[k]Non ci abbatteranno come le pecore[k]

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[k]Non ci abbatteranno come le pecore[k]
TARANTO – Non c’era l[k]Apecar, simbolo del risveglio dei tarantini. Al suo posto ha aperto la manifestazione un carrello, raffiguranta un Apecar di cartone, sul quale e’ stato montato un impianto stereo dal quale e’ partita una canzone di Rino Gaetano, [k]Nuntereggae piu[k]. Ma l[k]Apecar, del quale la questura ha vietato per l[k]utilizzazione per [k]motivi di sicurezza[k], era sugli striscioni del Comitato [k]Cittadini e lavoratori liberi e pensanti[k] che, assieme ad altre associazioni, e’ riuscito a portare in piazza Maria Immacolata circa duemila persone. L[k]assemblea pubblica si e’ tenuta in una citta’ semideserta (anche a causa del caldo torrido) e blindata dalle forze di polizia che hanno creato una impenetrabile [k]zona rossa[k] attorno alla prefettura e presidiato le vie del centro.

Nonostante il divieto della questura, i manifestanti hanno fatto un corteo simbolico che da piazza Immacolata ha raggiunto la vicina piazza della Vittoria, a poca distanza dalla prefettura dove era in corso il vertice con i ministri Clini e Passera. In piazza si sono detti tutti d[k]accordo che l[k]Ilva deve smettere di uccidere la gente e che i politici hanno tradito e venduto per 50 anni i tarantini ai quali hanno fatto respirare i veleni del Siderurgico piu’ grande d[k]Europa. Tanti gli striscioni: [k]Non siamo inClini a morire di cancro[k] , [k]l’industria fissa e’ monotona[k], [k]Riva assassino[k], fino al piu’ esplicito [k]Per voi politici prima il denaro, poi la salute. Che dio vi maledica[k], giusto per far capire che l[k]iniziativa era contro i politici.

Tanti gli applausi e le urla di incitamento riservate al gip Patrizia Todisco che il 26 luglio ha fatto sequestrare sei reparti a caldo del siderurgico e che il 10 agosto ha ordinato all[k]Ilva di adeguare gli impianti prima di continuare la produzione. Un manifestante ha sfoggiato una maglietta con la scritta [k]Help Todisco[k], un bimbo un cartello sul quale era annotato: [k]Todisco santa subito[k]. E se il nome del giudice piu’ amato dai tarantini e’ stato acclamato ripetutamente dalla folla, fischi sono stati riservati al presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, ogni volta che dal palco veniva pronunciato il suo nome per la gestione politica che ha fatto dell[k]inquinamento dell[k]acciaieria. Insomma, una manifestazione accesa ma pacifica dove e’ stato permesso a chi voleva di salire sul palco ed esprimere il proprio pensiero. Tra loro, l[k]operaio dell[k]Ilva Cataldo Ranieri, portavoce del comitato, che ha invitato tutti a [k]essere uniti per andare a prendere, senza la violenza, i responsabili dell[k]inquinamento e dei morti provocati dall[k]Ilva[k].

Piu’ duro l[k]altro esponente del comitato, Massimo Battista, che ha detto che a Taranto sarebbe dovuto venire un solo ministro, quello della Salute, [k]per chiedere scusa per i morti che piangiamo da 50 anni[k].
Poi e’ stata la volta dell[k]allevatore Fornaro che ha subito l’abbattimento di pecore e capre avvelenate dalla diossina sprigionata dall[k]Ilva. Dopo otto ore, alle 16.30, il comitato ha sciolto l[k]assemblea, criticando le promesse fatte dopo il vertice dal presidente dell[k]Ilva, Bruno Ferrante, che ha annunciato che aggiungera’ altri 56 milioni ai 90 gia’ stanziati in favore dell[k]ambiente. [k]Non e’ una questione di soldi – ribatte Cataldo Ranieri [k] perche’ la citta’ non e’ piu’ in vendita. Servono miliardi per risanare l[k]ambiente. Noi siamo operai dell[k]Ilva e sappiamo quello che succede li dentro, non ci abbatteranno come hanno fatto con le pecore[k].

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