INDIA, SCIOPERO GENERALE

Circa 100 milioni di operai e lavoratori indiani hanno incrociato le braccia per due giorni in seguito a uno sciopero generale proclamato dalle maggiori sigle sindacali del paese. Anche l’India è in crisi, padroni e governo anche in India tagliano Fra le richieste dei sindacati quella di un salario minimo garantito di 10 mila rupie al mese (160 euro circa), equiparazione fra lavoratori a tempo indeterminato e precari, pieno riconoscimento delle organizzazioni dei lavoratori e un sistema di protezione sociale che possa garantire anche i lavoratori informali. A preoccupare particolarmente i sindacati c’è proprio il sistema del contratto di […]
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Circa 100 milioni di operai e lavoratori indiani hanno incrociato le braccia per due giorni in seguito a uno sciopero generale proclamato dalle maggiori sigle sindacali del paese.

Anche l’India è in crisi, padroni e governo anche in India tagliano

Fra le richieste dei sindacati quella di un salario minimo garantito di 10 mila rupie al mese (160 euro circa), equiparazione fra lavoratori a tempo indeterminato e precari, pieno riconoscimento delle organizzazioni dei lavoratori e un sistema di protezione sociale che possa garantire anche i lavoratori informali.

A preoccupare particolarmente i sindacati c’è proprio il sistema del contratto di lavoro temporaneo, considerando l’abuso che i datori di lavoro ne stanno facendo in un momento in cui l’agenda governativa prevede un’ondata di liberalizzazioni: un lavoratore precario è pagato in media un terzo di un lavoratore regolarmente assunto mentre si stima che già ad oggi solo il 30% della forza lavoro indiana sia permanente.
La risposta dei lavoratori alla chiamata delle maggiori confederazioni sindacali del paese, fra cui l’Intuc (Indian Trade Union Congress), l’Aituc (All India Trade Union Congress), la Citu (Centre of Indian Trade Unions), rappresenta quindi la prova di quanto queste questioni siano sentite dalla popolazione che ha dato vita a uno sciopero storico, considerando che, per la prima volta dall’Indipendenza, il paese si ferma per due giorni consecutivi. La risposta dei lavoratori è stata particolarmente positiva nel Kerela e negli Stati del Nord come l’Haryana, il Punjab e il Chandigarh mentre la capitale, Nuova Delhi, è stata praticamente paralizzata. Le maggiori attività del paese sono state dunque bloccate con ripercussioni molto forti sull’economia.
Molti gli scontri occorsi durante le proteste. Fra questi il caso di un sindacalista, nello Stato dell’Haryana, che ha cercato di bloccare un autobus che non intendeva partecipare allo sciopero. Il sindacalista è stato investito ed è in seguito deceduto. Fatto raccapricciante anche nel Bengala dove un lavoratore dopo il primo giorno di sciopero ha subito la mutilazione di un orecchio al suo ritorno al lavoro.

I disordini si sono manifestati principalmente nei sobborghi di Delhi ed in particolare in quello di Noida, dove gli operai hanno assaltato le fabbriche ed incendiato diversi veicoli.

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