La “buona scuola” di Renzi è da terzo mondo.

Caro Operai Contro, i bambini delle elementari e delle medie devono fare 15 km al giorno, più 15 del ritorno, in una delle zone più disagiate della Sardegna, per raggiungere la scuola più vicino. Non c’è stato alcun terremoto né bombardamento, semplicemente Renzi ha ordinato di chiudere la scuola del paesino. E’ la guerra della “buona scuola” di Renzi, che taglia i finanziamenti alle amministrazioni locali. Le mobilitazioni dei genitori tra cui “la clamorosa protesta con l’occupazione della scuola”, il 12 settembre, ha costretto le autorità locali a riaprire il problema. La “buona scuola” di Renzi ha come modello […]
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Caro Operai Contro,

i bambini delle elementari e delle medie devono fare 15 km al giorno, più 15 del ritorno, in una delle zone più disagiate della Sardegna, per raggiungere la scuola più vicino. Non c’è stato alcun terremoto né bombardamento, semplicemente Renzi ha ordinato di chiudere la scuola del paesino. E’ la guerra della “buona scuola” di Renzi, che taglia i finanziamenti alle amministrazioni locali. Le mobilitazioni dei genitori tra cui “la clamorosa protesta con l’occupazione della scuola”, il 12 settembre, ha costretto le autorità locali a riaprire il problema. La “buona scuola” di Renzi ha come modello il terzo mondo.

Saluti dalla Sardegna

 

Invio un articolo da Sardinia Post

Il vicepresidente del Consiglio regionale Eugenio Lai e i capigruppo hanno incontrato in serata il sindaco di Goni Mario Cabras e una delegazione dei cittadini del Comune del Gerrei che nel pomeriggio avevano manifestato sotto il palazzo di via Roma per protestare contro la chiusura delle scuole del paese e l’accorpamento con l’istituto comprensivo di San Basilio.

Vicepresidente e capigruppo, all’unanimità, hanno preso l’impegno a verificare con il presidente della Regione Francesco Pigliaru e l’assessore Claudia Firino la possibilità di chiedere una deroga al Ministero che consenta di tenere aperte le aule ed evitare ai bambini delle scuole elementari e medie di Goni uno spostamento giornaliero di 15 km in una delle zone più disagiate dell’Isola. Possibile l’approvazione, nella seduta del Consiglio di oggi, di un ordine del giorno unitario. La decisione finale verrà presa dalla Conferenza dei Capigruppo prima dell’inizio dei lavori dell’Aula.

Lo scorso 12 settembre i genitori degli scolari di Goni avevano messo in scena una clamorosa protesta con l’occupazione della scuola. “Gli alunni – hanno sottolineato – dovrebbero viaggiare ogni giorno per 30 chilometri tra andata e ritorno. Il nostro paese è già stato nel corso degli anni vittima incolpevole di scellerati tagli ai servizi essenziali e tale ulteriore taglio sarebbe un colpo mortale per il nostro piccolo paese che, invece di essere tutelato per le sue peculiarità, verrebbe penalizzato e costretto all’abbandono nel giro di breve tempo”.

 

 

 

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