FAVARA (AGRIGENTO), DIGOS E ANTITERRORISMO CONTRO GLI SPAZZINI IN SCIOPERO

Senza stipendio da mesi, mentre deputati siciliani si sono aumentati i loro, gli spazzini hanno deciso autonomamente di fare sciopero. Denunce, interventi di squadre di polizia non li hanno piegati. Il sindaco ha dovuto iniziare a pagare gli arretrati.
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Senza stipendio da mesi, mentre deputati siciliani si sono aumentati i loro, gli spazzini hanno deciso autonomamente di fare sciopero. Denunce, interventi di squadre di polizia non li hanno piegati. Il sindaco ha dovuto iniziare a pagare gli arretrati.


 

La Sicilia, si sa, è terra di contraddizioni, questo da sempre. Così mentre all’inizio di quest’anno i deputati dell’ARS (Assemblea Regionale Siciliana) si sono aumentati gli stipendi di 10.700 annui, per tanti lavoratori in società partecipate, lavoratori impegnati in cantieri nell’Isola non ci sono soldi ed essi sono costretti a protestare per reclamare i propri diritti. Da inizio anno non si contano le interruzioni dei lavori e le proteste, anche se i media locali offuscano queste notizie. Di solito, però, tutto è avvenuto nel pieno rispetto della legge, con il patrocinio dei sindacati istituzionali, con la conseguenza di tante vertenze ancora in bilico, precarietà alle stelle e lavori incompiuti. In verità lasciare le persone in situazione di incertezza permette al potere di perseverare, e in questo i sindacati pompieri svolgono un ruolo cruciale: si tamponano le situazioni drammatiche senza risolvere in modo definitivo i problemi, ma delle vicende siciliane mi ripropongo di scrivere in seguito.
Capita, però, che dei lavoratori non ci stanno ad essere “guidati” dai pompieri di turno e decidono di protestare autonomamente, ed è quello che è avvenuto a Favara in provincia di Agrigento. Gli operatori ecologici del comune agrigentino hanno interrotto la raccolta dei rifiuti perché da mesi non vengono pagati. Lo hanno fatto, però, senza l’intervento dei sindacati e senza preavviso, autonomamente e questo ha creato non pochi grattacapi al comune e al sindaco da poco insediato: in poco tempo le strade del paese sono state invase dai rifiuti in concomitanza con l’aumento delle temperature che hanno sfiorato i 40 gradi. I lavoratori, però, non hanno desistito nella loro azione di protesta e per 6 giorni la spazzatura non è stata raccolta accumulandosi pericolosamente nelle strade. Chiaramente lo scompiglio e il disagio creato hanno fatto intervenire il prefetto per sbrogliare la matassa, ma anche il questore di Agrigento perché, bisogna dirlo, gli operatori ecologici hanno infranto la legge (borghese) sulla indizione degli scioperi e nella regolamentazione delle proteste: per lo Stato non sono ammesse le proteste spontanee ma solo “processioni” e tavoli su tavoli di trattative mediati dai pompieri di turno. Poco importa se chi non ha lo stipendio pagato può avere difficoltà nel sbarcare il lunario, pagare mutui, affitto o quant’altro, chi sta ai vertici del potere ha il culo pieno e queste cose non le può capire! Così 41 lavoratori del settore sono stati denunciati per interruzione di pubblico servizio, ma questo non ha fermato la protesta che è proseguita. Sia chiaro il questore di Agrigento ha agito nel pieno rispetto della legge ed ha affermato, dal suo punto di vista istituzionale, che non è questo il modo di inscenare le proteste. Non si comprende, però, l’intervento della Digos, la Polizia dell’antiterrorismo, nella vicenda; o meglio si comprende benissimo, da un po’ di tempo a questa parte chi inscena delle manifestazioni non irrigimentate è ritenuto il peggior criminale, il caso Cospito fa scuola. Bisogna dire che la protesta ha dato risultati, il sindaco di Favara ha disposto il pagamento di buona parte degli arretrati e così è ripresa la raccolta della spazzatura delle strade.
Cosa ci insegna questa vicenda? In primo luogo, l’opacità informativa dei mass media: nei telegiornali regionali la notizia non è passata, eppure i disagi nel paese di Favara sono stati perduranti e solo da qualche giorno in via di risoluzione. La notizia è comparsa come trafiletto sul Fatto Quotidiano e su qualche giornale on-line di Agrigento, niente di più. In secondo luogo, per questa società, a partire dai suoi più alti tutori di legalità (giudici, questore, prefetto), se si sciopera senza preavviso si viola la legge e si deve essere denunciati e perseguiti, ma se non si pagano i salari evidentemente non si viola la legge o perlomeno ciò non richiede l’invio della Digos in comune e la denuncia alla Procura della Repubblica degli amministratori pubblici per omesso pagamento di salari.
Infine una considerazione, sarebbero riusciti i lavoratori del settore ad ottenere gli stessi risultati se avessero seguito le vie “legali”? in quali tempi? Non è dato di sapere, l’importante è non far sapere che se gli operai e i lavoratori salariati, ma anche i sottoproletari sfruttati protestano senza farsi dirigere costituiscono un pericolo che deve essere neutralizzato. Meditate gente, meditate.
PIETRO DEMARCO

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