Contratto metalmeccanici: va avanti la trattativa. In ristretta.

dal FOGLIO BIANCOPosted: 01 Feb 2016 06:52 AM PST Vladimir: “Bene! E ora? Possiamo andare?”. Estragon: “Sì, andiamo!” Non si muovono. Fiom, Fim, Uilm: “Siamo d’accordo?”. Federmeccanica: “No, non siamo d’accordo!” Contrattano. di Eliana Como Il tavolo per il rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici sta diventando come il palcoscenico di una commedia dell’assurdo. Negli ultimi due incontri del 21 e 28 gennaio, infatti, le parti al tavolo hanno ribadito le loro distanze sul merito, che non sono indifferenti, in particolare sul salario, che in definitiva, a quel tavolo, è il vero scoglio da superare con la pretesa di […]
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dal FOGLIO BIANCOPosted: 01 Feb 2016 06:52 AM PST

Vladimir: “Bene! E ora? Possiamo andare?”. Estragon: “Sì, andiamo!” Non si muovono.
Fiom, Fim, Uilm: “Siamo d’accordo?”. Federmeccanica: “No, non siamo d’accordo!” Contrattano. di Eliana Como

Il tavolo per il rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici sta diventando come il palcoscenico di una commedia dell’assurdo.
Negli ultimi due incontri del 21 e 28 gennaio, infatti, le parti al tavolo hanno ribadito le loro distanze sul merito, che non sono indifferenti, in particolare sul salario, che in definitiva, a quel tavolo, è il vero scoglio da superare con la pretesa di Federmeccanica che gli aumenti vadano soltanto a quella minima parte di metalmeccanici che hanno nient’altro che la paga minima in busta paga. Nessuna delle parti si è mossa dalla propria posizione, come era prevedibile d’altra parte. Eppure, nonostante quelle che all’apparenza sembrano distanze difficilmente recuperabili, si è definito un fitto calendario di incontri da qui al 15 marzo (tutti in ristretta!) per discutere nel merito di tutti i singoli aspetti previsti da tutte le piattaforme, compresa quella di Federmeccanica.
Di fatto siamo già dentro al tanto evocato nuovo modello contrattuale! Quello in cui sono i padroni a presentare le piattaforme per il rinnovo del contratto e i sindacati, seduti al tavolo, le discutono.
Guarda caso, si affronterà il punto più dolente, cioè il salario, alla fine, dopo che in qualche modo si sarà cercata una quadra sugli altri aspetti, sanità integrativa, formazione e organizzazione del lavoro, su cui per larga parte, le tre piattaforme si avvicinano clamorosamente.
Il punto rischia di non essere nemmeno il fatto che alla fine del percorso sia Federmeccanica a ritirare la sua richiesta sul salario o i sindacati a mandarla giù o il contratto nazionale a saltare per aria. Comunque sia, in questo quadro di immobilità, quello che ne uscirà rischia di essere un contratto nazionale – vecchio o nuovo – privo di sostanza, che demanda salario e diritti alla contrattazione aziendale, consegna le condizioni di lavoro al ricatto e trasferisce, in un modo o nell’altro, il salario al welfare. La rigidità di Federmeccanica potrà anche dipendere, come si dice in Fiom, dal fatto che il suo presidente Storchi si candidi o meno alla guida di Confindustria, cosa che sapremo nei prossimi giorni. Ma c’è da riflettere se peserà di più in questa ipotetica candidatura ottenere di avere aumenti salariali soltanto per chi ha la paga base (cosa che in effetti non ha chiesto nessuna delle altre categorie imprenditoriali) o piuttosto il fatto di aver fatto rientrare il sindacato comunque più combattivo degli ultimi decenni, la Fiom, in un contratto nazionale in piena linea con la nuova fase. D’altra parte, la Fiom non sta facendo mistero di volere un contratto nazionale, non proprio a tutti i costi, ma quasi, ne è prova la piattaforma con cui si è presentata al tavolo.
E infatti, sono tutti lì, a contrattare. Sul palcoscenico di questo rinnovo dell’assurdo, dove viene il dubbio che davvero si aspetti Godot.

http://sindacatounaltracosa.org/2016/01/30/contratto-metalmeccanici-va-avanti-la-trattativa-in-ristretta/

Leggi anche: http://www.fiom-cgil.it/web/contratti-nazionali/contratti-nazionali-ccnl/industria-privata-e-installazione-d-impianti/trattativa-ccnl/2413-il-contratto-e-tuo-costruiamolo-insieme

Consultazione straordinaria Cgil: la nostra posizionePosted: 01 Feb 2016 06:50 AM PST

