«Jobs act, più licenziati che assunti»

Caro Operai Contro, «Jobs act, più licenziati che assunti», la constatazione è di Mirko Rota segretario regionale della Fiom Lombardia, in un intervista rilasciata a L’Eco di Bergamo, 16 aprile 2016. Quando il Jobs act era in gestazione, la Fiom come altri sindacati non si è preoccupata più di tanto, qualche manifestazione di routine, con le trombonate di Landini che minacciava di occupare le fabbriche. Per anni la Fiom, come altri sindacati, ha tenuto separata una fabbrica dalle altre, quando ne venivano colpiti gli operai. Ora Mirko Rota teme che anche nel 2016 in Lombardia vi siano più di […]
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Caro Operai Contro,

«Jobs act, più licenziati che assunti», la constatazione è di Mirko Rota segretario regionale della Fiom Lombardia, in un intervista rilasciata a L’Eco di Bergamo, 16 aprile 2016.

Quando il Jobs act era in gestazione, la Fiom come altri sindacati non si è preoccupata più di tanto, qualche manifestazione di routine, con le trombonate di Landini che minacciava di occupare le fabbriche.

Per anni la Fiom, come altri sindacati, ha tenuto separata una fabbrica dalle altre, quando ne venivano colpiti gli operai.

Ora Mirko Rota teme che anche nel 2016 in Lombardia vi siano più di 5 mila licenziamenti.

Per non essere ridotti a contare il numero dei licenziamenti, organizziamoci in un sindacalismo operaio, organizziamo la resistenza contro i padroni.

Saluti operai

 

L’articolo dell’Eco di Bergamo.

Sono 1749 i lavoratori metalmeccanici messi in mobilità nei primi tre mesi del 2016 in Lombardia, 220 solo nel mese di marzo. I licenziamenti nel primo trimestre del 2015 ammontavano a 2191, mentre a marzo a perdere il lavoro furono 502 tute blu.

All’interno di questa torta, fa la parte del leone il distretto industriale di Brescia con 79 (il 35% del totale, un anno fa ci furono 19 licenziamenti). Da sottolineare anche il raddoppio dei licenziamenti nel Varesotto (44), i 32 licenziati a Milano (14,5%, 321 nello stesso periodo del 2015) e i 24 di Bergamo (ma lo scorso anno erano stati 31). Questi i risultati degli altri territori: Como 3, Cremona 1, Lecco 3, Lodi 0, Mantova 9, Monza Brianza 25, Pavia 0, Sondrio 0.

«È ormai evidente che sono più i licenziati che gli assunti con il Jobs act approvato solo un anno fa», dichiara Mirco Rota, segretario generale della Fiom Cgil Lombardia. «Sebbene il dato parli di una marcata diminuzione a livello di esuberi la situazione risente di un ridimensionamento notevole della base produttiva di anno in anno e di un’assenza di indicatori economici che possano far parlare di rilancio per l’economia lombarda».

«Continuiamo a perdere occupazione in settori importanti – conclude Rota – e più rapidamente, data la riduzione degli ammortizzatori sociali. Se questi numeri dovessero continuare anche nei prossimi mesi si arriverebbe ancora una volta a più di 5.000 licenziamenti in Lombardia».

 

 

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