“Calunniate, calunniate: qualcosa resterà”.

Intervento di Paolo Andreozzi È stato rapidamente fatto scivolare nel dimenticatoio, dai mezzi di (dis)informazione, il fatto clamoroso che pochi quarti d’ora dopo la sparatoria di Monaco tutte le testate giornalistiche riportavano sia la testimonianza di qualcuno che aveva sentito distintamente l’assassino (anzi, gli assassini; si diceva che erano tre distribuiti in due luoghi, ‘stile Parigi’) urlare il classico “Allah Ukbar!”, sia le dotte dissertazioni degli esperti che analizzavano il radicalismo islamico indotto nei giovani dalla ‘guerra trasversale’ dell’Isis all’Occidente. Provano a farcelo scordare in tutta fretta così che noi non cominciamo a sospettare che chissà quante altre volte […]
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Intervento di Paolo Andreozzi

È stato rapidamente fatto scivolare nel dimenticatoio, dai mezzi di (dis)informazione, il fatto clamoroso che pochi quarti d’ora dopo la sparatoria di Monaco tutte le testate giornalistiche riportavano sia la testimonianza di qualcuno che aveva sentito distintamente l’assassino (anzi, gli assassini; si diceva che erano tre distribuiti in due luoghi, ‘stile Parigi’) urlare il classico “Allah Ukbar!”, sia le dotte dissertazioni degli esperti che analizzavano il radicalismo islamico indotto nei giovani dalla ‘guerra trasversale’ dell’Isis all’Occidente.
Provano a farcelo scordare in tutta fretta così che noi non cominciamo a sospettare che chissà quante altre volte può esser successo, quando la verità non poté esser certificata da un video privato come quello dello scambio di battute tra lo sparatore sul tetto e un uomo alla finestra, che alle redazioni di mezzo mondo arrivasse subito la velina preconfezionata dell’urlo integralista e della rivendicazione dei califfi e l’interpretazione autentica e allarmistica da parte degli esperti ‘super partes’.
Il fascismo passa sempre prima per la mistificazione martellante; gioco facile se nessuno vi si oppone, se nessuno la denuncia neppure.
“Calunniate, calunniate: qualcosa resterà”, diceva Goebbels.
Ma mi raccomando, non vi svegliate.
In Francia, per esempio, in questi giorni c’è la coda per arruolarsi.
L’ultima volta è stato nel ’14. Del Novecento.
Ora siamo tutti dei tattici geopoliticoeconomicomassmediologi sopraffini, e quindi stiamo ancora valutando se e quanto la fascistizzazione pura e semplice della Turchia e di metà Europa orientale e il bombardamento di notizie di cronaca nera travestita da terrorismo, possano magari farci gioco contro la Merkel o a favore di Putin, contro la Trojka o il Ttip, a favore della Palestina o degli Occupy un po’ ovunque, contro il mainstream o a favore del Partito della Sinistra che sta sempre lì lì per nascere.
Con l’unico risultato che, ovviamente, la lotta di classe e di democrazia nel mondo, in Europa e in Italia, se ne frega del nostro Risiko da bambinoni che sembrano furbi ma invece son solo intronati, e in compenso noi abbiamo pure perso la nostra anima di puri e semplici adulti dotati di ragione, di voce e di volontà di dar evidenza a un dissenso di base, a un conflitto intanto etico, visto che infatti nel mentre che valutiamo e soppesiamo ci siamo preclusi di manifestare contro ciò che è ingiusto e a favore di ciò che è giusto.
Le piazze sono vuote come se il mondo ci piacesse.
Perfino la Rete, dove dir la propria costa zero, nicchia e attende.
La finta democratizzazione dell’alta politica, in cui crediamo di aver voce in capitolo, motivo per cui non bisbigliamo nemmeno più: è questa la loro più grande vittoria. Dei privilegiati del mondo, intendo, su quelli cui toccherebbe far antagonismo.

da controlacrisi.org

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