RSA FIOM CNH JESI

Pubblichiamo una presa di posizione della RSA FIOM CNH JESI C’è oggi la necessità di una rifessione e di una iniziativa che coinvolga l’insieme dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali di questa fabbrica, sulla crisi che stiamo attraversando, e sui rischi che gravano sui nostri posti di lavoro?   La Fiom-Cgil pensa di si, perché troppi sono ad oggi gli elementi che prefgurano non solo la perdita del salario a causa della cassa integrazione, ma la stessa possibilità di un ridimensionamento della fabbrica che da quaranta anni produce trattori.   Ammesso che quanto sostiene l’azienda sia vero, e cioè che […]
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Pubblichiamo una presa di posizione della RSA FIOM CNH JESI

C’è oggi la necessità di una rifessione e di una iniziativa che coinvolga l’insieme dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali di questa fabbrica, sulla crisi che stiamo attraversando, e sui rischi che gravano sui nostri posti di lavoro?
 
La Fiom-Cgil pensa di si, perché troppi sono ad oggi gli elementi che prefgurano non solo la perdita del salario a causa della cassa integrazione, ma la stessa possibilità di un ridimensionamento della fabbrica che da quaranta anni produce trattori.
 
Ammesso che quanto sostiene l’azienda sia vero, e cioè che in Europa c’è una grave crisi che investe tutto il settore agricolo, dal nostro punto di vista è estremamente preoccupante il costante calo dei volumi manifestatosi mese dopo mese per tutto il 2015.
Perdite produttive che hanno smentito clamorosamente le previsioni fatte un anno fa da Cnh, che dichiarava per l’anno in corso una produzione di 20.500 trattori con sole 3 settimane di Cig, a fronte delle 15.800 (salvo nuove rettifche) con cui chiuderemo l’anno, e con le settimane di cassa integrazione diventate 13.
 
Ancora meno chiaro è se le diffcoltà produttive dello stabilimento sono unicamente imputabili alla crisi generalizzata che sta colpendo l’agricoltura europea, oppure se esiste anche un problema di “prodotto” sullo stabilimento, e quindi una produzione di trattori poco appetibili e costosi, come la quasi scomparsa dell’Apl dal mercato (la punta di diamante degli ultimi 15 anni), sta ampiamente a dimostrare.
 
Il risultato è che chiuderemo l’anno con i dipendenti che subiranno una perdita salariale che varia dai 1.500 ai 2.000 euro, e con una produzione che è la più bassa degli ultimi vent’anni. Un livello produttivo che se nel 2016 non dovesse mostrare una inversione di tendenza, diffcilmente crediamo non potrà determinare conseguenze negative sull’occupazione.
 
Questa crediamo è la situazione produttiva che è sotto gli occhi di tutti, e che dovrebbe spingere le organizzazioni sindacali a unire le forze, e a costruire assieme ai lavoratori una discussione vera, e una iniziativa che metta la difesa del lavoro al primo posto.
 
Su questo la Fiom-Cgil sarà impegnata nei prossimi giorni e nelle prossime settimane, a cominciare dalla richiesta di un incontro urgente che abbiamo fatto pervenire in queste ore a Cnh, da un chiarimento che dal nostro punto è necessario con il sindaco della città, e da un incontro con i delegati dello stabilimento Cnh di Modena.
 
Jesi, 17 settembre 2015                           La Rsa della Fiom Cgil
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