NESSUN REGALO SOTTO L’ALBERO PER GLI OPERAI OM

Redazione di Operai Contro, Gli operai dell’Om Carrelli elevatori di Modugno (Ba), in presidio dallo scorso aprile, non troveranno nessun regalo sotto l’albero di fine anno allestito in un angolino del doppio gazebo che in qualche modo li protegge dal freddo pungente, dal vento e dalla pioggia di un tardo autunno preannunciante un inverno rigido. Già lo sapevano, da tempo. Poi l’ha confermato, l’ha ratificato, l’assessore regionale al lavoro Leo Caroli, chiamato al presidio per verificare le voci di un interesse dell’ex manager dell’Iveco Vincenzo La Salvia a rilevare la fabbrica chiusa dalla multinazionale tedesca Kion per produrre minibus […]
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Redazione di Operai Contro,

Gli operai dell’Om Carrelli elevatori di Modugno (Ba), in presidio dallo scorso aprile, non troveranno nessun regalo sotto l’albero di fine anno allestito in un angolino del doppio gazebo che in qualche modo li protegge dal freddo pungente, dal vento e dalla pioggia di un tardo autunno preannunciante un inverno rigido.

Già lo sapevano, da tempo. Poi l’ha confermato, l’ha ratificato, l’assessore regionale al lavoro Leo Caroli, chiamato al presidio per verificare le voci di un interesse dell’ex manager dell’Iveco Vincenzo La Salvia a rilevare la fabbrica chiusa dalla multinazionale tedesca Kion per produrre minibus elettrici.

Caroli ha detto che bisognerà aspettare gennaio, adesso per le feste di fine anno è tutto fermo. Poi ha chiamato Vendola e ha assicurato gli operai che “il presidente è con voi, vi saluta”! Dopo pochi minuti, era impaziente, è andato via nella sua moderna auto fiammante.

 

Gli operai, accorsi in numero maggiore rispetto a quello normale al presidio, si sono guardati in faccia, hanno sorriso amaramente e lo hanno mandato a quel paese. Lui, Vendola e tutti coloro che a turno si sono avvicendati per illudere, rabbonire o intimorire i circa 50 operai che, sui 220 ancora in cassa integrazione, sostengono il presidio. Le parole di Caroli sono la conferma che è vano sperare in qualche nuovo padrone che venga a investire nella zona industriale barese.

 

E comunque, ha detto Caroli, “arrivederci a gennaio”. Ora arriva il tempo delle vacanze, delle feste di fine anno, degli auguri! Chi mai avrà il tempo e la voglia di occuparsi della storia collettiva (e delle storie personali) degli operai in presidio? Questa è la (normale) miseria della politica, che segue a ruota la miseria sociale dei padroni. questa è la (normale) miseria dei sindacati, che, in un patetico gioco delle parti, cercano di scaricare sulla politica il costo sociale dei loro accordi sotto banco con i padroni.

 

Né i padroni né i politici e i sindacalisti venduti sono in grado di dare prospettive agli operai. I primi, se non gli conviene più, chiudono le fabbriche e buttano gli operai in mezzo alla strada, i secondi sottoscrivono e cercano di far ingoiare le porcherie che compiono i primi.

 

Di fronte alla miseria umana, sociale e politica di padroni, politici e sindacalisti, la miseria economica degli operai buttati sul lastrico assume l’orgoglio e la fierezza di chi non ci sta ad andare a casa a capo chino. Gli operai Om passeranno le feste di fine anno al presidio, cercheranno di chiudere gli spifferi, asciugheranno l’acqua che entrerà dai fianchi del gazebo, accenderanno il fuoco nel braciere per provare a riscaldare almeno le mani, imprecheranno per la scarsa tenuta del generatore, si stringeranno nei giubbotti per resistere al gelo notturno, berranno una birra alla salute di tutti gli operai che anche altrove stanno in presidio.

 

Saranno feste orgogliose per questi uomini semplici, duri, forti, caparbi. La loro indomita presenza davanti alla fabbrica darà fastidio alle ipocrite feste al caldo di padroni, politici e sindacalisti.

 

SALUTI OPERAI DALLA PUGLIA

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