
La rapidità della consegna di Prime Now è possibile grazie a una piattaforma logistica dedicata di 1400 metri quadrati situata nella periferia di Milano, denominato UIT1, che gestisce con sessanta persone la distribuzione di oltre 20mila articoli. Il sistema di scaffali, simile a quello di un supermercato, conserte agli addetti di evadere ogni ordine tra cinque e dieci minuti e di usare i rimanenti 45 minuti per la consegna. Questo impianto è rifornito dalla grande piattaforma logistica Amazon di Piacenza.

© TrasportoEuropa – Riproduzione riservata

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