Giornale, Numero 127 del 10 agosto 2015

ANCORA SULLA QUESTIONE MERIDIONALE

Redazione di Operai Contro, condivido quello che ha scritto “un operaio meridionale”: gli intellettuali e non solo quelli meridionali sono dei parassiti. Anzi direi che la piccola borghesia è una […]

Redazione di Operai Contro,

condivido quello che ha scritto “un operaio meridionale”: gli intellettuali e non solo quelli meridionali sono dei parassiti.

Anzi direi che la piccola borghesia è una classe di parassiti che i padroni utilizzano per soffocare la capacità di organizzarsi degli operai.

Quando parli di piccola borghesia, parlo dei politici, dei molti amministratori, di coloro che dipendono dalla pubblica amministrazione, della polizia dello stato borghese, ecc.

Gli interessi degli operai non hanno niente da spartire con quelli della piccola borghesia. Per loro è vitale il rafforzamento dei padroni, per noi operai è vitale sconfiggere i padroni

Ho cercato ciò che affermava Salvemini nel 1922.

““I governi italiani per avere i voti del Sud concessero i pieni poteri alla piccola borghesia, delinquente e putrefatta, spiantata, imbestialita, cacciatrice d’impieghi e di favori personali, ostile a qualunque iniziativa potesse condurre a una vita meno ignobile e più umana […] Qualunque gruppo di uomini onesti […] avesse voluto mettere un po’ di freno alla iniquità di una sola fra le clientele che facevano capo a un deputato meridionale, era sicuro di trovarsi contro tutta la marmaglia [piccolo borghese] compatta”.

Questo giudizio oggi può essere esteso al Sud, al centro e al Nord

Solo che oggi, malgrado i padroni abbiano concesso tutto il potere alla piccola borghesia, noi operai abbiamo smesso di votare, ma dobbiamo liberarci dalla cappa di piombo della piccola borghesia

Un operaio di Torino

Lascia una risposta