Voucher: l’impennata di questo sistema di pagamento

Redazione operai contro, Renzi e il suo governo al servizio dei padroni e delle banche fanno bene i loro interessi e sanno come tutelare i loro profitti, con finanziamenti e con le riforme del Jobs Act che hanno liberalizzato i licenziamenti degli operai in maniera indiscriminata e senza limiti. Non solo, il ministro del lavoro Poletti aveva promesso l’eliminazione di tutte le forme contrattuali di lavoro precario e interinali che invece rimangono ancora in vigore e inoltre non ha ancora abrogato il sistema dei buoni lavoro (voucher) che erano stati introdotti dal ministro Sacconi dell’allora governo Berlusconi e che […]
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Redazione operai contro,

Renzi e il suo governo al servizio dei padroni e delle banche fanno bene i loro interessi e sanno come tutelare i loro profitti, con finanziamenti e con le riforme del Jobs Act che hanno liberalizzato i licenziamenti degli operai in maniera indiscriminata e senza limiti.

Non solo, il ministro del lavoro Poletti aveva promesso l’eliminazione di tutte le forme contrattuali di lavoro precario e interinali che invece rimangono ancora in vigore e inoltre non ha ancora abrogato il sistema dei buoni lavoro (voucher) che erano stati introdotti dal ministro Sacconi dell’allora governo Berlusconi e che il PD nella sua campagna elettorale aveva contestato aspramente.

Ora l’attuale governo di imbroglioni ha esteso l’utilizzo di questi voucher in diversi settori produttivi e non incrementando ulteriormente lo sfruttamento, i ricatti e gli infortuni sul lavoro per gli operai.

L’Inps ha comunicato gli ultimi dati in merito all’utilizzo dei voucher con un aumento del 67,5 % nel 2015 in più rispetto al 2014.

I buoni lavoro che servono ai padroni per pagare prestazioni di lavoro occasionale si vendono anche nelle tabaccherie ed hanno un valore nominale pari a 10 euro e corrispondono al compenso di un’ora di prestazione lavorativa. Tolto però 2,5 euro di corrispettivo per contributi Inps e assicurazione Inail rimangono al netto al lavoratore solo la cifra di 7,5 euro per un ora di lavoro.

Ma perché’ c’è stata l’impennata negli ultimi tempi di questo sistema di pagamento ?

Per diversi motivi sempre favorevoli ai padroni e se va bene ai padroni va bene anche al governo di Renzi.

Con il sistema dei buoni lavoro i padroni vanno a gonfie vele poiché’ comprano la prestazione lavorativa dal lavoratore che in cambio riceve i voucher e non più un salario. I padroni non devono cosi pagare le ferie, i permessi, il tfr, le maggiorazioni di turno, tredicesime, quattordicesime e né scatti di anzianità.

I padroni poi non risultano essere datori di lavoro nei confronti del lavoratore e non hanno quindi il problema di un eventuale licenziamento perché non assunti.

Altri vantaggi per i padroni sono sul risparmio delle tasse ma sopratutto con il pagamento dei voucher si tengono sotto ricatto i lavoratori perché rischiano di essere pagati con meno voucher rispetto alle ore reali lavorate tanto il padrone sa che nessuno potrà controllare.

I buoni lavoro creati per il pagamento del lavoro occasionale come per gli stagionali impiegati in agricoltura, ora vengono utilizzati anche in altri settori come in edilizia, addetti al turismo, giardinaggio, imprese di pulizie, facchinaggio, badanti ed altri ancora.

Per legge chiunque venga pagato in buoni lavoro non può percepire dal committente più di 7 mila euro all’anno, ciò incrementa il lavoro nero e gli infortuni sul lavoro. Sono noti casi di lavoratori non in regola per varie ore della giornata che una volta subito l’infortunio il padrone avrebbe fatto risultare con i voucher proprio l’ora in cui è avvenuto l’incidente.

Poletti sostiene ancora che la riforma del lavoro stia creando un aumento del numero di contratti a tempo indeterminato, con il sistema di pagamento dei voucher aumentano invece il precariato, il lavoro nero, gli infortuni, lo sfruttamento degli operai e dei lavoratori.

Inoltre a chi lavora vengono a mancare tutte quelle tutele dei contratti nazionali del lavoro come gli aumenti salariali.

E.L.

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