Burgo 143 licenziamenti. Landini preoccupato per le banche

Caro Operai Contro, ho letto su la stampa.it le dichiarazioni di Landini dopo i 143 licenziamenti alla Burgo. Pensavo che Landini spronasse alla necessità di lottare, ma non lo ha fatto. Non ha speso una parola per i 143 licenziamenti. Sembra invece molto preoccupato per le banche che in passato “sono state decisive per ridurre il debito” della Burgo, ed ora fanno parte della proprietà. Per decenni Burgo ha intascato profitti, i debiti invece se li fa pagare dalle banche. Che affarone per il padrone! Il 9 novembre ci sarà un incontro per riconvertire lo stabilimento, servono tanti soldi, […]
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Caro Operai Contro,

ho letto su la stampa.it le dichiarazioni di Landini dopo i 143 licenziamenti alla Burgo. Pensavo che Landini spronasse alla necessità di lottare, ma non lo ha fatto. Non ha speso una parola per i 143 licenziamenti. Sembra invece molto preoccupato per le banche che in passato “sono state decisive per ridurre il debito” della Burgo, ed ora fanno parte della proprietà. Per decenni Burgo ha intascato profitti, i debiti invece se li fa pagare dalle banche. Che affarone per il padrone!

Il 9 novembre ci sarà un incontro per riconvertire lo stabilimento, servono tanti soldi, per questo Landini e la cordata dei sindacalisti, rivendicano gli investimenti per il padrone. Dei 143 licenziamenti non parla più nessuno. Ho finito di leggere l’articolo che qui sotto allego, rimanendo esterefatta. Perciò ho voluto segnalarlo a Operai Contro.

Saluti da una lettrice

 

Allego da Lastampa.it 30 ottobre 2017

«Alla Burgo sono necessari investimenti»

Tour del sindacalista Maurizio Landini nella Granda

VERZUOLO. «Fare investimenti che mettano al passo delle richieste del mercato produzioni e tecnologia». Sono impegno ed obiettivo da perseguire nella battaglia per la Burgo secondo Maurizio Landini, sindacalista ed ex segretario generale Fiom Cgil.

Landini, oggi (lunedì 30 ottobre), nel cambio turno di mezzogiorno, ha incontrato una quarantina di lavoratori della cartiera verzuolese, la cui dirigenza il 2 ottobre ha ufficializzato il licenziamento di 143 dipendenti e l’interruzione della linea Ottava che produce carta patinata. «Nel passato di Burgo le banche sono state decisive per ridurre il debito – ha detto Landini -: hanno ritenuto di poter investire nel gruppo. Oggi che compongono la proprietà è necessario un ruolo istituzionale locale e nazionale per far partire gli investimenti».

Con l’ex segretario generale Fiom c’erano Davide Masera, segretario generale Cgil Cuneo, Walter Biancotto, segretario provinciale Slc-Cgil e Barbara Tibaldi, segretaria provinciale Fiom-Cgil. «Le banche hanno avuto molte aperture – ha detto Masera -: oggi sono le uniche che possono fare investimenti». Tibaldi ha insistito sull’importanza di «restare uniti e avere fiducia».

La trattativa Burgo-sindacati è in stand by dall’11 ottobre. Oggi, alle 12, in Municipio, il sindaco Giancarlo Panero incontrerà direzione, sindacati e Regione per favorire la ripresa del dialogo. «Bisogna individuare – spiega Panero – un percorso che chiami in causa tutte le parti». Il 9 novembre sindacati e Burgo si incontreranno nella sede legale del gruppo in provincia di Vicenza. «La proposta che presenteremo – ha spiegato Biancotto – sarà riconvertire lo stabilimento per una lavorazione che non abbia problemi di mercato come la carta patinata». Landini ha poi partecipato a un incontro con lavoratori Michelin di Cuneo, in serata convegno sul lavoro organizzato dal Comitato provinciale per una Sinistra Unita.

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