Crisi di governo in Turchia: il presidente Gül prende le distanze da Erdogan

RASSEGNA STAMPA Mo, Turchia, lotte di potere Spiegel        140101 Oliver Trenkamp –  Scontro di potere in Turchia tra il partito del primo ministro Erdogan, AKP (Partito della Giustizia e dello Sviluppo) e il movimento dell’Imam Fethullah Gülen, che sarebbe penetrato in tutte le istituzioni statali turche. L’escalation dello scontro Erdogan-Gülen rivela l’ampiezza dell’influenza raggiunta dal movimento Gülen, e quanto possa essere pericoloso per Erdogan; entrambi usano tutti i mezzi a disposizione Il presidente turco Gül prende le distanze dal suo socio e alleato, il primo ministro Erdogan, il cui governo è implicato in uno scandalo riguardante commesse pubbliche, concessioni […]
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RASSEGNA STAMPA

Mo, Turchia, lotte di potere

Spiegel        140101

Oliver Trenkamp

–  Scontro di potere in Turchia tra il partito del primo ministro Erdogan, AKP (Partito della Giustizia e dello Sviluppo) e il movimento dell’Imam Fethullah Gülen, che sarebbe penetrato in tutte le istituzioni statali turche.

L’escalation dello scontro Erdogan-Gülen rivela l’ampiezza dell’influenza raggiunta dal movimento Gülen, e quanto possa essere pericoloso per Erdogan; entrambi usano tutti i mezzi a disposizione

Il presidente turco Gül prende le distanze dal suo socio e alleato, il primo ministro Erdogan, il cui governo è implicato in uno scandalo riguardante commesse pubbliche, concessioni edilizie, riciclaggio di denaro e contratti petroliferi conclusi in violazione dell’embargo con l’Iran, scambiando oro con petrolio, tramite Halkbank.

L’Amministrazione Obama ha temporeggiato fino a luglio 2013, prima di prendere provvedimenti contro Halkbank, permettendo che venissero concluse le transazioni, per non entrare in conflitto con l’alleato turco, un alleato chiave nella regione. Al tempo la Turchia aveva un ruolo importante nella politica americana verso al Siria, con i tentativi di rafforzare le fazioni più moderate dell’opposizione al regime Assad.

La scelta di Obama può essere stata dettata anche dalle manovre verso l’Iran, a cui ha permesso di ricevere $6 MD in oro tramite la Turchia, e altri $7MD di alleggerimento delle sanzioni grazie all’accordo temporaneo raggiunto in seguito a Ginevra.

 

 

Secondo il giornale Zaman il valore reale delle transazioni gas-per-oro tra Iran eTurchia potrebbero superare i $119 MD.

 

–  Dopo un ampio rimpasto governativo (10 ministri su 26), il ministro della Giustizia ha imposto una museruola al Consiglio superiore dei giudici e dei pubblici ministeri: può di esprimersi pubblicamente solo dopo aver parlato con lui. A seguito dell’inchiesta giudiziaria, Erdogan ha fatto sospendere o sostituire 70 funzionari di polizia, compreso il capo della polizia di Istanbul.

Erdogan è contestato all’interno del suo partito, l’AKP, abbandonato per protesta da almeno 6 deputati.

–  Migliaia di manifestanti il giorno di San Silvestro a Istanbul, Ankara e Izmir, chiedono la caduta del governo; violenta la repressione poliziesca.

–   La collaborazione tra Gül ed Erdogan dagli anni Novanta per salire al potere, e ridimensionare il potere dei militari, è stato un matrimonio di convenienza.

Gül è considerato appartenente alla cerchia dell’Imam Fethullah Gülen, ex alleato di Erdogan, ora in esilio negli Usa dopo essere stato accusato di tentato colpo di Stato; i suoi seguaci hanno fondato scuole, società di media, ospedali, imprese in 140 paesi, Germania compresa, e soprattutto ha creato una rete di potere all’interno della Turchia. Il quotidiano Zaman è il suo più importante strumento di comunicazione.

–  Dopo la vittoria elettorale del 2002, le loro due frazioni si erano divise il lavoro: quella di Gülen assicurava il consenso elettorale, quella di Erdogan tutelava gli affari in parte poco trasparenti del movimento Gülen.

Erdogan ha tolto i posti occupati dai sostenitori di Gülen nell’apparato burocratico e giudiziario; i suoi sostenitori nel giudiziario hanno cercato senza successo di perseguire il capo di servizi segreti.

A metà dicembre Erdogan ha comunicato che intende chiudere i centri di preparazione educativa del movimento Gülen, che preparano ai testi di ingresso all’università, sono frequentati da circa 2 milioni di giovani, servirebbero da centri di reclutamento del movimento, e rappresentano una delle maggiori fonti di finanziamento del movimento.

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