OPERAI FERRARI MODENA

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Se questo e’ un contratto[k]

Fim, Uilm, Fismic hanno chiesto ai lavoratori, nelle assemblee del 23 e 24 maggio, la resa totale al padrone, la sottomissione, la rassegnazione ai ricatti di Fiat e Ferrari. Lo hanno fatto organizzando una miriade di mini-assemblee dividendo i lavoratori per gruppi in modo da evitare il confronto con la massa.

Il referendum svolto nei giorni successivi e’ stato effettuato senza aver presentato nulla di scritto ai lavoratori.

Ferrari pretende un’ accordo in cui il premio di risultato sia completamente variabile e legato alla presenza: bastano 9 giorni di assenza in un anno per perdere il 5% di salario. La percentuale cresce con l’aumentare dei giorni di assenza e cresce nei tre anni della durata contrattuale con perdite salariali che ammonteranno tra il 15 e 25%. Con il 3,4% di assenze per malattia (in un anno lavorativo) scattera’ il primo taglio salariale. Una percentuale al di sotto della media del settore e al di sotto, addirittura, della percentuale di assenze massime previste dal contratto FIAT.

Tra le assenze previste per la decurtazione del premio verranno calcolate anche le assenze per sciopero, i permessi non retribuiti, la maternita’, l’allattamento, concedi parentali, ecc[k]

Si discute di un premio di 1500 euro suddivisi in tre anni, legati alla presenza, oltre il premio attuale di 3400 euro. Quasi inesistente l’aumento salariale, difficile da raggiungere e che non tiene minimamente conto dei risultati in termini di fatturato dell’azienda e del mancato rinnovo contrattuale che dura da 4 anni.

Lavorare di piu’, per guadagnare di meno!

Non c’e’ nulla in questo contratto per i lavoratori. Ma tutto per l’azienda, compresi i 18 turni elargiti senza un minimo di discussione.

A Maranello Fim-Uilm-Fismic chiedono ai lavoratori di cedere ad un ricatto che umilia i propri diritti e le aspettative salariali per mantenere la trattativa sul [k]territorio[k].

Un’azienda che fattura 2 miliardi di euro l’anno, che conta di crescere ancora nei prossimi anni pone dei ricatti. Questa e’ la semplice realta’.

Dai comunicati affissi nelle bacheche dai sindacati riconosciuti da FIAT, e’ stato raggiunto un accordo sulla base di qualcosa che non e’ assolutamente trasparente e che sicuramente portera’ problemi enormi ai lavoratori, sia per quanto riguarda la loro vita privata, sia lavorativa

Allo stato attuale, quindi, bisogna iniziare a preparare una risposta forte, come avvenne nel 2010.

Non possiamo aspettare futuri sviluppi della magistratura sui diritti sindacali, ma bisogna che ci organizziamo per rispedire al mittente questo ricatto e ragionare su quali siano effettivamente le nostre necessita’.

Delegati Fiom Ferrari (non riconosciuti da Fiat)

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