STELLANTIS – USA, LA PANDEMIA CORRE SULLE LINEE DI MONTAGGIO

Lettera di un operaio precario dello stabilimento di assemblaggio Warren Truck di Stellantis, a Warren in Michigan.
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Lettera di un operaio precario dello stabilimento di assemblaggio Warren Truck di Stellantis, a Warren in Michigan.


 

Abbiamo già affrontato su questo giornale i tentativi in corso per abolire la giornata di 8 ore e delle 40 ore settimanali negli stabilimenti Stellantis – USA.
La giornata lavorativa per gli operai della manutenzione, da gennaio 2022, è stata portata a 12 ore. Continuiamo la corrispondenza sulla condizione degli operai americani pubblicando la lettera di un operaio precario dello stabilimento Stellantis (Ex FCA) di Warren Truck, nord di Detroit (Usa). Gli operai precari sono dipendenti a tempo di Stellantis, esclusi dai diritti che il padrone ancora concede agli operai a tempo indeterminato nello stesso stabilimento. La pandemia è, al momento, nel pieno della sua diffusione, la variante Omicron si sta diffondendo velocemente tra le comunità, nelle scuole, nelle fabbriche. I padroni con il sostegno del sindacato del settore UAW, per mantenete alta la produzione ha comandato anche gli operai precari ai turni di 12 ore, peggiorando una situazione già intollerabile. L’operaio, per evitare rappresaglie ha chiesto di rimanere anonimo.


 

Da wsws.org del 07/01/2022.


