MA CHE COLPA ABBIAMO NOI

Cara redazione, mi è capitata tra le mani questa foto allora ho voluto “dare voce” a quasti volti. Un “dare voce” assolutamente virtuale, visto che molti di questi bimbi nella realtà saranno, nel frattempo,  morti di fame. Tutti noi ripresi in questa foto non ci siamo più, siamo diventati concime per la terra in cui siamo nati. Altri prenderanno il nostro posto, saranno riprese su altre foto, per finire a loro volta concime per la terra e cibo per gli animali. Ogni 8 secondi uno di noi muore di fame tra atroci sofferenza. Quanti di noi saranno morti nel […]
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Cara redazione,

mi è capitata tra le mani questa foto allora ho voluto “dare voce” a quasti volti. Un “dare voce” assolutamente virtuale, visto che molti di questi bimbi nella realtà saranno, nel frattempo,  morti di fame.

Tutti noi ripresi in questa foto non ci siamo più, siamo diventati concime per la terra in cui siamo nati. Altri prenderanno il nostro posto, saranno riprese su altre foto, per finire a loro volta concime per la terra e cibo per gli animali. Ogni 8 secondi uno di noi muore di fame tra atroci sofferenza. Quanti di noi saranno morti nel mentre voi leggete queste parole? Eppure il nostro Paese  baciato dalla natura, ricco di risorse, contiene anche i minerali che hanno permesso di costruire le macchine fotografiche cha hanno scatttato la foto, ma pure il computer che state adoperando adesso. Delle nostre parti, però, avere risorse naturali è una maledizione i vostri padroni calano come avvoltoi, per impadronirsi di quello che la natura ci ha dato, si sentono i padroni del mondo. E lo sono. Si sono impossesati, per pochi euro ad ettaro, delle nostre terri più fertili per coltivare soia per nutrire i vostri animali, oppure per produrre carburante delle vostre auto. Costringendoci a morire di fame, o vivere di elemosina, o lavorare ad estrarre i minerali  per pochi euro al giorno. Come ricompensa ci rimandate i rifiuti elettronici, e altri rifiuti difficile da smaltire, tra cui altri bambini possono rovistare. E avvelenarsi. Ma almeno non moriranno di fame. Altri, più fortunati, potranno tentare di attraversare il mediterraneo per cercare una vita migliore, per riprendersi  una parte di ciò che gli è stato tolto. Noi della foto, però, siamo gli ultimi tra gli ultimi, non ci rimane che aspettare di morire di fame, tra atroci sofferenze. Sacrificati sull’altare del profitto. Ma siamo solo dei bambini perché i vostri, e nostri, padronii non ci hanno concesso il diritto di vivere. Sarebbe stato meglio nascere animali della Savana.

Spero che questo mio dare voce a questi volti faccia riflettere, se ce ne fosse ancora bisogno, su che cosa si basa il profitto che sostiene il capitalismo. Supeare questo sistema è l’unico modo per vendicare tante inutili  morti.

PIERO DEMARCO

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