Arpa: niente fungo atomico su Taranto solo umidità

Redazione di Operai Contro, il mazziere di Riva, Archinà, pagava e paga tutti i partiti e gli amministratori locali . L’ARPA è una agenzia governativa al soldo dell’ILVA T’invio un buon articolo della Gazzetta del Mezzogiorno di GIACOMO RIZZO TARANTO – Il cielo disegnava la fabbrica delle nuvole, ma era solo un fenomeno dovuto all’umidità secondo l’Ilva. I fumi che il giorno di capodanno si confondevano con le nuvole, creando un inquietante effetto scenico, non erano nocivi. Così dice l’azienda. «Nello stabilimento – viene spiegato nella nota che replica all’allarme lanciato da Peacelink – non risultano essersi riscontrati eventi […]
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Redazione di Operai Contro,

il mazziere di Riva, Archinà, pagava e paga tutti i partiti e gli amministratori locali .

L’ARPA è una agenzia governativa al soldo dell’ILVA

T’invio un buon articolo della Gazzetta del Mezzogiorno

di GIACOMO RIZZO

TARANTO – Il cielo disegnava la fabbrica delle nuvole, ma era solo un fenomeno dovuto all’umidità secondo l’Ilva. I fumi che il giorno di capodanno si confondevano con le nuvole, creando un inquietante effetto scenico, non erano nocivi. Così dice l’azienda. «Nello stabilimento – viene spiegato nella nota che replica all’allarme lanciato da Peacelink – non risultano essersi riscontrati eventi anomali il giorno 1° gennaio 2014 tali da poter generare particolari fenomeni emissivi, come verificato dai vigili del fuoco della provincia di Taranto durante un sopralluogo effettuato nel pomeriggio del giorno in questione».

Non basta certo un comunicato per tranquillizzare i cittadini e il popolo dei social network continua a postare le foto del «fungo atomico»: così è stato definito. «I dati di qualità dell’aria rilevati il giorno 1° gennaio 2014 sia dalle centraline dell’Arpa Puglia, che da quelle della rete Ilva gestite da Arpa Puglia, non hanno evidenziato in tale giorno – ribadisce l’Ilva – valori anomali degli inquinanti monitorati, tra cui il PM10 e il PM2,5». Secondo l’ufficio comunicazione dell’azienda, «i fenomeni ripresi nelle immagini sono verosimilmente riconducibili alla presenza di un grosso corpo nuvoloso insistente sull’area dello stabilimento. Infatti, il corpo nuvoloso si presenta distaccato rispetto alle emissioni di vapore acqueo prodotto dalle attività dello stabilimento ». Inoltre, conclude l’Ilva, «da dati meteo si evince che il giorno 1 gennaio 2014 è stato caratterizzato da un elevato tasso di umidità con valori dell’ordine del 90% circa. Si potrebbero anche essere verificati fenomeni di inversione termica».

Peacelink ha annunciato che invierà la documentazione dotografica e video alla Commissione europea, che ha già aperto una procedura d’infrazione contro l’Italia per i mancati controlli sull’Ilva. Sul web quella nube era stata definita «un fungo atomico». Si tratta del materiale raccolto «dai vari internauti» che «ritraggono le impressionanti emissioni dello stabilimento».
La quasi totalità di assenza di vento e la bassa pressione, ha sottolineato Luciano Manna di Peacelink, «creano uno scenario apocalittico che crea un netto distinguo tra le nuvole dovute a perturbazione metereologica e le emissioni di vapore». Intanto, è stato definitivamente chiarito il fenomeno della chiazza rossa nelle acque antistanti la scogliera di Lama, che aveva fatto ipotizzare lo sversamento di idrocarburi. Le analisi di laboratorio effettuate oggi da Arpa Puglia hanno confermato che la colorazione è dovuta alla fioritura della microalga dinoflagellata “Noctiluca scintillans”. Diversi abitanti della zona l’altro ieri avevano lanciato l’allarme sollecitando l’intervento della Capitaneria di porto e dell’Agenzia regionale di protezione ambientale. La chiazza rossa ormai è scomparsa. Ha preso il largo o si è diradata. Il dirigente ambientale di Arpa Nicola Ungaro ha precisato che «la specie di microalga, seppure appartenente alle dinoflagellate, non risulta tossica per l’uomo».
L’impatto visivo è facile da attribuire a sostanze inquinanti. L’alga in condizioni favorevoli può moltiplicarsi fino a formare un denso strato rosso. Ma si tratta di un fenomeno naturale. Come la preoccupazione dei cittadini.

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