IL REGALO DI VENDOLA AI COMPARI: VITALIZI D’ORO

di MASSIMILIANO SCAGLIARINI BARI – Un bell’aumento del 3,09%, pari a quasi tre volte l’inflazione programmata per il 2014. Uno schiaffo a tutti i pensionati (oltre che al buon gusto), ben occultato tra innocue delibere e leggi che parlano di tutt’altro. Dal 1° gennaio 2014 i circa 150 fortunati titolari di un vitalizio della Regione (ed i 50 titolari di assegno di reversibilità) hanno ottenuto una rivalutazione automatica che i comuni mortali possono solo sognarsi. Un regalo che pesa sul bilancio autonomo (cioè su tutti quelli che pagano le tasse) per 330mila euro l’anno. I più contenti saranno il […]
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di MASSIMILIANO SCAGLIARINI

BARI – Un bell’aumento del 3,09%, pari a quasi tre volte l’inflazione programmata per il 2014. Uno schiaffo a tutti i pensionati (oltre che al buon gusto), ben occultato tra innocue delibere e leggi che parlano di tutt’altro. Dal 1° gennaio 2014 i circa 150 fortunati titolari di un vitalizio della Regione (ed i 50 titolari di assegno di reversibilità) hanno ottenuto una rivalutazione automatica che i comuni mortali possono solo sognarsi. Un regalo che pesa sul bilancio autonomo (cioè su tutti quelli che pagano le tasse) per 330mila euro l’anno. I più contenti saranno il manipolo di consiglieri (tra cui, a titolo di esempio, gli ex assessori Sandro Frisullo e Alberto Tedesco) che con 15 anni tra i banchi hanno raggiunto il massimo. Per loro, che portano a casa 10.300 euro al mese, la rivalutazione si traduce in 400 euro lordi al mese in più.

Ma anche quelli al minimo (4.322 euro) non possono lamentarsi, visto che riceveranno 133 euro di aumento. Il problema è che questo giochino andrà avanti all’infinito. La rivalutazione dei vitalizi venne inserita, con enorme destrezza, al comma 2 dell’articolo 24 della legge 5 del 2010. Non se n’è mai accorto nessuno, e per forza: quella è la legge regionale sui lavori pubblici. All’epoca, in un rigurgito di pudore, l’adeguamento fu limitato agli anni 2010, 2011 e 2012. Ma nel bilancio 2013 un provvidenziale emendamento di 3 righe ha stabilito che «le parole: “2011 e 2012” sono sostituite dalle seguenti: “e seguenti”». Il che equivale a mettere sulle spalle dei contribuenti pugliesi una tassa perpetua da 330mila euro l’anno.

Se a qualcuno il 3,09% sembra una bazzecola, forse è bene che ci rifletta. L’ex consigliere regionale Cosimo Mele, che in via Capruzzi ha trascorso solo una legislatura, ha chiesto il vitalizio appena compiuti i 55 anni. Dal 2012 Mele, più noto per quell’antico scandaletto romano a base di escort e coca, percepisce 3.403,82 euro lordi al mese che sono diventati 3.508 dal 1° gennaio 2013 e 3.617 quest’anno. Ebbene: un comune lavoratore che dopo 38 anni di lavoro nel 2012 sia riuscito a ottenere una pensione mensile di 3.403,82 euro lordi, lo scorso anno si sarebbe trovato di fronte al blocco degli aumenti stabilito dal governo. Mentre quest’anno otterrà dall’Inps la bellezza di 17,84 euro in più al mese.

Certo, dal 1° gennaio 2013 i vitalizi in Puglia non esistono più. Ma solo per chi verrà dopo. I diritti acquisiti, infatti, sono più granitici dei segreti di Fatima e dunque non si toccano. E così anche per il 2014, la Puglia continuerà a spendere 11 milioni per i vitalizi contro i 10,5 milioni per gli stipendi dei consiglieri in carica. E chissà per quanto altro tempo leggeremo provvedimenti di liquidazione come quello che riguarda l’ex assessore Marco Barbieri. Barbieri, avvocato, professore universitario, di sinistra, è stato assessore nel Vendola-uno per poco più di 4 anni, dal 6 maggio 2005 al 5 luglio 2009. A fine 2009 ha versato i 17mila euro di contributi necessari a completare i cinque anni di contribuzione minima. E il 16 dicembre, una settimana esatta dopo aver compiuto 55 anni, Barbieri si è fatto il regalo di compleanno: 3.286,55 euro lordi al mese, naturalmente da sommare allo stipendio e alle parcelle professionali. Quei 17mila euro, che a maggio avrà già recuperato, sono senz’altro il miglior investimento della sua vita.

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