Il direttivo nazionale Cgil che ha varato la proposta di legge sul nuovo statuto dei diritti del lavoro e sulla consultazione straordinaria degli iscritti lo ha fatto con il nostro voto contrario.
La ragione è semplice ma va articolata bene.
In primo luogo abbiamo ritenuto drammaticamente sbagliato che tutta l’iniziativa di contrasto al Jobs Act ed alle profonde modifiche della legislazione Fornero-Renzi sulle tutele dal licenziamento si risolvesse con una semplice raccolta firme su una proposta di legge da consegnare al parlamento. Il primo compito del sindacato è dare gambe e forza alla propria iniziativa su tutti i terreni su cui è impegnata: sociale; contrattuale, politico.
Una proposta di legge di iniziativa popolare che affida al parlamento, a questo parlamento o, peggio ancora, a quello che avremo dopo la riforma istituzionale Renzi-Boschi, la ricostruzione di diritti perduti è chiaramente destinata ad essere sconfitta se non è parte di una straordinaria mobilitazione di resistenza e riconquista. Dalla contrattazione aziendale ai contratti nazionali si deve riaprire nel paese la partita della condizione del lavoro per imporre un cambio radicale dell’agenda alla politica ed alle imprese. Solo cosi è possibile riconquistare diritti.
LA CGIL CHIEDE DAVVERO DI RICONQUISTARE I DIRITTI PERDUTI?
No, ed è la seconda ragione che ci ha portato a votare contro questa scelta. Purtroppo la proposta della Cgil su un nuovo statuto dei diritti del lavoro rappresenta l’adeguamento del sindacato alla situazione esistente. Si accetta e si legittima l’esistenza di tipologie contrattuali precarie nate per consentire ai padroni di non applicare i contratti nazionali di lavoro e si accetta il mare di flessibilità che in questi decenni si è rovesciato sulla condizione dei lavoratori e delle lavoratrici. Si certifica così la fine della lotta alla precarietà per l’applicazione dei contratti collettivi.
Persino sulle tutele dal licenziamento la Cgil non si propone più il ritorno alla formula originaria dell’art.18 della legge 300 (statuto dei diritti dei lavoratori) la più tutelante in assoluto, prima delle manomissioni della Fornero e del Jobs Act di Renzi. In sostanza siamo davanti ad una proposta che si pone il tema di estendere alcuni diritti generali al mondo del lavoro subordinato e autonomo ma dentro il nuovo regime di ricattabilita’ e precarietà. Infine la proposta di legge e’ fondata sul Testo Unico sulla rappresentanza del 10 gennaio 2014 cioè sulla negazione della democrazia e delle libertà sindacali e sul modello della contrattazione di restituzione.
RISPETTO ALL’IPOTESI REFERENDARIA
La Cgil, con la consultazione straordinaria, chiede agli iscritti cosa pensano di un’eventuale referendum per l’abrogazione del Jobs Act ma senza che il risultato del voto sia davvero vincolante per le sue scelte. Come può un’organizzazione di 6 milioni di iscritti non riuscire ad avere una propria posizione su un tema così importante? Crediamo che la Cgil avrebbe dovuto assumersi la responsabilità di decidere insieme alle lavoratrici ed ai lavoratori la costruzione di quella necessaria battaglia generale contro la legislazione del governo Renzi che va dalla contrattazione al referendum. Questa consultazione appare invece come un sondaggio ad uso tutto interno a gruppi dirigenti che non sono d’accordo tra loro.
PER QUESTE RAGIONI LA CAMPAGNA REFERENDARIA E’ MOLTO RISCHIOSA
Non abbiamo contrarietà di principio sullo strumento referendum. La campagna referendaria per abrogare le leggi del governo Renzi contro il lavoro potrebbe essere un’occasione importante per riaprire la battaglia generale nel paese. Tuttavia ha bisogno di una nuova politica contrattuale della Cgil, ha bisogno di coerenza e radicalita’, di un cambiamento profondo della linea che in questi mesi ha abbandonato il conflitto e fatto accordi al ribasso sui contratti nazionali. I referendum, come ci insegna la storia, non possono sostituire l’iniziativa sociale.
OGNI LAVORATORE DECIDERÀ COME ESPRIMERSI SU QUESTA CONSULTAZIONE. NOI INTENDIAMO DENUNCIARE I RISCHI DI UNA CAMPAGNA REFERENDARIA AVVIATA SENZA CONVINZIONE E SENZA UNA COERENTE BATTAGLIA SOCIALE!!!

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