UE-GERMANIA-EURO

RASSEGNA STAMPA MarketWatch          130417 Va indebolendosi l’appoggio della Germania all’euro Darrell Delamaide Tesi: –       Sta svanendo l’impegno della Germania per l’euro, che rimarrà solo alle condizioni da essa poste, ma questo porrà problemi. –       Mentre la Cancelliera Merkel chiede “più Europa”- cioè l’unione bancaria e più stretta integrazione fiscale e politica –       la richiesta del ministro Finanze tedesco Schäuble della revisione dei trattati UE come precondizione all’Unione bancaria apre nuovi dubbi sulla reale volontà della Germania di impegnarsi per il mantenimento dell’euro. La richiesta di revisione dei trattati apre tutta una serie di problemi che porterebbe forti ritardi se […]
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RASSEGNA STAMPA

MarketWatch          130417

Va indebolendosi l’appoggio della Germania all’euro

Darrell Delamaide

Tesi:

       Sta svanendo l’impegno della Germania per l’euro, che rimarrà solo alle condizioni da essa poste, ma questo porrà problemi.

       Mentre la Cancelliera Merkel chiede “più Europa”- cioè l’unione bancaria e più stretta integrazione fiscale e politica

       la richiesta del ministro Finanze tedesco Schäuble della revisione dei trattati UE come precondizione all’Unione bancaria apre nuovi dubbi sulla reale volontà della Germania di impegnarsi per il mantenimento dell’euro.

La richiesta di revisione dei trattati apre tutta una serie di problemi che porterebbe forti ritardi se non la liquidazione della proposta stessa.

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Schäuble ha insistito che prima dell’unione bancaria deve essere fatta una revisione dei trattati UE. L’unione bancaria ha senso se ci sono regole per ristrutturazione e smantellamento di banche, e per fare questo occorre cambiare il trattato.

       Le remore espresse da Schäuble erano già superate dall’approvazione già espressa dai paesi dell’euro, Germania compresa, del ruolo di supervisione bancaria da assegnare alla BCE, a partire dal luglio 2014.

       A dicembre Schäuble aveva usato la minaccia della revisione del trattato per indurre altri paesi a limitare la supervisione BCE alle sole grandi banche.

Schäuble ha anche dichiarato l’opposizione della Germania ad uno schema di deposito di garanzie ad ampiezza europea, un terzo componente dell’unione bancaria.

Non è un caso che la Germania freni l’unione bancaria, in coincidenza con la comparsa di un nuovo partito anti-euro che nelle elezioni del prossimo settembre rischia di erodere il consenso della Merkel.

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MarketWatch          130415

Un nuovo partito anti-euro intensifica la pressione sulla Merkel

David Marsh, MarketWatch

La crescente tensione politica ed economica nell’area euro spinge la Cancelliera tedesca a politiche più rigide sulla moneta unica.

Il nuovo partito tedesco anti-euro, Alternativa per la Germania (AfD),  intende partecipare alle elezioni politiche di settembre.

       AfD propone il graduale abbandono dell’euro da sostituire con le monete nazionali, o con blocchi regionali più piccoli, con l’euro moneta comune o parallela, che riecheggia il piano britannico del 1990.

        I media prestano attenzione al nuovo partito perché va a rafforzare la posizione del presidente Bundesbank, Jens Weidemann,

       che ha sempre sostenuto la linea dura contro i salvataggi di stato.

       Sembra improbabile che AfD possa raggiungere il 5%, ma se esso si prende più voti da destra e sinistra, anche solo con il 3-4% potrebbe minacciare la maggioranza parlamentare della Merkel, dato che il suo partner di coalizione, l’FDP, potrebbe non riuscire a entrare in parlamento.

       L’apparato dell’AfD è costituito da gente normale, compresa una quota di giovani donne, che potrebbe trovare un consenso popolare.

       Il leader dell’AfD Lucke, è un plurilaureato professore di economia, per 33 anni membro CDU, inizialmente favorevole all’euro, è diventato contrario tre anni fa’, con il salvataggio della Grecia;

       chiede la fine dei pacchetti di salvataggio per i paesi dell’euro, il calo dei salari reali richiesti dall’austerità sta dividendo l’Europa ed è incompatibile con la democrazia.

L’eliminazione dell’euro non comporterebbe per l’Europa un danno di lungo termine. 
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