ILVA, L’IMPRENDITORE E L’EX PREFETTO

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Redazione di Operai Contro,

Sergio Rizzo uno dei tanti pennivendoli del Corriere della Sera e’ preoccupato:

“Sono tante le ragioni per cui Fabio Riva deve consegnarsi immediatamente alla giustizia. Ma la prima e’ il rispetto di un principio fondamentale del vivere civile troppo spesso considerato un optional: la legalita’. La sua azienda attraversa il momento piu’ difficile della propria storia. Al punto che la stessa esistenza dell’Ilva di Taranto viene messa in discussione, con il rischio della desertificazione industriale di una delle poche aree del Sud dov’e’ presente la grande impresa”.

Povero Sergio Rizzo e’ stato deluso da Fabio Riva che e’ scappato in Florida pare con i soldi della cassa.

Il legale rappresentante dell’ILVA, attauale presidente e’ Bruno Ferrante.

Bruno Ferrante e’ un uomo di Bersani, Bersani riceveva contributi dai Riva.

Ferrante e’ l’ex vice capo della polizia, ex prefetto di Milano, capo di gabinetto dell’attuale presidente della Repubblica Giorgio Napolitano quando questi era ministro dell’Interno, oppure quello di alto commissario di governo per la lotta alla corruzione.

Ferrante ha dichiarato in un’intervista a Repubblica: [k]Ho vissuto tutta la mia vita credendo nel rispetto della legalita’ e delle regole[k].

Il povero Sergio Rizzo e’ sconsolato e si chiede:
Puo’ un ex prefetto restare presidente di un’azienda il cui imprenditore e’ destinatario di un ordine di cattura e sceglie la strada della latitanza?

Sergio Rizzo crede di no.

Noi invece pensiamo che “gli onesti servitori dello stato” siano dei semplici servitori dei padroni

Un operaio dell’ILVA

servitore del padrone Riva

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