La crisi? “Sta finendo …”

Redazione di Operai Contro, … tutti, devono portare pazienza: “sta finendo”. Sono 5 anni che “sta finendo”. Come avevamo già detto (http://www.operaicontro.it/?p=9755716142), era grande l’attesa per la decisione della Fed sul terzo Quantitative Easing (QE). Insieme ai primi due, dal 2009 a oggi, la banca centrale Usa ha fornito alle banche 3.345 miliardi di dollari freschi di stampa in cambio di titoli che di conseguenza si sono accumulati nei suoi forzieri. Nel bilancio della Fed figurano infatti ben 4.000 miliardi di dollari, in larghissima parte titoli di Stato Usa. Ecco in cosa alla fine è consistito l’intervento della Fed […]
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Redazione di Operai Contro,

… tutti, devono portare pazienza: “sta finendo”. Sono 5 anni che “sta finendo”.

Come avevamo già detto (http://www.operaicontro.it/?p=9755716142), era grande l’attesa per la decisione della Fed sul terzo Quantitative Easing (QE).

Insieme ai primi due, dal 2009 a oggi, la banca centrale Usa ha fornito alle banche 3.345 miliardi di dollari freschi di stampa in cambio di titoli che di conseguenza si sono accumulati nei suoi forzieri. Nel bilancio della Fed figurano infatti ben 4.000 miliardi di dollari, in larghissima parte titoli di Stato Usa. Ecco in cosa alla fine è consistito l’intervento della Fed nella grande crisi: l’acquisto del debito dello Stato stampando denaro ma passando attraverso le normali banche che rispondevano puntuali alle aste del Tesoro statunitense. La cosa incredibile è che le banche vi hanno pure fatto profitti su questa palese triangolazione, così come ci hanno guadagnato finora tutti quelli che sul debito pubblico hanno messo i loro risparmi. La domanda cui nessun economista ha veramente risposto è come ciò non abbia finora prodotto inflazione, anzi, data l’entità della stampa di moneta, iperinflazione. Valgono davvero tutti quei dollari quelle obbligazioni, Stato o mutuanti che li hanno emessi, o sono carta straccia che alla fine nessuno onorerà? Una cosa è certa tutti i problemi della crisi sono nuovamente sul tappeto pronti a riesplodere, con in più un debito dello Stato più grande e ora una buona parte è posseduto dalla Fed.

Ad ogni modo, mercoledì 18 dicembre, la Fed ha annunciato che la politica monetaria dal prossimo gennaio sarà un po’ meno permissiva, è il cosiddetto Tapering. In specifico: la Fed “acquisterà ogni mese 35 miliardi di dollari di obbligazioni legati ai mutui invece che 40 miliardi, e 40 miliardi invece che 45 di obbligazioni a lunga scadenza del Tesoro, aggiungendoli a quelli già in possesso” (http://www.federalreserve.gov/newsevents/press/monetary/20131218a.htm).

In pratica da gennaio verrebbero meno 10 miliardi di denaro fresco della Fed e le banche che ne avessero bisogno dovrebbero rivolgersi nuovamente al mercato, ad altre banche o raccogliendo direttamente da risparmiatori. Ciò porterà ad un aumento del tasso di interesse e alla fine del periodo di denaro facile? La Fed assicura: per due anni o più manterrà il tasso di riferimento basso (tra 0% e 0,25%). Almeno fino a quando la disoccupazione sarà sopra la soglia del 6,5 % e non sussistano problemi di inflazione che è prevista per i prossimi due anni rimanere solo un ½ punto percentuale sopra l’obbiettivo del 2%. Questo dice la Fed palesando al mondo intero, con sicurezza, di aver la situazione sotto controllo. Che altro poteva dire, e in fin dei conti fare per affrontare la crisi.

Basta crederci e la crisi finirà.

 

Roberto

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