STORIA DI UNA STRAGE INSABBIATA E DIMENTICATA.

PER IL DIBATTITO: PER UNA CONTROINFORMAZIONE SULL’EXPO DI MILANO SULL’ALIMENTAZIONE. Quando si è coinvolti direttamente, negli affetti famigliari più prossimi, allora le problematiche lette, viste in video, discusse, acquistano un altro senso. La vicenda di mia sorella, che ha iniziato adesso la sua lotta contro il cancro, mi sta facendo, di nuovo, toccare con mano le conseguenze dei prodotti tossici usati in agricoltura. Una strage dalle dimensioni inimmaginabili e non quantificabile: qual è il numero delle persone morte per essere venuti a contatto con prodotti usati in agricoltura, quante STORIE Di VITA simili a quelle di mia sorella? Nessuno […]
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PER IL DIBATTITO: PER UNA CONTROINFORMAZIONE SULL’EXPO DI MILANO SULL’ALIMENTAZIONE.

Quando si è coinvolti direttamente, negli affetti famigliari più prossimi, allora le problematiche lette, viste in video, discusse, acquistano un altro senso. La vicenda di mia sorella, che ha iniziato adesso la sua lotta contro il cancro, mi sta facendo, di nuovo, toccare con mano le conseguenze dei prodotti tossici usati in agricoltura. Una strage dalle dimensioni inimmaginabili e non quantificabile: qual è il numero delle persone morte per essere venuti a contatto con prodotti usati in agricoltura, quante STORIE Di VITA simili a quelle di mia sorella? Nessuno può saperlo. Eppure, dietro tutti i cibi che si trovano sugli scaffali dei super mercati, vi è il sacrificio di tanti uomini e donne, in tutto il mondo, che hanno respirato, si sono sporcate le mani e la pelle di veleni, nelle serre e nei campi, per produrre frutta verdura, priva di difetti, ma anche di sapore. Molti dei braccianti che lavorano nei campi, e nelle serre, sono scampati alla traversata nel mediterraneo, per ritrovarsi a spaccarsi la schiena nella raccolta dei prodotti agricoli, oppure a lavorare nelle serre in ambienti asfissianti. Se anche si ammaleranno di cancro, rientreranno nelle statistiche della diffusione della malattia? Figuriamoci le loro vite non contano nulla! Inoltre, come può essere spiegata la diffusione dei tumori anche in arre dove non esistono fonti d’inquinamento?

In quest’articolo voglio parlare di tutte le magagne che ci sono dietro la produzione del cibo e della diffusione di tutte le sostanze tossiche in esso contenute. Una controinformazione doverosa nell’epoca dell’EXPO di Milano sull’alimentazione. Allegherò riferimenti bibliografici per chi vuole approfondire.

UN PO’ DI STRORIA. Della “Rivoluzione verde” tutti ne hanno sentito parlare, dai mass media ufficiali è sempre stata decantata come “Uno dei grandi progressi dell’umanità” che ha permesso una crescita della popolazione mondiale senza precedenti, un incremento della durata di vita, un generale miglioramento delle condizioni di salute mondiale. In realtà questi cambiamenti hanno riguardato principalmente i paesi ricchi, mentre nel terzo mondo con la RIVOLUZIONE VERDE inizia anche il fenomeno della fame nel mondo. Lo so, ai più sprovveduti quest’affermazione può sembrare contraddittoria, tutti abbiamo subito il lavaggio del cervello dei “progressi compiuti nella produzione di alimenti e del numero di persone che, grazie alle nuove tecniche, l’umanità è riuscita a sfamare”. In effetti, LA RIVOLUZIONE VERDE, negli anni settanta, ha avuto anche il premio Nobel per La Pace, come riconoscimento dei benefici apportate all’umanità, da allora i mass media ufficiali hanno sempre fatto credere che i problemi di mal nutrizione che affliggeva la maggior parte dei paesi del terzo mondo fosse dovuta a incapacità e arretratezza produttiva dei contadini del luogo. Allora l’unica possibilità di sfamare l’intera umanità sarebbe stata la diffusione delle nuove tecniche agricole anche nei paesi più arretrati. Quante balle ci hanno raccontato in tutti questi decenni! La fame nel mondo è stata determinata dal latifondismo diffuso con il colonialismo, ma anche con lo smantellamento del tessuto economico e sociale delle società indigene. Questo processo, durato centinaia di anni, con l’industrializzazione dell’agricoltura ha raggiunto il suo culmine, ha permesso di rendere produttivi immense distese di terre dei latifondi ma ha fatto perdere, in modo definitivo, l’autonomia alimentare, ai paesi del terzo mondo. LA RIVOLUZIONE VERDE, perciò, è stato un potente strumento per assoggettare i popoli e ha creato un’immensa schiera di disperati, disposti a lavorare per pochi euro il giorno. In definitiva ha spiantato la strada all’attuale fase di globalizzazione.

