L’Italia si prepara a bombardare, poi non dobbiamo piangere sulle reazioni del “nemico”.

Redazione:   Dopo 15 anni dai bombardamenti in Serbia e Kosovo, decisi nuovamente da un premier eletto dalla “sinistra”, l’Italia partecipa nuovamente al massacro di povera gente.   Oggi Renzi, allora D’Alema, si fanno beffe degli elettori della cosiddetta “sinistra” che lo hanno votato, elettori per lo più di tradizione “pseudo – pacifista”, figli del perbenismo moralista ereditato dalla cultura cattolica .   Farsi beffe di elettori falsamente pacifisti è abbastanza facile, le proteste si riducono a qualche articoletto sui giornali meno allineati e niente più.   Oggi però la situazione è un po’ diversa. Bombardare l’Isis potrebbe significare […]
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Redazione:

 

Dopo 15 anni dai bombardamenti in Serbia e Kosovo, decisi nuovamente da un premier eletto dalla “sinistra”, l’Italia partecipa nuovamente al massacro di povera gente.

 

Oggi Renzi, allora D’Alema, si fanno beffe degli elettori della cosiddetta “sinistra” che lo hanno votato, elettori per lo più di tradizione “pseudo – pacifista”, figli del perbenismo moralista ereditato dalla cultura cattolica .

 

Farsi beffe di elettori falsamente pacifisti è abbastanza facile, le proteste si riducono a qualche articoletto sui giornali meno allineati e niente più.

 

Oggi però la situazione è un po’ diversa. Bombardare l’Isis potrebbe significare andare incontro a ritorsioni da parte di attivisti del Califfato, pronti a rispondere per le rime alle bombe esplose sulle loro teste, con azioni che coinvolgerebbero la popolazione italiana.

 

I pianti disperati delle famiglie colpite, gli atti di condanna di giornalisti prezzolati, che prima incitano alle armi contro il Califfato, e poi sono subito pronti a piangere strumentalmente i morti delle rappresaglie, non serve a nulla.

 

Seguire come buoi portati al macello chi vuole fare una carneficina delle popolazioni Irakene o Libiche, per gli interessi che i padroni hanno in quelle aree, equivale a farsi macellare per il tornaconto dell’imperialismo italiano, significa mettere in conto che la balda gioventù possa non più tornare a casa la sera.

 

L’opinione pubblica italiana si prepari alla possibilità di dover mettere in conto che le “enormi crudeltà” scatenate da una guerra possano ricadere sulle loro teste.

 

I metodi usati nel condurre una guerra sono inumani, non si può pensare che tagliare una gola con un coltello sia meno brutale che smembrare un essere umano con una bomba sganciata da un caccia ultramoderno.

Metodi diversi; primitivo il primo, moderno il secondo, uguale il risultato.

 

Nella guerra ognuno risponde con le armi che ha a disposizione, l’imperialismo con le armi più tecnologicamente all’avanguardia, i miserabili con le armi che hanno a disposizione, pretendere che chi è sotto una pioggia di bombe non risponda per le rime è solo una grande illusione .

 

Cordiali saluti

sd

 

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