Sono un dipendente precario e lavoro nello stabilimento di assemblaggio Stellantis di Warren Truck situato in Mound Road a Warren nel Michigan, USA. Sono un dipendente precario da quasi un anno. Durante questo periodo, ho avuto un orario di lavoro obbligatorio di 6 giorni/7 giorni, lavorando 10 ore al giorno, con una media di 50-70 ore settimanali. Il 3 gennaio 2022, il programma di produzione di Warren Truck è cambiato con l’introduzione di 2 turni, ciascuno della durata di 10 ore, a 3 turni della durata di 8 ore ciascuno. Il 4 gennaio 2022, alle 17:01 mi è stato comunicato via e-mail che mi viene richiesto di lavorare su un turno obbligatorio di 6 giorni e 12 ore a partire da mercoledì 5 gennaio 2022.
Durante le 12 ore di lavoro, mi vengono concesse solo due pause di 10 minuti e di 20 minuti per il pranzo. Rischiando di perdere il lavoro, ho allegato una copia dell’e-mail del team Warren Truck Assembly Plant Business Resource che delinea il nuovo programma di produzione. Ora che l’impianto è in funzione 24 ore al giorno, sono costantemente costretto a interagire con più persone che normalmente non vedo, aumentando quindi le probabilità di essere esposto al COVID-19. L’azienda, inoltre, non ci fornisce alcun tempo aggiuntivo per disinfettare a fondo le nostre postazioni di lavoro. Sono obbligato a svolgere il mio lavoro utilizzando gli stessi utensili dell’operaio del turno precedente, anche in questo caso non ho il tempo a disposizione per pulire gli utensili o la postazione di lavoro. Ad oggi, 6 gennaio 2022, si dice che oltre 500 dei colleghi siano malati o siano in quarantena a causa dell’esposizione al virus COVID-19. Quando arrivo al lavoro, sono costretto a lavorare in stazioni diverse più volte al giorno, essendo costretto a lavorare con persone diverse aumenta le probabilità che anch’io prenda il COVID-19.
Durante l’ultimo anno ho messo la mia salute e la mia vita in estremo pericolo a vantaggio solo dell’azienda. Ogni giorno prima di partire per lavoro, sono obbligato a completare un’auto dichiarazione COVID-19 prima di essere autorizzato ad entrare in fabbrica. Se non compilo il questionario, mi verrà inviata un’e-mail in cui si afferma l’importanza di completare il tracciamento. Tuttavia, l’azienda non è preoccupata se ho sintomi di COVID o se sono seriamente malato, la loro unica preoccupazione è mantenere alti i livelli produttivi. Durante il lavoro mi viene fornita una maschera chirurgica sottile per mettermi in sicurezza. Un giorno ho indossato un respiratore N95 per lavorare (simile a quello che indossano attualmente gli infermieri per tenersi al sicuro durante il trattamento di pazienti Covid), mi è stato detto che non potevo entrare nella struttura con quella maschera ma dovevo indossare la maschera rilasciata dall’azienda. Ho eseguito gli ordini come al solito. Quando entro nello stabilimento e mi dirigo alla mia postazione di lavoro, cammino sulla stessa spazzatura che ho visto prima delle feste a dicembre. Quando si verifica un temporale molto violento con forti piogge, un’incredibile quantità d’acqua si infiltra dal tetto; spesso direttamente nella mia postazione di lavoro. I bagni degli uomini in alcune aree di produzione non hanno acqua corrente calda da mesi. Alcuni definirebbero lo stabilimento estremamente sporco, ma vi assicuro che è un eufemismo. Ho contratto il COVID-19 almeno una volta durante il mio lavoro in Stellantis e sono sicuro al 99% di essere stato infettato dai miei colleghi. Come operaio precario se non mi presento al lavoro, non vengo pagato. I funzionari del sindacato (UAW) hanno affermato che se un dipendente risulta positivo al COVID per essere stato esposto all’interno dello stabilimento, gli verrà corrisposto almeno un compenso parziale. Considerando che ogni giorno vengo spostato da un lavoro all’altro, sarebbe comunque molto difficile per me dimostrare di aver contratto il virus all’interno della fabbrica. Se il mio collega risulta positivo al Covid, non vengo informato della situazione e non mi viene comunicato di mettermi in quarantena. E’ il colmo, lo so. La direzione aziendale e i funzionari sindacali della sezione locale UAW 140 si rifiutano di informare i dipendenti di quanto sia grave la situazione all’interno dello stabilimento. Niente deve interrompere la produzione. Siamo coscienti, io e i miei colleghi, che questa situazione di abbandono, di pericolo per la sicurezza e la salute degli operai non finirà a meno che non accada qualcosa di veramente drammatico, che li costringa a chiudere. Anche allora, sono quasi certo che la dirigenza Stellantis si opporrà tenacemente alla chiusura non volendo sospendere la produzione. Durante lo scorso anno gli operai precari sono stati anche costretti a trasferirsi temporaneamente allo stabilimento di Sterling Heights Assembly e al Mack Detroit Assembly Complex (Stabilimenti Stellantis nella cintura industriale di Detroit NdR) per ridurre l’impatto delle assenze dovute al Covid 19. Entrambe le volte l’azienda non ci ha dato più di un paio di giorni di preavviso e chiaramente non si preoccupavano della nostra salute e del nostro benessere, poiché ci hanno costretto a esporci a nuovi ambienti dove era molto diffuso il COVID, mentre il dottor Anthony Fauci e il CTS avevano raccomandando vivamente a tutti di mantenere le distanze sociali limitando al minimo i contatti.