LA SITUAZIONE ATTUALE. Parto da un dato di fatto: l’agricoltura, così com’è praticata, è l’attività umana che ha, globalmente, il maggior impatto ambientale. L’idea inculcata in tutti i modi per decenni che è possibile liberarsi dal gioco della natura, per la produzione dei bisogni primari, si è rivelata un’illusione. Un’illusione perseguita da tutti i paesi del mondo, compresi quelli pseudo socialisti. La borghesia, in questo modo, ha gettato le basi per il suo dominio globale. Con il controllo della produzione del cibo si domina il mondo! Con la NUOVA AGRICOLTURA sono emerse delle multinazionali che in poco tempo hanno assunto un potere immenso: la Monsanto, Du Pont e la Bayer, sono tutte nate e sviluppate dopo l’ultimo dopoguerra producendo pesticidi e sementi. E non hanno mai subito la crisi, un caso? Per decenni questi criminali hanno diffuso un’infinità di sostanze tossiche, con gli alimenti, nella maggior parte della  popolazione mondiale! Molte delle molecole utilizzate come pesticidi sono state sperimentate  nei due conflitti mondiali, o in quelli successivi, è il caso del “Agente Arancio” utilizzato in Vietnam come defogliante, ma poi, opportunamente modificato, impiegato in agricoltura come erbicida.

Per esempio, molti dei biociti (così li chiamano adesso i veleni agricoli), più di trent’anni fa erano sospettati essere potenzialmente cancerogeni, ma ciò non ha impedito il loro massiccio utilizzo per contrastare gli insetti e i funghi delle piante. Di recente, alcune di queste sostanze, sono state tolte dal mercato perché è stata confermata la loro teratogeneità (la capacità di indurre tumori), ma in alcuni sono stati reintrodotti, anche se molto tossici, perché efficaci come fungicidi o insetticidi! È il caso di Carbaril un insetticida tolto dal commercio ma poi reintrodotto in larga scala nelle colture delle nocciole, oppure il caso di alcuni fungicidi (i ditiocarbammati), sicuramente cancerogeni tolti dal mercato ma poi reintrodotti con nuove formulazioni! Il Mancozeb, invece, particolarmente attivo nell’indurre i tumori al seno (guarda caso), non è stato mai ritirato dal mercato neanche quando è stata dimostrata con certezza la sua teratogeneità! Dalla serie i profitti vengono prima delle vite delle persone.

CONCLUSIONI. L’avvelenamento attraverso i cibi è la forma più subdola e meschina di attacco alla nostra salute: non si può scegliere di non assumere sostanze dannose perché sono presenti in piccole dosi su tutti gli alimenti. La legge, salva profitti, permette la presenza in dosi minime dei pesticidi in tutti i cibi! Un’assurdità, un veleno è un veleno e basta, non dovrebbe essere presente negli alimenti, punto! Non solo, i processi industriali della produzione dei pesticidi sono molto inquinanti, basta ricordare Seveso e Bopal in India. Probabilmente molti dei sottoprodotti di queste industrie sono finite nelle Terre Dei Fuochi o in tante aree del terzo mondo! Infine bisogna considerare l’effetto coadiuvante: molto spesso i principi attivi dei pesticidi agiscono da attivatori di altre sostanze dannose come l’amianto, i fiumi tossici o quant’altro è assunto sui posti di lavoro, così la possibilità di contrarre un cancro è enormemente amplificata.

UNA PERFETTA “MACCHINA DA  GUERRA” (PER IL PROFITTO). L’attuale sistema di produrre alimenti sembra fatto apposta per far arricchire tante persone sulla pelle dei poveri cristi: il sistema alimentare produce innumerevoli problemi di salute, ma fanno decollare i profitti delle industrie farmaceutiche, e tutti quelli che vivono sulla sanità!

Adesso, all’EXPO di Milano, questi criminali che hanno creato questo stato di cose vorrebbero venirci a parlare di alimentazione ma MANDIAMOLI A QUEL PAESE!

PIERO DEMARCO.

 

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