Meeting Cl, dove vanno i soldi delle Regioni: stand in nome delle lobby

 sono più gli anni celesti, quando i soldi piovevano come temporali d’agosto, ma seppur nelle ristrettezze ci sono enti pubblici che continuano a finanziare il Meeting di Comunione e liberazione, magari con delibere firmate nel periodo di quasi ferie, giusto per non fare rumore. Certo, fino a due anni fa, in piena era formigoniana, a partecipare con i loro stand erano sette Regioni, tre Province e due ministeri, per un fatturato totale che si aggirava attorno agli otto milioni e mezzo di euro. Oggi, in periodo di spending review, le Regioni presenti sono rimaste tre. LaLombardia, naturalmente, nonostante sia scesa dagli […]
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 sono più gli anni celesti, quando i soldi piovevano come temporali d’agosto, ma seppur nelle ristrettezze ci sono enti pubblici che continuano a finanziare il Meeting di Comunione e liberazione, magari con delibere firmate nel periodo di quasi ferie, giusto per non fare rumore. Certo, fino a due anni fa, in piena era formigoniana, a partecipare con i loro stand erano sette Regioni, tre Province e due ministeri, per un fatturato totale che si aggirava attorno agli otto milioni e mezzo di euro. Oggi, in periodo di spending review, le Regioni presenti sono rimaste tre. LaLombardia, naturalmente, nonostante sia scesa dagli 84mila euro dello scorso anno ai 60mila euro del 2013 (nel 2004 furono 311mila gli euro “donati”) e, sorpresa, l’Abruzzo e l’Emilia Romagna. Sorpresa, perché i due enti hanno già i loro guai con le ricostruzioni post terremoto e, soprattutto, perché la rossissima Emilia aveva promesso di non voler più sponsorizzare Comunione e liberazione dopo le inchieste giudiziarie. Lo scorso dicembre la Guardia di finanza ha infatti coinvolto la Fondazione Meeting con una ipotesi di truffa e un sequestro da centinaia di migliaia di euro. Alfredo Bertelli, braccio destro di Vasco Errani, e sottosegretario alla presidenza della Regione, disse alle agenzie di stampa a dicembre: “Niente soldi al Meeting, vogliamo vederci chiaro. Non è neppure escluso che in un eventuale processo potremmo costituirci parte civile”. Risultato? Di chiaro non c’è niente e la Regione ha uno stand all’evento anche quest’anno.

Come se non bastassero le Regioni, quest’anno partecipa all’evento di Cl anche l’Autorità portuale di Trieste.Verrebbe da chiedersi come mai le altre 18 non sentono tale necessità. Ma è probabile che Maurizio Lupi, ministro delle Infrastrutture, possa dare qualche risposta. Sicuramente c’è la sua mano dietro i 32 milioni di euro che il ministero ha sbloccato a favore del porto triestino per la nuova “piattaforma logistica”. Che i meriti siano tutti di Lupi non ne ha fatto mistero il presidente dell’Autorità portuale, Marina Monassi. Così il Meeting viene sponsorizzato coi soldi pubblici, Lupi è felice, Monassi anche, visto che approda a Rimini nella importantissima veste di ospite.

D’altronde quello ciellino rimane il più grande palcoscenico della politica italiana fatta a misura di lobby. Certo, riprendersi dalle bufere giudiziarie che hanno travolto Roberto Formigoni, capo indiscusso di Cl per più di un ventennio, per la macchina del Meeting non è stato e non sarà per niente facile. Perché per mettere in piedi il carrozzone di milioni ne servono molti e se non arrivano dagli sponsor è difficile giustificare le entrate. Così la grande kermesse che porta il nome dell’amicizia tra i popoli (o tra i partiti, dipende dagli anni) nell’edizione 2013 si mostra più fiacca del solito. I boy scout ciellini hanno lavorato sodo per allestire la fiera di Rimini e renderla splendente, ma i bei tempi sono andati. O, almeno per ora, non sono tornati.

Pensare al 2010 e al 2011, quando arrivavano soldi da tutte le parti, e osservarla oggi è tutta un’altra storia. Due anni fa le entrate giunsero a sfondare il tetto degli otto milioni e quattrocentomila euro. Tra gli sponsor della Evidentia communication srl, la società con sede a Rimini che si occupa della pubblicità, c’erano colossi come Bombardier, Siemens, la multiutility A2a. Tutte realtà sparite dai padiglioni della Fiera. Per l’edizione 2013 pur di far cassa è stata chiesta la manina della Repubblica di San Marino. Nemmeno il Comune di Rimini o la Provincia, in passato sempre presenti nei manifesti, si fregiano più di questo titolo.

Alcuni colossi privati o parzialmente tali hanno tuttavia radici consolidate in Riviera: restano sponsor la FiatWind e Intesa San Paolo – da sempre accanto al popolo che fa capo alla Compagnia delle Opere – Enel e Finmeccanica. Ma commercialmente è anche comprensibile: il Meeting porta a Rimini qualcosa come 800mila visitatori. Resta più difficile da capire cosa abbiano da sponsorizzare l’Autorità portuale di Trieste, appunto, oppure i Comuni di Rovigo e Ascoli, presenti con un loro stand, l’Apt della Basilicata, la Trenord, società che gestisce il traffico ferroviario locale in Lombardia. Misteri sui quali farà luce magari la Guardia di finanza, al lavoro da sei mesi sulle sponsorizzazioni al Meeting. Tutte grane che oggi dalle mani di Roberto Formigoni sono passate a quelle del ministro del Pdl Lupi, ciellino della prima ora.

da il Fatto Quotidiano del 21 agosto 2013

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