CHE FINE FANNO I CAPITALI ILLECITI?

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CHE FINE FANNO I CAPITALI [k]ILLECITI[k]?
Cara redazione, in Italia e in Europa c[k]e’ una corsa frenetica per recuperare risorse finanziare da destinare alle banche e ai singoli Stati per superare la crisi. Ognuno ha la sua proposta: i Paesi piu’ indebitati vorrebbero una condivisione europea dei debiti pubblici dei singoli Stati, attraverso l[k]emissione di [k] Euro Bond[k], cioe’ fondi sovrani europei per reperire capitali da altri Stati (in pratica dalla Cina e altre Nazioni emergenti), con la creazione di un debito estero europeo; la Germania, invece, vorrebbe coinvolgere la Banca Mondiale per finanziare i singoli Stati, imponendo, pero’, dei forti vincoli di politiche economiche. In pratica le Borghesie nazionali si stanno gia’ facendo la guerra per come [k]spartirsi il bottino[k], alle spalle dl popolo al quale si chiedono sacrifici. La stampa e gli intellettuali ben pagati si stanno guadagnando bene il pane formando la convinzione pubblica: non ci sono soldi, siamo indebitati, bisogna fare sacrifici. Non ci sono soldi. Ma facciamo un po[k] di conti: le mafie, solo in Italia, [k]fatturano[k] 100 miliardi di Euro all[k]anno, dove finiscono questi soldi? E i soldi di tutte le mafie e organizzazioni criminali mondiali, dove finiscono? Dove finiscono i soldi delle evasioni fiscali e del lavoro in nero? Dove finiscono i soldi ricavati dalle [k]delocalizzazioni industriali[k] e speculazioni finanziare? Invertiamo la domanda. Come si sostengono economie fittizie come il Principato di Monaco, Dubai egli altri [k]paradisi fiscali[k]? Come ha potuto svilupparsi una Nazione priva di risorse reali come la Svizzera?
In realta’ il capitalismo ha sempre ipocritamente distinto le economie legali da quelle illegali salvo poi creare delle [k]zone franche[k]per i capitali eccedenti, da cui attingere in caso di bisogno. Ma ora il giocattolo si e’ rotto, perche’? Paradossalmente e’ stato proprio l[k]eccessiva disponibilita’ di capitali a innescare la crisi: per investire questi capitali a buon mercato si e’ alimentata la speculazione edilizia che e’ poi sfociata in una bolla quando i valori delle case si sono dimezzati; la delocalizzazione delle produzioni ha aumentato la quantita’ di merci disponibili, ma queste non sempre erano smaltite perche’, nel frattempo, si era verificata un[k]eccessiva esposizione creditizia di molti vittime della bolla speculativa edilizia. Da qui e’ iniziata la sovrapproduzione: per perseguire un sempre maggior profitto si sono intensificati i ritmi lavorativi, per contrastare la diminuzione dei prezzi di molte merci, ma cosi facendo si e’ ampliato il problema della sovrapproduzione, in un circolo vizioso senza fine.
L[k]eccessiva disponibilita’ di capitali ha avuto anche altre drammatiche conseguenze. Nella ricerca del profitto ad ogni costo, ma anche per procurarsi materie prime sempre piu’ limitate, con la scusa del terrorismo internazionale, si sono iniziate delle guerre che non hanno avuto, pero’, l[k]esito sperato. L[k] enorme indebitamento americano e’ una diretta conseguenza delle catastrofiche (tranne per le industrie degli armamenti) campagne [k]democratrizzatrici[k] dell[k]Iraq e Afganistan.
Infine vi e’ stata una vergognosa speculazione sulle derrate alimentari che ha affamato sterminate popolazioni dell[k]Africa e di altri Paesi sottosviluppati. Con pochi euro per ettaro si sono comprate enormi distese dei piu’ fertili terreni africani per coltivare cereali da cui estrarre biocarburanti, scalzando la popolazione locale costretta ad emigrare e facendo aumentare a dismisura i prezzi degli alimenti. Ma l[k]economia globalizzata e interconnessa riesce a trarre profitto anche dalla fame e dalla disperazione da lei stessa causata: disperati a cui e’ stato tolto un futuro vengono [k]aiutati[k] ad approdare nei nostri paesi e [k]avviati[k] in mestieri [k]antichi[k]e nuovi e da questo si ricava profitto. Tanto e’ clandestino, non una persona con una propria storia di vita, una famiglia cui e’ stato tolto un futuro e la propria dignita’! Domanda: dove vanno a finire i capitali di tutte queste attivita’? Nei soliti paradisi fiscali pronti per essere utilizzati per generare nuova disperazione e miseria in un perverso ciclo senza fine! E poi non ci sono soldi!
Tornando invece ai nostri tempi, cosa propongono i nostri esperti pluri laureati ben pagati? Nuovi capitali da immettere nel sistema economico. Per fare cosa? Produrre nuove merci, ma chi le deve comprare se si sono ridotte le capacita’ di spesa? Nuove merci non faranno altro che ampliare la crisi di sovrapproduzione, e dovremmo fare nuovi sacrifici! La presunta incapacita’ (ma questi ci fanno!) di questi esperti e’ disarmante! Ma perche’ non si recuperano tutti, o parte dei capitali dei [k]paradisi[k], si riportano sulla terra e si utilizzano per mettere in sicurezza il territorio, gli edifici pubblici, per produrre cibi sani e rendere la vita di tutti migliore, cosi si farebbe veramente ripartire l[k]economia! Puo’, pero’, la borghesia rinunciare spontaneamente ai propri privilegi e profitti? Infine perche’ un operaio o chiunque abbia solo ricevuto il necessario per vivere deve sentirsi responsabile della crisi, vadano a cercare i soldi da chi ce li ha!
PIERO DEMARCO

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