ILVA TARANTO: GRAVE L’INQUINAMENTO

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I medici: [k]Grave il peso dell[k]inquinamento sulla salute, nessuno lo sottovaluti[k]

E[k] grave la situazione ambientale e sanitaria in cui versa Taranto. Ed a questo punto c[k]e’ una [k]indifferibile e urgente necessita’, nell[k]in – teresse primario della tutela della salute dei cittadini, che tale situazione sia considerata da tutti gli attori di questa dolorosa vicenda con coraggio, trasparenza e determinazione, ed affrontata e risolta in tempi brevi, evitando pericolose, parziali e al momento poco attendibili sottovalutazioni[k]. E[k] l[k]Ordine dei medici di Taranto, attraverso la commissione Ambiente, a lanciare questo nuovo e pressante allarme. Per i medici non c[k]e’ spazio a dubbi di sorta: la situazione e’ grave ed a dirlo chiaramente sono anche le recenti informazioni sullo stato di salute della popolazione tarantina esposta all[k]inquinamento industriale. Informazioni fornite dai media e che i medici giudicano [k]contrastanti[k] tanto da spingere gli stessi medici a fare alcuni chiarimenti e fornire punti fermi.

Uno: lo studio recentemente pubblicato sulla rivista [k]Epidemiologia e Prevenzione[k] a cura di Mataloni, Biggeri, Forastiere e Triassi documenta un aumento della mortalita’ e delle ospedalizzazioni per tumori e per malattie dell’apparato respiratorio e cardiovascolare nei quartieri piu’ vicini alla zona industriale (Tamburi, Borgo, Paolo VI e Statte).
Due: lo studio Sentieri documenta un eccesso di mortalita’ per la citta’ di Taranto per il periodo 1995-2002. Per gli incrementi di mortalita’ per tumore polmonare e malattie respiratorie non tumorali e’ stato, tra l[k]altro, possibile attribuire un ruolo eziologico all[k]esposizione ambientale associata alle emissioni di impianti specifici, ed in particolare a Taranto un ruolo delle emissioni degli stabilimenti metallurgici. Ed ancora: l[k]incremento di mortalita’ documentato dallo studio Sentieri relativo agli anni 1995-2002 e’ confermato dal successivo studio 2003 e 2006-2008, preso in visione direttamente dalla commissione Ambiente. C[k]era stata, come si ricordera’, qualche anticipazione e qualche equivoco su tali dati la cui preentazione e’ ststa rinviata dal ministero della Salute al prossimo 12 ottobre.

Tre: la gravita’ della situazione – commenta sempre la commissione Ambiente dell[k]Ordine dei medici di Taranto – e’ peraltro riconosciuta dalle autorita’ politiche locali e nazionali che nelle premesse al documento [k]Protocollo d[k]intesa per interventi di bonifica ambientalizzazione e riqualificazione di Taranto[k] del 26 luglio scorso parlano di [k]una forte connessione tra le criticita’ ambientali e sanitarie presenti nell[k]area industriale e gli elevati livelli emissivi complessivamente presenti nell[k]area industriale[k].
Quattro: e’ del 7 agosto scorso il disegno di legge regionale n. 129 su [k]Disposizioni urgenti per il risanamento ambientale e la riqualificazione del territorio della citta’ di Taranto[k]. Anche qui si parla di [k]gravi situazioni di criticita’ ambientale e sanitaria accertate in relazione al sito di bonifica di interesse nazionale di Taranto[k] che richiedono disposizioni di [k]straordinaria necessita’ ed urgenza[k].

Cinque: solo pochi giorni fa – siamo al 26 settembre scorso – l[k]Ares, l[k]Agenzia regionale sanitaria Puglia, e Arpa Puglia nel [k]Rapporto Arpa Puglia su riesame Aiaper lo stabilimentoIlva di Taranto[k] parlano di [k]rilevanti criticita’ nel profilo di salute delle popolazioni ivi residenti ed in particolare a carico dell[k]area urbana del capoluogo di provincia rispetto alla quale diversi studi hanno dimostrato chiaramente il ruolo dell[k]inquinamento di origine industriale[k].

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