Giornale, Numero 10 del 10 marzo 2019

UMBRIA OLII, 12 ANNI DOPO

Dopo oltre 12 anni dalla strage della Umbria Olii – nella quale il 25 novembre 2006 dopo una terribile esplosione persero la vita tre operai e il padrone della ditta Manili di […]

Dopo oltre 12 anni dalla strage della Umbria Olii – nella quale il 25 novembre 2006 dopo una terribile esplosione persero la vita tre operai e il padrone della ditta Manili di cui erano dipendenti – il titolare dell’azienda per la quale stavano svolgendo i lavori di manutenzione di Campello sul Clitunno (Pg), Giorgio Del Papa, entra in prigione. Arrestato e accompagnato nel carcere di Maiano (Spoleto) dove dovrà scontare 4 anni, 9 mesi e 15 giorni di reclusione per omicidio colposo plurimo. Praticamente finge di entrare per poi uscire. I giudici gli daranno i servizi sociali

Il padrone della Umbria Olii è stato condannato a 4 anni e nove mesi per la morte di tre operai e il padroncino che li gestiva. Ci sono voluti tre gradi di giudizio con relativi sconti di pena. In primo grado 7 anni e mezzo, poi 5 anni e 4 mesi ed infine i 4anni e 9 mesi di oggi che gli permetteranno di chiedere ed ottenere l’affidamento ai servizi sociali.

Le vittime dell’incidente – Giuseppe Coletti, Vladimir Todhe, Tullio Mottini e Maurizio Manili, tre operai e un piccolo imprenditore di una ditta in appalto – quel giorno, nonostante fosse sabato, stavano ultimando dei lavori di saldatura sui giganteschi silos dell’azienda di Campello,

 Il serbatoio numero 95 saltò in aria spazzando via le vite dei quattro. Conteneva esano, un gas altamente esplosivo, del quale i lavoratori ignoravano la presenza. Per spegnere l’incendio i mezzi speciali dei vigili del fuoco arrivati da tutta Italia impiegarono giorni. Per abbattere i costi è norma dare in appalto certi lavori a ditte che per pochi soldi sono disposte a rischiare la pelle dei propri operai saltando ogni prevenzione e norma di sicurezza. I grandi padroni e i piccoli padroncini giocano sulla pelle degli operai per i loro profitti e non cambia la sostanza se, come in questo caso, una delle vittime è il titolare stesso della ditta che ha preso l’appalto.

Ma la strage di Campello  rasenta l’assurdo.   Il padrone dopo la strage della Umbria Oli avanzò la richiesta di risarcimento  nei confronti delle vittime (e quindi dei loro eredi): 35 milioni di euro.

Ora stanno circolando i soliti commenti sulla giustizia che “ è stata fatta”,  non è assolutamente così: i giudici possono riconoscere anche che i padroni sono in qualche modo responsabili della morte degli operai, ma le condanne sono inferiori a quelle che riceve un ladro di polli. E in pochi mesi  o giorni, saranno di nuovo liberi di circolare, come quelli della Tissen.

L.S.

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