OM: IN LOTTA ANCHE A FERRAGOSTO

Che cosa fanno gli operai OM ad agosto e anche a Ferragosto? Lottano, presidiano, soffrono, si arrabbiano, si mobilitano, gridano, si incazzano, combattono, resistono, affermano la propria dignità di operai e di esseri umani rimanendo al presidio davanti alla fabbrica, rivendicano il posto di lavoro, l’indipendenza economica, la sicurezza di poter vivere, per sé e i propri cari, per tutti gli altri operai in lotta. Gli operai OM sono un pugno nello stomaco di una società che non sa e non vuole assicurare il pane a tutti i suoi componenti. Essi non sono in vacanza. Sono in lotta. Nella […]
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Che cosa fanno gli operai OM ad agosto e anche a Ferragosto? Lottano, presidiano, soffrono, si arrabbiano, si mobilitano, gridano, si incazzano, combattono, resistono, affermano la propria dignità di operai e di esseri umani rimanendo al presidio davanti alla fabbrica, rivendicano il posto di lavoro, l’indipendenza economica, la sicurezza di poter vivere, per sé e i propri cari, per tutti gli altri operai in lotta.

OM F6

Gli operai OM sono un pugno nello stomaco di una società che non sa e non vuole assicurare il pane a tutti i suoi componenti. Essi non sono in vacanza. Sono in lotta. Nella landa desolata della zona industriale barese infuocata dal solleone agostano, dove non si aggira anima viva, dieci, venti, trenta operai che siedono e discutono alla stretta ombra di un gazebo sono la misura di una società alla deriva.

 

Nella società dell’opulenza e dell’indifferenza gli operai dell’OM non vanno in vacanza al mare o in montagna e neanche in campagna. Sono costretti a “villeggiare” davanti alla fabbrica chiusa, a presidiarla. Giorno e notte. Con il sole e le stelle. Con il caldo e il freddo. Con il vento e con la pioggia, con il sole asfissiante del deserto industriale.

 

I giornali e il web, le radio e le tv parlano fino alla noia dei vacanzieri che assalgono le spiagge e le valli, mentre ignorano quel manipolo di operai che stazionano, passeggiano, giocano a carte e discutono davanti alla fabbrica muta. Ma quegli operai, autentici eroi del nostro tempo, descrivono la società molto meglio dei milioni di vacanzieri. Che società è quella in cui un giovane, un padre di famiglia, un uomo, deve essere costretto a stare notte e giorno davanti alla fabbrica dismessa, buttato su una sedia, sdraiato a terra, per reclamare il diritto a campare, a esistere? Non è una società da rispettare e conservare, ma solo da rovesciare.

 

SALUTI OPERAI DALLA PUGLIA

OM F5

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