Non la fanno buona manco ai santi!

Volantino distribuito all’Alfa di Pomigliano L‘unica religione sono i soldi che devono spremere dagli operai. Il padrone deve guadagnare. Se lui non guadagna noi andiamo a spasso. Siamo un accessorio della catena di montaggio. Quando la catena gira noi ci attiviamo. Il padrone guadagna e noi riusciamo a sopravvivere. Lui fa la bella vita e noi ci consumiamo sulle linee. Di fronte a questa logica non esiste niente. Nessun diritto, neanche quelli tanto decantati della religione. La Panda tira e allora la linea deve andare. Neanche San Felice riesce a fermarla. Questo fino alla prossima contrazione del mercato. Quando […]
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Volantino distribuito all’Alfa di Pomigliano

L‘unica religione sono i soldi che devono spremere dagli operai.

Il padrone deve guadagnare. Se lui non guadagna noi andiamo a spasso.

Siamo un accessorio della catena di montaggio. Quando la catena gira noi ci attiviamo.

Il padrone guadagna e noi riusciamo a sopravvivere.

Lui fa la bella vita e noi ci consumiamo sulle linee.

Di fronte a questa logica non esiste niente.

Nessun diritto, neanche quelli tanto decantati della religione.

La Panda tira e allora la linea deve andare. Neanche San Felice riesce a fermarla.

Questo fino alla prossima contrazione del mercato.

Quando il mercato non tirerà più allora andremo in cassa integrazione con poco salario. A fianco dei duemila compagni sempre fuori.

Quanto potremo resistere in queste condizioni?

La fabbrica è diventato un carcere per lavoratori forzati. I nostri secondini sono i dirigenti, i team leader, i sindacalisti venduti che firmano gli accordi che noi dobbiamo subire.

Noi operai siamo legati alla speranza. Speriamo che cambi il vento, che la crisi passi e si torni allo sfruttamento “normale” di prima.

Ma se la Panda oggi è la prima auto in Italia e noi siamo in queste condizioni, che speranze ci sono per il futuro?

Quando il “piano Marchionne” è partito l’azienda ha scelto i più giovani per applicarlo e ha buttato fuori i ribelli.

Serviva carne fresca e consenso sulle linee.

Oggi stiamo tutti zitti e siamo già “consumati”. Loro guadagnano enormi profitti e noi ci rimettiamo la salute.

Parlare di lotta suona strano di questi tempi, ma senza la lotta non c’è nessuna speranza.

ASSOCIAZIONE PER LA LIBERAZIONE DEGLI OPERAI

Sezione di Napoli

Alfa_2015-01-13

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