Renzi divide i disoccupati da chi lavora.

Caro Operai Contro, di dare o ridare un salario a chi non ce l’ha, non c’è traccia nelle bavose dichiarazioni del capo del governo. La disoccupazione con i suoi milioni di giovani e persone senza lavoro, viene presa in considerazione solo per dire che cambierà il sussidio ai disoccupati, ma questi dovranno stare a disposizione per fare i tappabuchi, o per sostituire al ribasso altri occupati, pena la perdita del sussidio. Se come previsto dalla legge Fornero, spariranno l’assegno di mobilità, quello della cassa in deroga e straordinaria, Renzi saprà dove pescare per il sussidio ai disoccupati. Ma di […]
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Caro Operai Contro, di dare o ridare un salario a chi non ce l’ha, non c’è traccia nelle bavose dichiarazioni del capo del governo.

La disoccupazione con i suoi milioni di giovani e persone senza lavoro, viene presa in considerazione solo per dire che cambierà il sussidio ai disoccupati, ma questi dovranno stare a disposizione per fare i tappabuchi, o per sostituire al ribasso altri occupati, pena la perdita del sussidio.

Se come previsto dalla legge Fornero, spariranno l’assegno di mobilità, quello della cassa in deroga e straordinaria, Renzi saprà dove pescare per il sussidio ai disoccupati. Ma di un salario vero legato ad un lavoro neanche l’ombra.

Renzi ha ereditato e coltiva la disoccupazione come un irremovibile Totem da rispettare. O meglio, come titolava il comunicato della redazione di questo giornale, Renzi con le borghesie europee, “Stanno cercando di dare il lavoro ai giovani, mandandoli a morire in una guerra per dividersi il bottino”.

Ci sarebbero sul tavolo del governo 10 miliardi di euro da spartire tra sgravi fiscali sull’Irap per le aziende, e tra sgravi fiscali sull’Irpef per lavoratori e pensionati.

Uno “scontro” interno al governo con l’indiretta e allegorica sfida del sindacato.

Una sceneggiata sulla pelle di chi lavora, ma sopratutto che allontana i senza lavoro, gli espulsi dalle fabbriche, dalla possibilità di avere un salario, dall’essere considerati al pari di chi un lavoro ce l’ha.

Renzi promette a chi lavora 80 euro in più al mese, mentre i 15 promessi da Letta, non ancora arrivati, sono già stati divorati dalle nuove tasse e da un’inflazione addomesticata.

La calma piatta è più pericolosa della burrasca, non dà modo di battersi e lottare.

Saluti Oxervator.

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