OPERAI ADM IN SCIOPERO

Redazione, dall’alba di lunedì 8 febbraio gli operai ADM di Camposanto (MO) e Castellarano (RE) scioperano contro il licenziamento in tronco, datato 2 febbraio e ricevuto per raccomandata postale venerdì 5 febbraio, di uno di loro. Motivo: certificato medico di malattia incompleto. L’assemblea operaia di sabato 6 febbraio, già convocata prima del fatto per preparare azioni contro il piano di 15-20 esuberi proposto dal padrone, non ha potuto fare altro che proclamare all’unanimità e con grande determinazione lo sciopero per il lunedì successivo. L’occasione è stata comunque proficua per rinsaldare l’unità operaia che già ad ottobre 2015 aveva lottato […]
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Redazione,
dall’alba di lunedì 8 febbraio gli operai ADM di Camposanto (MO) e Castellarano (RE) scioperano contro il licenziamento in tronco, datato 2 febbraio e ricevuto per raccomandata postale venerdì 5 febbraio, di uno di loro. Motivo: certificato medico di malattia incompleto.
L’assemblea operaia di sabato 6 febbraio, già convocata prima del fatto per preparare azioni contro il piano di 15-20 esuberi proposto dal padrone, non ha potuto fare altro che proclamare all’unanimità e con grande determinazione lo sciopero per il lunedì successivo. L’occasione è stata comunque proficua per rinsaldare l’unità operaia che già ad ottobre 2015 aveva lottato con due giorni di sciopero per vedersi riconosciuto l’aumento del livello da 2° a 3°.
Il padrone ha così mischiato le carte in tavola mettendo gli operai davanti ad una lettera di licenziamento con effetto immediato; sfruttando la debole motivazione del certificato di malattia non adeguatamente compilato ( sarà poi responsabilità del medico curante? ) avvia la campagna di licenziamento 2016. Altri due operai sono stati colpiti da identica contestazione, portando verosimilmente il numero a 3 licenziamenti.
Dall’alba di lunedì dunque il gruppo operaio (netta maggioranza sul totale) ha preso il controllo degli accessi dell’azienda che produce serbatoi e compressori industriali ad aria compressa e che ha conquistato importanti fette di mercato in giro per il mondo (Marocco, Russia, Iran, Arabia Saudita…). Il blocco in entrata ed in uscita delle merci (corrieri espresso compresi) sembrava non avesse scalfito lo stoico padrone, che pur lagnando costante perdita da alcuni mesi a questa parte e che ha risposto “per me in fabbrica potete pure dormirci dentro per un mese intero, io chiudo” agli operai che minacciavano la ripresa delle ostilità, si è adoperato in prima persona per caricare nella notte una piccola cassa di materiale su un Fiorino. Scatenando le reazioni dei vicini residenti che hanno chiamato le forze dell’ordine per il trambusto causato in orari non consentiti per un’attività diurna.
All’alba di martedì gli operai hanno anticipato i pochi crumiri (7 suddivisi in 2 fabbriche) tornando a presidiare gli ingressi: un altro paio di bilici sono stati fermati, mentre nel pomeriggio è stato sventato il tentativo di padrone e collaborazionisti di caricare parti di assemblaggio sulle proprie auto per consegnarle ad un terzista da tempo in affari con ADM. Per domani, mercoledì 10, è stato strappato un incontro presso CNA di Modena per il quale però non esiste alcuna garanzia di ritiro del licenziamento; il padrone resta indifferente alla situazione, incapace di affrontare la gestione delle vertenze come già ampiamente appurato nei mesi precedenti, e delega tutto al suo ente di rappresentanza.
Lo stato di agitazione prosegue quindi immutato, pomeriggio compreso, anche per la giornata di domani. Gli operai resteranno compatti ai propri posti sino al reintegro del compagno licenziato.
Saluti, M-L
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