OPERAI A SESTO

Redazione Operai Contro, sono Giovanni di Sesto San Giovanni e lavoro qui nella mia città da circa 35 anni, prima alla Breda e poi da quando ha chiuso questa storica fabbrica lavoro come meccanico in una piccola ditta che fa riparazioni nel settore macchine utensili di piccole dimensioni. Tutti sanno che Sesto S.G. è stata una città fino a pochi anni nota per essere stata sede di diverse grandi e medie fabbriche soprattutto della siderurgia e della metalmeccanica pesante dove lavoravano migliaia e migliaia di operai e lavoratori di diverse province lombarde. Tantissimi erano gli operai pendolari che giungevano a Sesto da lontano per lavorare, ma parecchi in seguito sono riusciti a […]
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Redazione Operai Contro,

sono Giovanni di Sesto San Giovanni e lavoro qui nella mia città da circa 35 anni, prima alla Breda e poi da quando ha chiuso questa storica fabbrica lavoro come meccanico in una piccola ditta che fa riparazioni nel settore macchine utensili di piccole dimensioni.

Tutti sanno che Sesto S.G. è stata una città fino a pochi anni nota per essere stata sede di diverse grandi e medie fabbriche soprattutto della siderurgia e della metalmeccanica pesante dove lavoravano migliaia e migliaia di operai e lavoratori di diverse province lombarde.

Tantissimi erano gli operai pendolari che giungevano a Sesto da lontano per lavorare, ma parecchi in seguito sono riusciti a stabilirsi con la famiglia qui in città .

Ho fatto questa premessa perché molte persone pensano e credono in modo errato che visto e considerato che ora che le grandi fabbriche tranne un paio, non ci sono più, anche gli operai sono spariti e con essa la classe degli operai.

Ciò è assolutamente falso.

Gli operai a Sesto esistono ancora e sono diverse migliaia , lavorano negli insediamenti produttivi artigianali o nelle piccole imprese dove non superano spesso i 15 dipendenti .

Certo, forse non si vedono mai manifestare in giro per i soprusi giornalieri o per chiedere aumenti di stipendio, sono ricattati.

Infatti accade che chi protesta , prima viene minacciato dal padrone e se continua viene anche licenziato , tanto la legge del lavoro permette il licenziamento anche se l’operaio ha ragione e lui chi lo difende ?

Deve prendere un avvocato per fare la vertenza, l’operaio nel frattempo è senza stipendio e anche se la vince il reintegro non ci sarà .

Da trent’anni ad oggi i padroni hanno trovato con la scusa della recessione economica la maniera per dividere gli operai, per non permettere loro di unirsi ed agire contro i padroni stessi.

In tal modo gli operai sono ricattabili e vulnerabili, divisi e non più uniti non possono più rivendicare i loro diritti e di conseguenza le proteste sono deboli.

Dove lavoro io avviene la medesima cosa, abbiamo problemi con il capetto e con il padrone tutti i giorni ma non riusciamo a ribellarci perché non riusciamo ad unirci fra di noi come quando succedeva una volta alla Breda perché eravamo in tanti.

Sono contento quando leggo sul vostro giornale gli articoli che parlano del partito operaio che deve essere presente in ogni posto di lavoro anche se la ditta è piccola e anche se siamo in pochi operai.

Allora ben vengano i partiti operai anche a Sesto S.G. perché noi operai siamo ancora in tanti e anche se siamo divisi in tanti piccoli posti di lavoro possiamo lo stesso tutti insieme unirci e ribellarci contro chi ci sfrutta e ci opprime.

Siamo noi stessi che dobbiamo organizzarci in partito operaio, senza paura, diventeremo solo più forti.

Un abbraccio e complimenti per quello che pubblicate .

Giovanni

Operaio di Sesto San Giovanni.

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