Monfalcone: 2 morti al giorno per l’amianto

Caro Operai Contro, due morti al giorno solo negli ultimi due mesi all’Italcantiere di Monfalcone. La strage degli operai uccisi per il profitto non si ferma. Mentre proseguono i processi tra il menefreghismo dei padroni a piede libero, i loro avvocati sostengono ancora che, la strage operaia causata dall’amianto, non è dimostrabile che sia colpa dell’amianto! Certo non è colpa dell’amianto,  è colpa dei padroni che fanno lavorare l’amianto agli operai. La civiltà della barbarie deve essere spazzata via insieme ai padroni e tutti i parassiti che fanno i nababbi sulle morti e sullo sfruttamento operaio. Solo il Partito […]
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Caro Operai Contro,

due morti al giorno solo negli ultimi due mesi all’Italcantiere di Monfalcone. La strage degli operai uccisi per il profitto non si ferma. Mentre proseguono i processi tra il menefreghismo dei padroni a piede libero, i loro avvocati sostengono ancora che, la strage operaia causata dall’amianto, non è dimostrabile che sia colpa dell’amianto! Certo non è colpa dell’amianto,  è colpa dei padroni che fanno lavorare l’amianto agli operai. La civiltà della barbarie deve essere spazzata via insieme ai padroni e tutti i parassiti che fanno i nababbi sulle morti e sullo sfruttamento operaio. Solo il Partito Operaio può avere nel suo programma, l’azzeramento e la sepoltura della civiltà della barbarie.

Saluti da un lettore

 

Allego due bolli dal Piccolo di Trieste

ITALCANTIERE DI MONFALCONE L’amianto continua imperterrito a presentare il conto nel Monfalconese: quasi 200 vittime accertate nei quattro processi celebrati o messi a ruolo al Tribunale di Gorizia. E a questa mattanza ecco aggiungersi un altro numero agghiacciante: due morti al giorno di media solo negli ultimi due mesi. Procura della Repubblica sommersa da nuovi fascicoli, per la maggior parte scaturiti dagli esami autoptici effettuati all’ospedale di Monfalcone su persone decedute per mesotelioma o altre patologie correlate all’esposizione all’amianto.

Ieri nell’aula dell’ex corte d’Assise, dove sono stati celebrati i primi due, si sono svolte le operazioni preliminari del terzo processo. Imputati 14 tra ex direttori e dirigenti dell’Italcantieri. Rispetto all’avvio dell’indagine si sono verificati tre decessi. Gli imputati sono per la gran parte le stesse persone condannate in primo grado per omicidio colposo nel primo e secondo processo. Sono quasi tutti ultra ottantenni. Delle parti lese, le vittime sono 44, oltre la metà sono state stroncate da mesotelioma, patologia direttamente e chiaramente correlata all’esposizione dell’amianto.

 

 

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L’udienza, celebrata davanti al giudice Comez (pm Valentina Bossi e Laura Collini) è stata aggiornata al 12 luglio, quando è in programma la prima udienza del quarto processo amianto: 23 vittime, 9 imputati.

I due procedimenti verranno riuniti ma non è noto chi sarà il giudice, visto che il distacco a Gorizia di Comez si conclude a fine luglio, salvo proroghe.

La Procura della Repubblica di Gorizia, Bossi e Collini in particolare, è da anni all’avanguardia in Italia nelle indagini sulle morti per amianto. La riunione del terzo e quarto processo è stata sollecitata dalla stessa Procura anche se non mancheranno le insidie a sostenere l’accusa. Perché, come detto, i decessi delle vittime del terzo processo sono quasi tutti evidentemente correlate all’utilizzo dell’amianto, ma nel quarto processo prevalgono i carcinomi polmonari. In questa fattispecie le difese avranno buon gioco a stabilire che non è dimostrabile il rapporto causa effetto.

Questi gli imputati del terzo processo: sono Giorgio Tupini, Enrico Bocchini, Corrado Antonini, Manlio Lippi, Antonio Zappi, Cesare Casini, Italo Massenti, Aldo La Gioia, Roberto Schivi, Mario Abbona, Roy Rhode, Ronald Rhode, Carlo Viganò, Attilio Dall’Osso.

Le vittime sono: Luciano Buratto (neoplasia polmonare, deceduto nel 2008), Erminio Mariotti (carcinoma polmonare, 05), Galdino Monaco (neoplasia polmonare, 05), Oreste Politti (03), Alferino Romanin (neoplasia, 07), Augusto Ruggeri (tumore bronchi, 07), Aurelio Sabatti (adenocarcinoma polmonare, 07), Vincenzo Salone (carcinoma, 08), Camillo Strada (mesotelioma pleurico, 01), Bruno Venturini (adenocarcinoma, 06), Mario Verzier (neoplasia polmonare, 05), Lucio Viezzoli (carcinoma polmonare, 07), Adriano Zorba (placche diffuse, ancora in vita alla data del rinvio a giudizio), Mario Bledig (carcinoma, 06), Sergio Corbatto (tumore polmonare, 07), Stelvio Mesaglio (carcinoma bronchi, 08), Lucio Piorar (08), Mario Rossi (carcinoma, 07), Ubaldo Spanghero (adenocarcinoma, 07), Angelo Spanghero (adenocarcinoma, 04), Giorgio Badin (mesotelioma, 09), Valentino Bevilacqua (mesotelioma, 10), Roberto Biasiol (mesotelioma, 01), Elvi Clapiz (11), Romeo Clemente (mesotelioma, 12), Antonio Deroia (mesotelioma, 09), Doriano Fantin (mesotelioma, 09), Angelo Folin (mesotelioma, 08), Mario Fontanot (mesotelioma, 08), Tarcisio Fonzar (mesotelioma, 10), Ciro Frittita (mesotelioma, 10), Giovanni Lacurre (mesotelioma, 09), Attilio Liessi (mesotelioma, 09), Mario Morgut (mesotelioma, 09), Sergio Normanni (mesotelioma, 12), Vittorio Oblak (mesotelioma, 03), Ugo Olivo (mesotelioma, 12), Dario Pian (mesotelioma, 10), Ezio Simonit (mesotelioma, 10), Antonio Stragapede (mesotelioma, 11), Flavio Vidonis (mesotelioma, 10), Giuliano Visintin (ancora in vita alla data del rinvio a giudizio, mesotelioma), Giovanni Zeleznik (mesotelioma, 08), Ernesto Zucchi (mesotelioma, 10).

 

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