Della serie: ti curi se hai i soldi

Caro Operai Contro, in Italia la Sanità non prevede per i giovani la prevenzione contro il cancro, ancor meno la cura: “Per loro non ci sono reparti negli ospedali, né protocolli di cura abbastanza specifici”. Mentre aumentano i ticket sanitari e le liste di attesa, (scavalcate da chi ha i soldi), molti ospedali chiudono, altri vengono declassati a cronicari e moderni lazzaretti. Il governo Renzi con i suoi ministri e le due ancelle, rappresenta il mondo degli sfruttatori e parassiti, che negano la sanità ai comuni mortali. Un mondo che espropria e trasforma in ricchezza e patrimonio per sè, […]

Caro Operai Contro,

in Italia la Sanità non prevede per i giovani la prevenzione contro il cancro, ancor meno la cura: “Per loro non ci sono reparti negli ospedali, né protocolli di cura abbastanza specifici”. Mentre aumentano i ticket sanitari e le liste di attesa, (scavalcate da chi ha i soldi), molti ospedali chiudono, altri vengono declassati a cronicari e moderni lazzaretti. Il governo Renzi con i suoi ministri e le due ancelle, rappresenta il mondo degli sfruttatori e parassiti, che negano la sanità ai comuni mortali. Un mondo che espropria e trasforma in ricchezza e patrimonio per sè, il frutto dello sfruttamento degli operai, negando le risorse e i mezzi necessari per una vita dignitosa agli operai ed ai meno abbienti. Se in Italia la sanità pubblica è scadente, i ricchi e i loro figli si curano privatamente, oppure vanno all’estero. Non possono certo farlo gli operai e gli strati più deboli della società. Non possono permettersi di curarsi, vivono in povertà, o sopravvivono a stenti, privati di un sussidio dopo il lavoro negato e sempre più spesso sfrattati con la “colpa” di essere indigenti totali. Allego un articolo de “La Stampa”. Saluti Oxervator

 

Giovani e tumori, l’allarme degli oncologi: “In Italia mancano protocolli per cure efficaci”

Ogni anno quasi mille giovani si ammalano di cancro, ma per loro mancano spazi di terapia specifici. La proposta della Fondazione Veronesi e dell’associazione Siamo: “Pronti a creare una rete di centri d’eccellenza per questa fascia d’età”. Il rischio è vederli finire nella terra di nessuno. Adolescenti, giovani adulti, non più bambini e non ancora grandi. Trattati dalla medicina in modo ancora non adeguato, specie quando si ammalano di cancro. “Per loro non ci sono reparti negli ospedali, né protocolli di cura abbastanza specifici. Così, a parità di condizione clinica, gli adolescenti hanno minori probabilità di sopravvivenza e guarigione rispetto a bambini e adulti”. È questo l’allarme di Andrea Ferrari, oncologo dell’Istituto dei Tumori di Milano e fondatore del progetto “Siamo”, dedicato proprio agli adolescenti con malattie onco-ematologiche.

 

Tra 800 e mille casi ogni anno

Per fortuna non è frequente ammalarsi di tumore a quest’età, ma si parla comunque di un numero tra 800 e mille nuovi casi ogni anno, in Italia. Vite che meritano un’attenzione specifica, e anche per questo la giornata mondiale contro il cancro infantile – in programma il 15 febbraio – sarà dedicata proprio ai tumori negli adolescenti. E per questo la Fondazione Umberto Veronesi ha deciso di rilanciare “Gold for Kids”, la propria iniziativa nata nel 2014 per sostenere le cure anticancro a beneficio dei più giovani.

Veronesi: “Servono reparti specifici negli ospedali”

“Senza dubbio molto è stato fatto – osserva il professor Umberto Veronesi – e a guarire è oltre il 70 per cento degli adolescenti che si ammalano di tumore. Ma i ragazzi di quest’età non sono considerati abbastanza da sanità e ospedali, nonostante alcuni tumori, specie quelli delle ossa, siano specifici proprio degli adolescenti. Per loro proponiamo la nascita di mini-reparti negli ospedali, vicini all’oncologia pediatrica ma separati. Lì si potrà curarli meglio, senza rischiare ripercussioni a livello psicologico”.

Una rete di ospedali d’eccellenza

L’obiettivo di Fondazione Veronesi e Siamo è creare questi nuovi e specifici reparti in una decina di ospedali italiani, distribuiti tra Nord e Sud. Prosegue Ferrari: “Oggi solo due centri in Italia hanno quest’attenzione specifica per le cure oncologiche sugli adolescenti: l’Istituto Tumori di Milano e il Cro di Aviano. Noi vogliamo coinvolgerne altri, creare una rete di ospedali accreditati dal punto di vista scientifico come centri d’eccellenza in questo campo. Il passo successivo sarà l’accreditamento ministeriale, ma per adesso abbiamo scelto di saltarlo: è un iter che passa attraverso le Regioni e spesso sulla base di criteri politici”.

“Gold for Kids”: l’impegno per nuovi protocolli di cura

Il secondo fondamentale versante di “Gold for Kids” è quello dei protocolli di cura. “Un protocollo è una sorta di manuale di istruzioni per diagnosi e terapie: un criterio standard e condiviso, che permette di offrire le cure migliori”, spiega Chiara Segré, supervisore scientifico della Fondazione Veronesi. “A parità di condizione clinica, seguire cure codificate da un protocollo abbassa del trenta per cento il rischio di morire di tumore. Con “Gold for Kids” abbiamo già raccolto 130 mila euro da donazioni private e avviato quattro protocolli specifici per bambini e adolescenti. Nel 2015 puntiamo a fare ancora di più e proveremo ad aprire 12 nuovi percorsi di studio”.

 

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