IL PARTITO OPERAIO

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dallo scritto: ” L[k]INIZIO FU IL PARTITO OPERAIO INFORMALE …”

All[k]inizio ognuno resti dove e’, continui a simpatizzare o mostrare interesse verso le formazioni politiche che vuole,
partecipi all[k]attivita’ di comitati, centri sociali, di questo o quel sindacato di base o di vertice, il partito operaio informale non chiede atti di fede, chiede solo che si inizi a ragionare ed agire in quanto operai, ad elaborare e sostenere un proprio punto di vista su tutte le questioni che ci riguardano direttamente. La grande crisi dissolve la nebbia che aveva tenuto nascosti i contrasti di interessi su cui si regge questa societa’, dov[k]e’ finito il lavoro produttivo di milioni di operai di questi anni? Nelle tasche dei padroni, nelle casse delle banche, negli stipendi d[k]oro dei funzionari statali. Agli operai briciole ed ora la miseria. La cosa divertente e’ la sfrontatezza con cui chiedono a tutti, noi
compresi, di fare squadra comune per superare la crisi. Ma la crisi e’ la crisi del loro sistema, il loro modo di accumulare ricchezza sul nostro lavoro ad un certo
punto e’ collassato e noi come caproni senza intelletto dovremmo oggi ancora accettare sacrifici per farli arricchire
ancora di piu’ aspettando una nuova e piu’ sconvolgente crisi? Benvenuta la grande crisi, le rivoluzioni sociali maturano la’ dove la vecchia struttura economica non e’ piu’ in grado di proseguire il suo processo di accumulazione, la ribellione degli operai e’ oggi veramente possibile, il lavoro direttamente produttivo degli operai puo’ servire per un[k]altra formazione sociale senza padroni, banchieri, funzionari ben pagati dello stato, puo’ servire agli operai stessi.

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