CHIAIANO: GIU LE MANI DALLA NOSTRA TERRA

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CRONACA Oltre mille manifestanti sfilano contro l’apertura della discarica
Nella notte un ordigno rudimentale contro il commissariato
Chiaiano, corteo contro la discarica
Bombola di gas contro gli agenti

NAPOLI – Si e’ conclusa con il ritorno in piazza Rosa dei Venti la manifestazione di protesta contro la discarica di Chiaiano. Al corteo hanno partecipato circa 1200 persone che sono poi tornate al luogo simbolo della protesta adiacente a via Cupa dei Cani, la strada che porta alle cave.

La manifestazione si e’ svolta senza incidenti. In testa c’era padre Alex Zanotelli, il sacerdote comboniano da sempre schierato con i comitati antidiscarica, donne, anziani, bambini e un grande striscione arancione su cui e’ scritto “Giu’ le mani della nostra terra”.

“Dopo il buon successo del corteo di oggi – spiega Alfonso De Vita, del comitato contro la discarica – la nostra protesta continuera’ nei prossimi giorni con iniziative sempre diverse, la fantasia non ci manca. Per settembre stiamo poi pensando a un grande j-day, cioe’ uno jatevenne day che portera’ decine di migliaia di persone da tutta Italia qui a Chiaiano per dire no alla logica delle discariche e degli inceneritori”. I comitati denunciano anche “la militarizzazione del territorio”.

Nella notte un rudimentale ordigno e’ stato lanciato contro il commissariato del quartiere. Ieri era toccato ad un gruppo di carabinieri di guardia davanti all’ingresso della discarica. Questa notte, da una Peugeot qualcuno ha lanciato contro gli agenti una bombola di gas del tipo usato dai campeggiatori. Non ci sono stati feriti ne’ danni.

E’ il quinto attentato contro la polizia a Chiaiano. Anche se l’area della discarica e’ sotto il controllo dai soldati della brigata Garibaldi che hanno chiuso i varchi con il filo spinato, le intimidazioni continuano. Il sottosegretario all’Emergenza rifiuti Guido Bertolaso getta acqua sul fuoco: “Sono fatti che ci possono stare nel momento in cui si interviene con decisione e autorevolezza per dimostrare che lo Stato c’e'”. e’ ottimista il capo della Protezione civile. Prevede che la crisi potra’ essere risolta entro la fine del 2009, com’e’ nei piani del governo: “Sono convinto che stavolta porremo la parola fine a questa vergognosa vicenda”.

(12 luglio 2008)

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