IL CALDO È PESANTE, SULLE LINEE INSOPPORTABILE

Alla Piaggio di Pontedera continuano gli scioperi contro le condizioni di lavoro insopportabili per le alte temperature. Ad organizzarli sono gli stessi delegati che i capi della FIOM e Colannino volevano far fuori ma che gli operai hanno rieletto.
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Alla Piaggio di Pontedera continuano gli scioperi contro le condizioni di lavoro insopportabili per le alte temperature. Ad organizzarli sono gli stessi delegati che i capi della FIOM e Colannino volevano far fuori ma che gli operai hanno rieletto.


 

Abbiamo di recente pubblicato su questo giornale (https://www.operaicontro.it/2022/06/05/un-voto-ai-delegati-combattivi/) del rinnovo dei delegati alla Piaggio di Pontedera e dell’intenzione, da parte della direzione aziendale e dei sindacalisti collusi, di cancellare una delle esperienze più combattive, negli anni recenti, quella rappresentata dai delegati operai del Comitato Operaio Piaggio che per continuare a svolgere attività sindacale indipendente e presentarsi alle elezioni Rsu hanno deciso di iscriversi al SIAL.
Padron Colaninno se ne deve fare una ragione, i delegati combattivi, sospesi dalla compiacente direzione regionale della FIOM, tornati, la loro lista ha conquistato 3 delegati tra gli operai della produzione, sono gli stessi del Comitato Operaio Piaggio, una conferma del loro radicamento tra gli operai delle linee!
In Piaggio, una delle principali fabbriche metalmeccaniche del centro Italia la FIOM ora può rivendicare con tre delegati, di essere il primo sindacato tra gli impiegati, ma ha quasi azzerato con un solo delegato la rappresentanza fra gli operai. UILM e FIM hanno ricevuto rispettivamente 5 e 3 delegati tra gli operai, e due per UGL. 2 delegati operai sono stati eletti nell’USB, che se si vuol parlare di una possibile opposizione sindacale operaia unitaria vanno sommati ai tre del SIAL . Cinque delegati operai che agiscono sulla stessa linea sono una bella spina nel fianco di padron Colannino.
La UILM ha ricevuto la maggior parte del voto degli operai stabilizzati recentemente prima del voto. Una adesione, quella ad uno dei sindacati maggiormente compromessi con il padrone, che si spiega nella politica attivamente clientelare. In mancanza di vera mobilitazione collettiva, solidale fra gli operai per difendersi dal padrone, la scelta di legarsi a qualche carrozzone clientelare appare come la sola credibile. Ma le condizioni di lavoro nei reparti di produzione stanno già aprendo una contraddizione inevitabile tra i giovani operai sottoposti a pesanti ritmi di lavoro, alte temperature e la complicità dei sindacalisti compiacenti con l’azienda.
Non ci sono scorciatoie “istituzionali”, soluzioni individuali per cercare di attenuare un problema collettivo degli operai. Fermare la produzione nel periodo di maggior picco produttivo è sicuramente più efficace che presentarsi singolarmente in infermeria mettendosi nelle mani della gerarchia di fabbrica al servizio del padrone. Lo sciopero rimane uno strumento che colpisce il padrone dove più gli duole: il portafoglio. Ma anche qui a condizioni insopportabili non ci sono vie di mezzo, o vengono rimosse o non si lavora più. Bisogna forse anche ragionare su nuove modalità di scioperi e proteste. Gli operai Stellantis di Pomigliano e di Mirafiori si sono mossi in questa direzione. Ora tocca agli operai della Piaggio di Pontedera!
M.C.

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