Durante questa pandemia Stellantis ha chiaramente, come conseguenza di queste scelte, contribuito alla malattia e alla morte di molti operai e dovrebbe perciò essere ritenuta responsabile. Una battuta che non invecchia mai all’interno dello stabilimento dice che “In Warren Truck non produciamo buonsenso, produciamo camion”.
Nell’autunno del 2021, l’azienda ha assunto diversi operai precari che sono stati designati per lavorare nel prossimo terzo turno di gennaio 2022. Durante quel periodo, i miei colleghi operai furono costretti a formare i nuovi dipendenti, il che significava raddoppiare la presenza in ogni postazione, privandoci della nostra capacità di distanza sociale. L’unico vero strumento che abbiamo come esseri umani per combattere la pandemia e mantenerci al sicuro è la nostra capacità di mantenere la distanza sociale. L’azienda non ha offerto incentivi aggiuntivi durante il periodo di formazione durato diverse settimane. Mi è stato richiesto di lavorare a strettissimo contatto con un altro dipendente mentre avrei dovuto rispettare il distanziamento sociale. Il sindacato (UAW) sezione locale 140 ha incredibilmente taciuto e non ha aiutato o nemmeno tentato di difendere gli interessi degli operai precari e fissi.
Nel dicembre 2021, mentre eravamo costretti a lavorare per 7 giorni, il presidente del nostro sindacato, Eric Graham, era sulla spiaggia in Giamaica a scattare foto e pubblicarle su Facebook. Il che non sorprende dal momento che ci sono voci in giro in fabbrica, che International UAW ha in programma di promuovere Eric a livello internazionale. Questo in realtà mi fa venire male allo stomaco.
L’unica persona che ha sostenuto noi operai precari è un dipendente fisso del nostro reparto di verniciatura che ha promosso una petizione chiedendo un limite ragionevole alle ore e ai giorni di straordinario che possono essere programmati in anticipo. La petizione riconosce inoltre che tutto ciò che Stellantis sta facendo ai propri dipendenti può effettivamente essere conforme al Contratto di Contrattazione Collettiva. Chiedi a qualsiasi funzionario sindacale e ti dirà che il contratto è il contratto e non c’è niente che nessuno possa fare per porre fine a questa follia. A pagina 213 dell’ultimo contratto sindacale, si trova il MEMORANDUM OF UNDERSTANDING (MOU Protocollo d’intesa) riguardo all’Accordo sul Precariato che è stato concordato tra l’UAW internazionale e Fiat Chrysler Automobiles (ora Stellantis). Tutte le parti hanno convenuto che il MOU disciplinerà l’impiego di tali dipendenti precari. Il primo paragrafo afferma chiaramente che gli operai precari non devono essere assunti per evitare di ricoprire posizioni a tempo indeterminato. Questo accordo dovrebbe essere concordato dal National Presence Council (“NAC”) composto da due (2) membri del Sindacato Internazionale e due (2) membri della azienda. Dovrebbero tenere incontri trimestrali, in cui il NAC monitorerebbe l’uso di dipendenti precari in ogni stabilimento. Da quello che mi sembra di capire, questo Memorandum afferma che lo stabilimento può avere solo una data percentuale di dipendenti precari proporzionale al numero dei dipendenti a tempo pieno. È abbastanza chiaro che il numero di operai a tempo che lavorano presso lo stabilimento di assemblaggio di camion di Warren supera di gran lunga il numero consentito. (Si dice che Stellantis si rifiuti di trasformare i dipendenti precari in operai a tempo indeterminato a causa dei problemi con le catene di approvvigionamento globali, questo non può essere confermato poiché la sezione locale 140 non fornisce queste informazioni).
Si potrebbe pensare che durante una pandemia in cui gli operai a tempo stanno mettendo a rischio la propria vita, la leadership e la direzione sindacale si dovrebbero battere per fornire agli operai una migliore copertura sanitaria e un adeguato aumento dei salari in modo che non abbiano più bisogno di barcamenarsi per sbarcare il lunario. Non avrei mai immaginato che a un lavoratore McDonald o un dipendente Amazon sarebbero stati offerti incentivi migliori rispetto a un operaio della terza casa automobilistica più grande del mondo. Chiedo ai massimi dirigenti Stellantis, all’l’Unione Internazionale e alla sezione locale 140 di UAW di darsi da fare e fare la cosa giusta. Ho allegato una copia del Memorandum d’intesa perché ne prendiate visione.
L’UAW ha perso il suo status di sindacato forte a causa di tutta la corruzione a livello internazionale e del collaborazionismo dei nostri leader sindacali locali. Questo comportamento negligente di numerosi padroni si è verificato in tutto il paese e i gli operai di diversi settori hanno detto basta e hanno votato per lo sciopero. Sono uniti e combattivi come tutti i sindacati dovrebbero essere. Forse è ora che noi lavoratori automobilistici prendiamo esempio dagli operai della John Deere e formiamo il nostro comitato “Rank and File”.
Attualmente, i lavoratori della UAW hanno una clausola nel contratto di divieto di sciopero. L’unico modo per aggirare questa clausola è citare e fare riferimento ai problemi di sicurezza all’interno dello stabilimento. Ebbene, se oltre 500 dipendenti che sono a casa malati o in quarantena alla Warren Truck a causa della mancanza di protocolli di salute e sicurezza non giustificano un potenziale voto di sciopero, niente lo potrà giustificare e Stellantis ci porterà nella tomba.
Grazie per aver ascoltato il mio sfogo. Ora devo andare a dormire perché ho un altro turno di 12 ore davanti a me”.

A cura di M.C.

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