La crescita reale di Renzi

Caro Operai Contro, mentre Renzi continua a sperticarsi assicurando che, anche se minima c’è la “ripresa”, non si accorge della crescita reale, grande come una casa, del lavoro nero e illegale. “La doccia gelata arriva sfogliando le tabelle sulle irregolarità accertate: crescono a livello nazionale, salendo al 61,2 per cento”. La crescita del lavoro nero e irregolare si è impennata con il Jobs act, le nuove regole sul lavoro e i Voucher. Una crescita di cui dobbiamo ringraziare, Renzi e il suo governo. Allego l’articolo dalla Gazzetta di Modena. Saluti operai Da: La Gazzetta di Modena MODENA. Aumentano in […]
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Caro Operai Contro,

mentre Renzi continua a sperticarsi assicurando che, anche se minima c’è la “ripresa”, non si accorge della crescita reale, grande come una casa, del lavoro nero e illegale. “La doccia gelata arriva sfogliando le tabelle sulle irregolarità accertate: crescono a livello nazionale, salendo al 61,2 per cento”. La crescita del lavoro nero e irregolare si è impennata con il Jobs act, le nuove regole sul lavoro e i Voucher. Una crescita di cui dobbiamo ringraziare, Renzi e il suo governo. Allego l’articolo dalla Gazzetta di Modena.

Saluti operai

Da: La Gazzetta di Modena

MODENA. Aumentano in Emilia Romagna le ispezioni nei posti di lavoro ma al tempo stesso si registrano incrementi delle irregolarità e dei casi sanzionati. Sono soprattutto in evidenza, e non è una novità, le cosiddette cooperative spurie, oltre ai lavoratori in nero e al caporalato. Il nuovo allarme viene lanciato da Cgil Modena, tramite Franco Zavatti, coordinatore sicurezza e legalità del sindacato per Emilia-Romagna, che ha analizzato i numeri del monitoraggio effettuato dal ministero del lavoro sull’attività degli organi ispettivi dentro le imprese, dati che sono relativi al primo semestre 2016.

A livello nazionale anche negli ultimi sei mesi si è registrato il calo del numero delle ispezioni effettuate, come evidenzia Cgil, ma risulta invece in leggera controtendenza il dato per l’Emilia Romagna con 6.012 ispezioni: 217 in più rispetto allo stesso periodo dell’anno 2015.

«Registriamo un notevole calo dei controlli nei settori del commercio e in agricoltura – dice Franco Zavatti – ma una crescita degli accessi nelle imprese più sospette di costruzione, trasporto e terziario-alberghiero. Così anche in provincia di Modena, che assorbe oltre la metà della leggera crescita dei controlli effettuati in regione, concentrandoli sui settori dell’edilizia. Ma la doccia gelata arriva sfogliando le tabelle sulle irregolarità accertate: crescono a livello nazionale, salendo al 61,2 per cento, ma appunto impressiona anche il dato emiliano romagnolo. Come sindacato già eravamo più che allarmati dalle recenti tendenze: un 2014 concluso superando per la prima volta il 50% di ispezioni con irregolarità e poi il 2015 col 57,2%. Questo primo semestre 2016 – precisa ancora Zavatti – ci consegna un terribile 63,29% di irregolarità e di casi sanzionati. E la stessa media regionale viene trascinata, più nel dettaglio, da alcuni pesantissimi dati modenesi: trasporto e magazzinaggio, con l’86,8% di casi irregolari, oltre a un 83% nelle attività immobiliari. Ma preoccupano anche di più le irregolarità in alcuni delicatissimi settori di nuovo a Modena e dintorni: 70 per cento nei settori che riguardano servizi di istruzione, sanità ed assistenza private, 57,1 per cento nelle attività professionali. In Emilia Romagna le violazioni accertate nel semestre hanno colpito e danneggiato 3.422 lavoratori, dei quali 54 stranieri clandestini, con un +15 per cento sull’anno precedente. Sono 1.573 quelle che si caratterizzano per un “nero totale”: si parla di occupazione irregolare e sommersa, in appalti e subappalti illeciti, diffusi nelle false coop, fino a forme di vero caporalato. Tra le province emiliane, da sottolineare che al primo posto c’è Bologna, poi Reggio Emilia e Modena, con quest’ultima che registra però un record (+31% dei lavoratori scoperti in nero). E le violazioni di carattere penale arrivano a 5.038 in regione».

Negli ultimi sei mesi in regione è di oltre 2,5 milioni di euro l’importo delle più gravi sanzioni amministrative e penali che sono state comminate a ditte o società. «Modena è di gran lunga il primo territorio – afferma Zavatti – con quasi mezzo milione raccolto nei tre settori più esposti, quelli di costruzioni, autotrasporto, alloggi e ristorazione. E con un balzo del 21% sullo scorso anno. Si chiude con le violazioni riferite alla salute e alla sicurezza: ne risultano 405 in Emilia Romagna, quindi un dato in crescita con Modena al primo posto in relazione al rapporto tra imprese e abitanti. Un dato che richiama il recente comunicato della Procura modenese che ha ben chiarito il nuovo fronte di indagini e i molti fascicoli aperti sui reati di sfruttamento. Un complesso di dati ispettivi che ci consegna un pacco pesante di problemi e uno spaccato della nostra attuale realtà produttiva che, oltre alle tante positività, convive con crescenti arretramenti sul fronte dei basilari diritti civili e del lavoro e della legalità».

 

 

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