OPERAI MERIDIONAL SERVICE PAVIA

A seguire, articolo pubblicato il 26 aprile dal quotidiano locale “La Provincia Pavese”. Peccato che non si parli della fidejussione, condizione fondamentale per l’aggiudicazione dell’appalto, mai intaccata dal padrone (magari risparmiando su pietose cesure di articolo che ci fanno passare per i pezzenti di turno… ) .  E meno male che ci sono garanzie su garanzie per gli appalti pubblici in Italia… Ora siamo al punto di consegnare assegni post-datati (anche se solo di 2 giorni, la legge non prevede deroghe al riguardo, ma tant’è…) . Il committente ha 90 giorni di tempo per pagare le fatture: se capitasse […]
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A seguire, articolo pubblicato il 26 aprile dal quotidiano locale “La Provincia Pavese”. Peccato che non si parli della fidejussione, condizione fondamentale per l’aggiudicazione dell’appalto, mai intaccata dal padrone (magari risparmiando su pietose cesure di articolo che ci fanno passare per i pezzenti di turno… ) .  E meno male che ci sono garanzie su garanzie per gli appalti pubblici in Italia… Ora siamo al punto di consegnare assegni post-datati (anche se solo di 2 giorni, la legge non prevede deroghe al riguardo, ma tant’è…) .

Il committente ha 90 giorni di tempo per pagare le fatture: se capitasse il mese che decidesse di pagare l’ultimo giorno, noi operai dovremmo aspettare tre mesi per uno stipendio che di media si aggira sui 400-500 euro?

Ringraziamo il sempiterno, cortese e rinunciatario atteggiamento di totale immobilismo dei confederali, più i duri e puri della CUB con il loro commissarietto di provincia. Gli ordini li prendono ancora da Montagnoli, Tiboni e soci.

A seguire l’articolo su “La Provincia Pavese” del 26 aprile.

Post-datati saluti Operai da Pavia

Coop pulizie al S. Matteo «Buste paga in ritardo»

I lavoratori contro la Meridional: «Ogni mese trovano una scusa diversa». L’ultimo caso: «Ci hanno saldato marzo con assegni incassabili dal 26 aprile»
di Maria Grazia Piccaluga

PAVIA. «Ogni mese l’azienda trova una scusa per pagare gli stipendi in ritardo. Ma la maggior parte di noi non arriva a fine mese, due colleghe hanno anche lo sfratto esecutivo». I duecento lavoratori della Meridional – impresa che ha l’appalto delle pulizie al San Matteo – anche in aprile hanno dovuto pazientare una settimana per il ritiro della busta paga di marzo, prevista entro il 20 ma liquidata solo mercoledì. Con un piccolo giallo: l’ufficio di appoggio della ditta, al Ticinello, ha consegnato gli assegni il 24, i lavoratori li hanno ritirati in busta chiusa e una volta fuori hanno scoperto che portavano la data del 26. Due giorni dopo. «E’ stato possibile incassarli comunque – dicono i lavoratori – la banca si è scusata attribuendosi l’errore, ma il problema vero è che ogni mese, per un motivo o per l’altro, c’è un ritardo nei pagamenti». E sono stipendi da 400-500 euro. Un presidio del sindacato, davanti all’istituto di credito, ha voluto dimostrare il disappunto per «i ritardi cronici della Meridional» spiegano Pasquale di Tomaso e Mattia La Conca del “Sindacato di base Pavia”.

Il record negativo è stato raggiunto a luglio con la quattordicesima, su cui i dipendenti facevano conto per saldare debiti, pagare affitti, rimettere in sesto il sempre magro bilancio familiare, ma anche semplicemente fare la spesa mettendo nel carrello pesce e carne . A luglio, infatti, il ritardo si è dilatato fino a 20 giorni. E’ stato necessario anche l’intervento del presidente della fondazione Alessandro Moneta per sbloccare la situazione e indurre l’azienda a pagare. Raggiunto all’estero, dove è in missione istituzionale, il presidente del San Matteo ieri ha assicurato: «Al rientro verificherò attentamente la situazione e, se sarà nelle nostre possibilità, interverremo subito». Il San Matteo assicura che i pagamenti all’impresa sono sempre stati regolari. Nella primavera dello scorso anno il sindacato aveva portato la Meridional davanti al prefetto, al quale era stato chiesto un intervento di mediazione.

L’appalto milionario della Meridional con il San Matteo scade a fine luglio. Ma già entro la fine di maggio dovrebbe essere indetta la nuova gara. I dipendenti, circa 200, non nascondono la loro amarezza.

«Questi lavoratori – spiega Di Tomaso – sono persone fragili, spesso si tratta di donne sole con figli a carico. In una buona percentuale sono straniere. Trovarsi la busta paga dimezzata o pagata con molto ritardo crea gravi problemi». Buste paga che non superano i 600 euro nella maggior parte dei casi. Lo scorso anno aveva destato scalpore il gesto di solidarietà di alcuni di loro che si erano autotassati per pagare la spesa di generi alimentari a una collega in difficoltà: sola, con due figli da mandare a scuola, e senza nemmeno i soldi per mangiare. Per errore le era stato pagato uno stipendio di 250 euro. Ha tirato la cinghia per giorni, mangiando solo pane. Poi i colleghi l’hanno portata al supermercato e le hanno riempito il carrello.

Ma i dipendenti che risparmiano sul pranzo sono ormai all’ordine del giorno. Un uovo sodo, un pezzo di pane escono dal cestino durante la pausa, sulle panchine davanti alla clinica Dermatologica o, quando fa freddo, sui gradini di sasso che portano ai sotterranei.

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