OPERAI E L’IPOCRISIA DEI POLITICI

Redazione di Operai Contro, Ogni anno i nostri governanti si ricordano di Marcinelle. I 136 minatori italiani a Marcinelle sono morti perché non avevano diritti, la stessa ragione che oggi in Italia uccide gli operai assunti in nero nei cantieri o gli immigrati che vivono e lavorano in condizioni disperate: é con queste parole che il presidente della Camera Laura Boldrini trasforma la cerimonia di commemorazione del più grande disastro minerario d’Europa, in un’occasione per riflettere su lavoro, immigrati stranieri e nuovi emigrati italiani. ”Senza diritti si muore, allora come oggi, ed è questo che ci ricorda Marcinelle”, ha […]
Condividi:

Redazione di Operai Contro,

Ogni anno i nostri governanti si ricordano di Marcinelle.

I 136 minatori italiani a Marcinelle sono morti perché non avevano diritti, la stessa ragione che oggi in Italia uccide gli operai assunti in nero nei cantieri o gli immigrati che vivono e lavorano in condizioni disperate: é con queste parole che il presidente della Camera Laura Boldrini trasforma la cerimonia di commemorazione del più grande disastro minerario d’Europa, in un’occasione per riflettere su lavoro, immigrati stranieri e nuovi emigrati italiani. ”Senza diritti si muore, allora come oggi, ed è questo che ci ricorda Marcinelle”, ha detto la Boldrini nel discorso pronunciato al Bois du Cazier, il sito minerario dove l’8 agosto 1956 scesero 262 operai, che non risalirono mai più.

Signora Boldrini, gli operai, gli schiavi salariati, sono condannati a morte, OGGI COME IERI, in tutto il mondo per la sete di profitti dei padroni.

Il macello finirà solo quando gli schiavi salariati si libereranno

Gli operai italiani erano costretti ad emigrare in Belgio, dopo la sigla nel 1946 del Protocollo tra il governo italiano e quello belga che prevedeva l’invio di 50.000 operai ai padroni del belgio in cambio di carbone per i padroni italiani.

Gli immigrati che ieri a Saluzzo hanno protestato contro i padroni italiani, gli operai morti in Bangladesh, gli operai dell’Africa e dell’America sono tutti fratelli.

La fine del macello avverrà solo con la liberazione degli schiavi salariati

Un operaio

Condividi:

Facebook Comments

1 Comment

  1. alanza53

    PADRONI, POLITICANTI, SINDACATI VENDUTI. PAGHERETE CARO PAGHERETE TUTTO. LA STRAGE DEGLI OPERAI ITALIANI MORTI IN BELGIO: NESSUN BELGA VOLEVA SCENDERE NELLE MINIERE. SAPEVANO A COSA ANDAVANO INCONTRO. IL 19 OTTOBRE DEL 1945. (SUBITO DOPO LA GUERRA FATTA DAI CAPITALISTI SULLA PELLE DI TUTTI GLI SFRUTTATI DEL MONDO), IL GOVERNO DI UNITA’ NAZIONALE DI ALCIDE DE GASPERI STIPULO’ UN ACCORDO CON IL GOVERNO BELGA. PER OGNI OPERAIO ITALIANO IL GOVERNO BELGA DAVA 24 QUINTALI DI CARBONE FOSSILE PER LE INDUSTRIE ITALIANI. MERCE SOLO DELLE MERCI SONO CONSIDERATI GLI OPERAI, ALLORA COME OGGI. GLI OPERAI ITALIANI PENSAVANO DI ESSERE ASSUNTI COME MURATORI O MANOVALI. NESSUNO AVEVA LORO DETTO CHE IL LAVORO ERA NELLE MINIERE POCO SICURE. GLI IMMIGRATI ITALIANI DOVEVANO AVERE MENO DI 35 ANNI . IN BELGIO FURONO STIPATI NELLE VECCHIE BARACCHE DI LAMIERA LASCIATE LIBERE DAI PRIGIONIERI DI GUERRA . LA STRAGE DI MARCINELLE E’ SOLO LA PUNTA DI UN ICEBERG: 11 MAGGIO 1950: 40 MINATORI MUOIONO A TREZEGNIES TRA CUI 3 ITALIANI. 21 SETTEMBRE 1951 – MINIERA DI QUAREGNON: 7 MORTI TRA CUI 6 ITALIANI. TRE MESI DOPO NEL BACINO DI CHARLEROI MUOIONO 10 MINATORI TRA CUI 6 ITALIANI , ALTRI 2 A NENES . DALL’INIZIO DEL 1952 A FINE ANNO SU 40.604 OPERAI NE MORIRONO 75, L’ANNO SUCCESSIVO SI ARRIVA A 99 MORTI. IL 13 GENNAIO 1953 NELLA MINIERA DI WASNES CI FURONO 21 MORTI DI CUI 12 ITALIANI; IL 26 SETTEMBRE NELLA MINIERA DI QUAREGNON MUOIONO 12 MINATORI TRA CUI 7 ITALIANI; IL 24 OTTOBRE DELLO STESSO ANNO A MANY CI FURONO 26 MORTI DI CUI 14 ITALIANI; IL 19 GENNAIO 1954 23 MINATORI ITALIANI PERIRONO A MOUSEN FONTAINE; IL 16 MAGGIO 1954, 7 MINATORI ITALIANI MUOIONO A QUAREGNON, 2 ANNI DOPO, SEMPRE A QUAREGNON, MUOIONO 8 MINATORI DI CUI 7 ITALIANI . NEL 1956 LA STRAGE PIU’ DRAMMATICA: NELLA MINIERA DI BOIS DI CAZIR DI MARCINELLE UN INCENDIO PROVOCA LA MORTE DI 262 MINATORI DI CUI 136 ITALIANI. IL TRIBUNALE DI CHARLEROI ASSOLSE TUTTI GLI IMPUTATI DELLA CATASTROFE. ALLORA COME OGGI PER I MORTI SUL LAVORO NESSUNO E’ COLPEVOLE, LE CHIAMANO MORTI BIANCHE . TRA IL 1946 E IL 1960: 230.000 ITALIANI LAVORAVANO NELLE MINIERE DEL BELGIO. DAL 1946 AL 1956 IL NUMERO DEGLI ITALIANI MORTI NELLE MINIERE E IN ALTRI INCIDENTI SUL LAVORO SONO STATI CIRCA 650. TRA IL 1946 E IL 1963 SOLO TRA I MINATORI ITALIANI CI SONO STATI 868 MORTI. LICENZIAMENTI, SALARI DA FAME, MORTI E FERITI A SENSO UNICO. QUESTA E’ LA GUERRA CHE I PADRONI HANNO DICHIARATO CONTRO GLI OPERAI, IN NOME DEL PROFITTO. OPERAI, NON POSSIAMO ACCETTARE DI ESSERE BUTTATI NEL DIMENTICATOIO DELLA STORIA. CI DEVE ESSERE CHIARO CHE NOI SIAMO QUELLI CHE PRODUCIAMO LA RICCHEZZA DEL PAESE. I PADRONI SENZA GLI OPERAI NON SOPRAVVIVONO, NOI, SENZA PADRONI, NON SOLO RIUSCIAMO A VIVERE MA VIVREMMO MOLTO MEGLIO. DA PARTE NOSTRA, NON UNA LACRIMA PER I NOSTRI MORTI. SOLO SE SAREMO CAPACI DI ORGANIZZARCI IN MODO INDIPENDENTE PER LIBERARCI DALLA SCHIAVITU’ DEL LAVORO SALARIATO ESSI NON SARANNO MORTI INVANO.