BAMBINI PALESTINESI DETENUTI IN ISRAELE

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da peacereporter.it

Israele – Palestina – 24.4.2008
Sfida alle corti militari
Gli avvocati delle Ong in Palestina si schierano per alleviare la drammatica condizione dei minori detenuti

Seimila minorenni palestinesi sono stati arrestati delle autorita’ israeliane dal 2000 a oggi, settecento solo nel 2007. Sono numeri allarmanti che emergono dall’ultimo rapporto sui bambini in detenzione dell’organizzazione britannica Defence for Children International. Si tratta del drammatico bilancio di una guerra che si combatte anche sulla pelle dei bambini: le prime vittime dell’occupazione. Forse pero’ qualcosa sta cambiando, una nuova iniziativa dei legali in difesa dei minori palestinesi promette di cambiare le regole del gioco.

Lo scorso 17 aprile, in occasione della giornata dei prigionieri, gli avvocati che si occupano della difesa dei minori palestinesi nelle carceri israeliane hanno lanciato una forma di protesta contro il sistema delle carcerazioni senza processo, contro la pratica della detenzione amministrativa prolungabile a oltranza e contro le discriminazioni legali ai danni dei minori palestinesi. Una battaglia per i diritti dei bambini in carcere che promette di essere un momento di svolta, o perlomeno di avere effetti concreti se, come annunciato, l’intera categoria dei difensori sara’ unita.

Foto di Simone ManzoAttualmente i minori palestinesi in carcere sono poco piu’ di trecento, ma solo un terzo di loro sta regolarmente scontando una pena. Poco meno di duecento sono in attesa di processo e una ventina sono agli arresti amministrativi, una procedura di sicurezza che prevede la detenzione senza comunicazione dei capi di accusa e senza la possibilita’ di avere contatti con il mondo esterno. Spesso i bambini arrestati subiscono un trattamento pari a quello degli adulti, violenze quindi durante la cattura e negli interrogatori, intimidazioni e spesso isolamento. I legali invitano l’esercito israeliano a porre fine alla pratica degli arresti arbitrari di massa tra i minori, in particolare chiedono che cessi la procedura degli arresti amministrativi contro di loro. Chiedono inoltre che siano aboliti gli ordini militari che fissano a 16 anni l’eta’ adulta per i bambini palestinesi, mentre la legge israeliana fissa la responsabilita’ penale a 18 anni. Infine, che sia abolita la pratica di determinare l’eta’ del minore accusato al momento della sentenza, invece che al momento dell’arresto. Uno stratagemma quest’ultimo che viene usato per processare come maggiorenni dei giovani colpevoli ad esempio di avere lanciato un sasso quando avevano meno di 16 anni.

La strategia proposta dagli avvocati palestinesi e internazionali che lavorano per le Ong in difesa dei minori prevede una svolta nelle relazioni con le corti militari. Gli avvocati annunciano che, a partire dal 17 aprile scorso, rifiuteranno la pratica del patteggiamento delle pene per conto dei prigionieri. Fino ad ora gli avvocati militari dell’accusa concordavano con i legali dei minori pene detentive, anche gravose rispetto alle accuse a carico dei bambini, che venivano accettate per timore che ne venissero comminate di peggiori. D’ora in poi, annunciano, verranno applicate alla lettera tutte le procedure di difesa previste dalla legislazione civile. I legali promettono di utilizzare tutti i mezzi a loro disposizione per contrastare le estensioni degli arresti prima dei processi e la diffusa pratica di negare al detenuto l’accesso agli avvocati. [k]Questa decisione punta a portare il concetto di giusto processo nelle Corti Militari, per mettere fine alla detenzione illegittima di palestinesi in Israele[k] si legge nel comunicato.
Naoki Tomasini

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