SONO TUTTI UGUALI

Redazione di Operai Contro, Maroni ancora una volta è indagato Per i giudici: «Maroni favorì la Paturzo perché aveva una relazione con lei» A risentirci Dal corriere È l’esistenza di «una relazione affettiva» – indicata ora dalla Procura di Milano nell’imputazione – il contesto del favoritismo che il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, a fine maggio 2014 avrebbe chiesto ai vertici di Expo spa affinché la società, nella programmata missione in Giappone del presidente della Regione, si accollasse i costi della partecipazione di Maria Grazia Paturzo, ex sua collaboratrice al Ministero dell’Interno e già inserita in Expo come […]
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Redazione di Operai Contro,

Maroni ancora una volta è indagato

Per i giudici: «Maroni favorì la Paturzo perché aveva una relazione con lei»

A risentirci

Dal corriere

È l’esistenza di «una relazione affettiva» – indicata ora dalla Procura di Milano nell’imputazione – il contesto del favoritismo che il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, a fine maggio 2014 avrebbe chiesto ai vertici di Expo spa affinché la società, nella programmata missione in Giappone del presidente della Regione, si accollasse i costi della partecipazione di Maria Grazia Paturzo, ex sua collaboratrice al Ministero dell’Interno e già inserita in Expo come manager temporanea viste le stringenti regole della Corte dei Conti sugli incarichi regionali: favoritismo che ora la Procura ritiene di poter inquadrare nel reato di «induzione indebita a promettere utilità» contestato a Maroni in un avviso di conclusione delle indagini e deposito degli atti.

La trasferta in Giappone
Mariagrazia Paturzo (dal sito aracneeditrice.it)
Mariagrazia Paturzo (dal sito aracneeditrice.it)

L’atto significa che il pm Eugenio Fusco, decorsi i 20 giorni per le controdeduzioni difensive, è orientato a chiedere il rinvio a giudizio di Maroni per avere, in concorso con il suo capo della segreteria Giacomo Ciriello, indotto il direttore generale Expo, Cristian Malangone, a promettergli indebitamente l’utilità del pagamento (6mila euro) delle spese di aereo e hotel della Paturzo da aggregare alla trasferta in Giappone, appunto su richiesta del governatore lombardo. La missione fu poi annullata da Maroni all’ultimo momento, i biglietti vennero riutilizzati da un’altra delegazione regionale, e il danno concreto per le casse pubbliche fu dunque solo di alcune centinaia di euro (la trattenuta della prima notte prenotata in hotel a Tokyo), ma ai fini della prospettazione del reato questo non muta la contestazione, perché la fattispecie del 319 quater punisce già la «promessa» indebita di utilità. Per questa vicenda (che in linea teorica, in caso di condanna in primo grado, potrebbe far decadere Maroni da presidente della Regione in forza della legge Severino) è indagata anche la persona giuridica Expo spa, mentre non è indagato come persona fisica il suo amministratore Giuseppe Sala.

Il caso di Mara Carluccio

Maroni ha anche un secondo capo d’accusa, in concorso sempre con Ciriello e stavolta anche con Andrea Gibelli, segretario generale dela Regione, appena nominato da Maroni alla presidenza di Ferrovie Nord al posto di Norberto Achille (dopo che questi era stato costretto alle dimissioni dall’inchiesta sulle spese private con le carte di credito e i telefonini della società). Qui l’ipotesi di reato è «turbata libertà del procedimento di scelta del contraente» che portò a conferire a un’altra ex collaboratrice di Maroni al Viminale, Mara Carluccio, un incarico in «Eupolis» (società controllata dalla Regione) con un compenso annuo di 29.500 euro. Vicenda per la quale il direttore generale di Eupolis, Alberto Brugnoli ha già patteggiato 8 mesi.

La replica di Maroni

«Finalmente dopo un anno le indagini si chiudono, era ora. Se per una sciocchezza come questa ci vuole un anno poveri noi. Io sono tranquillissimo», è questa la replica di Roberto Maroni a commento dell’avviso di chiusura delle indagini a suo carico. «Io sono tranquillissimo – ha detto Maroni durante una conferenza in Regione con Giovanni Toti – nella mia vita non ho mai fatto pressioni, neanche per amici, figli o parenti». Il presidente lombardo ha voluto sottolineare, con un sorriso, di «essere colpevole solo di un cosa, di aver fatto risparmiare soldi alla Regione» non partecipando al viaggio a Tokyo per l’Expotour finito nella inchiesta. «Ho mandato il vicepresidente Mantovani – ha concluso – che ha viaggiato con 4 anziché 6 persone». «Anche con Toti ho una relazione affettiva», ha scherzato Maroni, abbracciandolo.

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